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Easy Joint, arriva la cannabis legale che sta spopolando tra i giovani


Anche nel nostro Paese sta iniziando ad avere un enorme successo la distribuzione legale di cannabis in versione “light” che viene tranquillamente acquistata e venduta nei negozi e negli shop online. EasyJoint, “un progetto che attraverso la commercializzazione e la valorizzazione delle infiorescenze di Canapa Sativa Legale di elevata qualità contribuisce al processo di legalizzazione in Italia”, come si apprende dal sito internet, in pochissimo tempo ha avuto un boom delle richieste e di acquisti online.

Si tratta di una sostanza legale perché il contenuto di Thc (tetraidrocannabinolo) contenuto all’interno, uno dei principi attivi della cannabis, è al di sotto dei limiti consentiti dalla legge e, avendo una così bassa concentrazione, non sembrerebbe avere gli effetti psicoattivi tipici della marijuana comune. È molto più alta, invece, la percentuale di cannabidiolo, un’altra sostanza della marijuana, che sembra svolgere una funzione tranquillante, antiossidante e distensiva.

Perché i ragazzi ne sono così attratti?

La marijuana light, anche se non comporta gli stessi effetti psicoattivi di quella comune, attrae molti giovanissimi che, curiosi di provarne gli effetti, magari si ritrovano in gruppo e la acquistano online con una semplice carta prepagata, in modo tale da farsela spedire e di aggirare così il problema dei genitori e dell’età.

In questo modo, i ragazzi possono prepararsi una canna, anche se blanda, fumarsela e “passarsela” con gli amici e attuare un rituale che richiama un qualcosa di molto trasgressivo, pensando al “tanto è legale”, quindi facendo l’associazione immediata che non faccia male alla salute, rinforzato dalle notizie che riportano che abbia anche effetti benefici.

A partire dalla novità della cannabis light, si può riflettere anche su un altro aspetto, ossia la tendenza di molti adolescenti a ricercare sostanze che, sebbene siano legali, si dice abbiano effetti calmanti e rilassanti.

I ragazzi, molto spesso, si lamentano di essere agitati, sotto pressione, abusano di termini quali “sono ansioso”, “vado nel panico”, “sono stressato” e, appena ne hanno la possibilità, delegano all’esterno, rivolgendosi subito allo strumento che sembra fungere da calmante e antistress; basti pensare anche all’enorme uso di farmaci che assumono senza rifletterci troppo, piuttosto che chiedersi quale sia la fonte del loro malessere e cosa li renda ansiosi.

Senza contare che poi, l’adolescente di per sé tende ad esagerare, ad abusare, ad andare oltre, a non avere limiti e confini, a mischiare con altre sostanze e a mettere in atto comportamenti a rischio, con una facilità maggiore rispetto all’adulto.

Come ogni cosa, il problema, qualora si verifichi, dipende dall’uso che se ne fa, visto che ognuno di noi reagisce a queste sostanze in maniera differente. L’importante dunque è NON diventare schiavi dei comportamenti e delle sostanze.

Redazione AdoleScienza.it