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E’ allarme alcol: giovanissimi a rischio


Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento graduale del consumo di alcol coinvolgendo ragazzi di età sempre più precoci.

L’Organizzazione di Sanità (OMS) raccomanda la totale astensione dal consumo di alcol al di sotto dei 16 anni di età e i risultati delle ricerche ci dicono che chi inizia a bere prima dei 16 anni ha un rischio 4 volte maggiore di sviluppare dipendenza in età adulta rispetto a chi inizia dopo i 21 anni.

Da un’indagine promossa dal Ceis di Don Mario Picchi (http://www.ceisroma.it/upgrade/), che si occupa di disagio giovanile, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali di Roma Capitale, che ha coinvolto un campione di 3500 giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni, sono emersi dati allertanti. Questionari anonimi diffusi non solo nelle scuole, ma anche nei luoghi di aggregazione giovanile, hanno rilevato che nella Capitale l’85% dei ragazzi fa uso di alcol nei weekend, il 45% di superalcolici, mentre il 75% è entrato in contatto con cannabis o altre droghe. Il primo approccio si evidenzia addirittura a 12 anni con il rischio per i giovani di sviluppare il cosiddetto policonsumo.

Spesso, infatti, all’alcol si aggiungono altre dipendenze come l’uso di marijuana, sostanze sintetiche o mix pericolosi con energy drink. Il consumo di alcol negli adolescenti può avere una funzione di rito legata all’esigenza di definire se stessi e il bisogno di accettazione da parte del gruppo dei pari. Dallo studio è emerso che le sostanze sono reperibili maggiormente in luoghi di aggregazione, rave party, concerti, gite scolastiche; il 27% degli adolescenti afferma addirittura di esserne venuto a contatto all’interno della scuola.

Secondo l’ISTAT (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2112_allegato.pdf) la quota di comportamenti di consumo a rischio nel 2012 è pari al 13,8% della popolazione di 11 anni o più. La diffusione di tali comportamenti esige un’attenzione specifica e interventi adeguati, per le gravi implicazioni sanitarie, psicologiche e sociali che ne conseguono. Gli adolescenti rappresentano il target di popolazione più vulnerabile a causa dei numerosi cambiamenti che avvengono nello sviluppo fisico, neurologico, psicologico e sociale.


L’alcol, essendo una sostanza psicoattiva, ha effetti neurobiologici persistenti e può favorire condizioni patologiche estreme a livello del Sistema Nervoso Centrale, come l’intossicazione acuta alcolica o l’alcol dipendenza. Inoltre, le nuove modalità di bere comportano l’esposizione ad altri comportamenti a rischio, come la riduzione delle prestazioni scolastiche, gli incidenti stradali, l’aggressività e la violenza, con problemi sul piano psicologico e sociale, influenzando negativamente lo sviluppo cognitivo ed emotivo.


Per prevenire tali conseguenze occorre, infatti, rafforzare nei giovani la capacità di fronteggiare il disagio e le pressioni sociali al bere, operando in contesti significativi quali la scuola, lo sport, i luoghi di svago e di socializzazione.

Sono necessari programmi scolastici ed educativi che prevedano consistenti interventi per la prevenzione dei comportamenti a rischio e che trattino temi relativi ai rischi del consumo di alcol con il coinvolgimento, oltre che dei giovani, anche dei genitori, il cui modello di consumo, come conferma l’ISTAT, ha una chiara influenza sul consumo alcolico dei figli.

Redazione AdoleScienza.it