pedofilia e abusi sessuali

Pedofili liberi di predare. Quale tutela per i minori?


Sulle recidive di pedofili e violentatori sessuali sono stati sprecati fiumi di inchiostro. Quando parliamo di recidiva ci riferiamo alla ripetizione di un reato da parte di chi è stato in precedenza condannato con sentenza irrevocabile. Parliamo di predatori sessuali, che continueranno sempre a predare se qualcuno non li ferma.

Questa volta, a Roma, due adolescenti sono riuscite a far arrestare il loro molestatore grazie ad alcune foto scattate una volta sceso dall’autobus, dopo aver messo loro le mani addosso. Peccato, però, non sia stato evidenziato a caratteri cubitali che l’uomo era già noto alle forze dell’ordine, per VIOLENZA SESSUALE e ATTI OSCENI.

Non so se ci rendiamo realmente conto della pericolosità sociale di queste persone e del rischio consapevole che facciamo correre ai minori. Poco dopo questa notizia, è stata anche sgominata una rete di pedopornografia online di cui facevano parte persone già ben note alle forze dell’ordine per gli stessi crimini.

È stato detto e ridetto che da soli non cambiano. Il carcere fine a se stesso, soprattutto quando si tratta di specifiche patologie, non basta, non è sufficiente, serve un intervento combinato e mirato. Io credo non sia chiara la gravità della situazione.

Stiamo parlando di adulti che si eccitano guardando i bambini o gli adolescenti, che gli mettono le mani addosso, che fanno sesso con loro, che vedono creature, che di sessuale non dovrebbero avere niente, come un oggetto da usare per le proprie perversioni, completamente incuranti del fatto che l’altro sia un minore, un bambino, in via di sviluppo, con delle emozioni, che non dovrebbe mai vivere ciò che gli viene fatto vivere.

Deve essere valutato con precisione e competenza il rischio di recidiva. L’incarcerazione di per sé non ha effetti sulla riduzione del crimine.


Non si può rilasciare un pedofilo o un violentatore senza mettersi una mano sulla coscienza, non me ne frega niente se il sistema non funziona, la salute prima di tutto, la tutela.


Si rilascia una persona senza morale, socialmente pericolosa, che con altissima probabilità ricadrà negli stessi reati. Sono minori e vanno tutelati da noi, da un sistema che sembra troppe volte essere dalla parte dei carnefici e non delle vittime.

Parliamo tanto di prevenzione, e poi? Ci saranno decine di bambini e adolescenti che vivono e crescono accompagnati non solo dal dolore della violenza, ma anche dall’abbraccio di un angoscioso silenzio. Non tutti parlano, non tutti denunciano, non tutti affrontano il proprio aggressore; la maggior parte di loro si sente ancora più sola ed indifesa.

Su quei genitori che invece mettono volontariamente i propri figli in pasto ai pedofili in rete non spendo ulteriori parole. Perché si deve dare in mano al mercato della pedopornografia online il proprio figlio? Per un pugno di like, per narcisismo personale o per totale incuranza dei pericoli della rete? I problemi e i drammi non capitano solo agli altri; il pericolo, ancor più in rete, è veramente dietro l’angolo di un click.

Articolo tratto integralmente dal mio Blog AdoleScienza de L’Espresso

http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/07/06/pedofili-liberi-di-predare-quale-tutela-per-i-minori/

di Maura Manca