effetti violenza sulla psiche

Gli adolescenti non sono più felici, sono tristi e depressi


Adolescenti, felicità e spensieratezza, forse oggi è una condizione che non esiste più. Sono allarmanti i dati della diffusione della depressione, delle problematiche legate all’umore, alla tristezza, all’apatia ossia la mancanza di voglia nel fare le cose, il sentirsi sempre stanchi e affaticati. Adolescenti che vivono e affrontano la vita demoralizzati e privi di energie. Sono spaventati dal crescere, dallo scontrarsi anche con le condizioni di vita quotidiane,  come il riprendere la scuola, confrontarsi con i compagni e con i professori.  Il problema è che si pensa che certe problematiche, come la depressione, siano lontane dai ragazzi e non si dà peso a tanti piccoli segnali, a tante reazioni che sono dei piccoli campanelli d’allarme. Un adolescente non può aver paura della scuola, dei compagni, della vita, di crescere, non può essere triste e depresso eppure, nell’epoca della globalizzazione della solitudine, della moltitudine di amici online, della rete social, accade pure questo. L’allarme è stato lanciato già da qualche anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e i numeri fanno a dir poco rabbrividire.

Adolescenti sempre più tristi e depressi

 1 adolescente su 2 si sente TRISTE E DEPRESSO molto di frequente e a circa il 30% (3 su 10), sia di scuola media, che di scuola superiore, VIENE SPESSO DA PIANGERE E GLI CAPITA DI AVERE VERE E PROPRIE CRISI DI PIANTO. La tristezza, la demoralizzazione e la depressione sono problemi che riguardano maggiormente le ragazze (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza, su circa 2000 adolescenti dagli 11 ai 18 anni).

I dati sono allarmanti anche perché il tasso dei tentativi di suicidio dal 2015 al 2016 è raddoppiato, passando dal 3,3% al 6% nella popolazione adolescenziale (http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/09/10/il-suicidio-in-adolescenza-un-fenomeno-in-forte-aumento-soprattutto-tra-le-ragazze/).

Adolescenti che hanno poche risorse interne per affrontare con grinta e positività la vita, la vivono in maniera troppo pesante e si sentono sempre stanchi, a pezzi, senza avere voglia di far niente, se non di svolgere le numerose attività online. Ore e ore spese a vedere video su YouTube, Blog, chattare, giocare, controllare ossessivamente l’andamento dei like e sbirciare nell’orticello social degli altri. Inversione del giorno con la notte, che altera completamente il ritmo sonno-veglia.

Attenzione ai campanelli d’allarme

Bisogna fare molta attenzione soprattutto nelle fasi di cambiamento delle abitudini, come l’inizio dell’anno scolastico. Sono momenti in cui si crea una condizione di stress psichico e fisico. In queste condizioni il corpo ci mette un po’ per ripartire e a riadattarsi, la mente legge in maniera distorta, anche più negativa ciò che vive, e la scuola, può indubbiamente amplificare degli stati d’animo già presenti, può mettere in risalto le paure del confronto con gli altri, di non essere all’altezza, di non sentirsi adeguato o diverso dagli altri compagni.

In queste situazioni la felicità aiuta a guardare gli aspetti positivi di ciò che si andrà a fare, genera carica, energia e curiosità perché si dovrebbero cercare sempre spunti e stimoli nuovi. E invece nella realtà non è così e la maggior parte degli adolescenti non è minimamente contento di ritornare a scuola, è assalito dalle paure e dalle preoccupazioni, dall’ansia che il tempo libero svanirà, dal timore del giudizio dei compagni e professori e dei troppi compiti, come se la scuola fosse vissuta come una sorta di “prigione”. Affiora la paura di riaffrontare lo stress delle interrogazioni e dei genitori incentrati prettamente sullo studio. Una sorta di “Sindrome da Rientro”, uno stato di tensione interna che li accompagna per quasi tutto il giorno e gli impedisce di essere felici.

Secondo la Prof.ssa Maura Manca, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, “il problema è che tante volte gli adolescenti nascondono dietro un mondo esteriormente spensierato e felice, dietro un’apparente superficialità di pensiero, una parte sommersa, un angolo di solitudine che conoscono solo loro. Molto spesso la pesantezza che questi ragazzi si portano dietro, viene nascosta sotto forma di ansia e paura della scuola, dei voti, delle interrogazioni, di relazionarsi con i coetanei e il non sentirsi adeguati e omologati alla massa, generando una condizione di ansia anticipatoria che non permette mai di rilassarsi e di vivere la scuola in maniera positiva. Non sono felici e spesso scambiano la felicità con i beni materiali. In più tante volte si pensa erroneamente e viene confuso il rendimento scolastico con lo stato psichico del ragazzo, si pensa che se va bene a scuola o ha degli amici o non ha particolari problemi con i genitori, debba essere sereno e felice, senza considerare che spesso gli adolescenti covano dentro dei mali in maniera silente”.

COMUNICATO STAMPA Osservatorio Nazionale Adolescenza del 19-09-2016

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