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Autolesionismo: quanti adolescenti si fanno intenzionalmente del male e perché?


Comunicato Stampa: Autolesionismo: quanti adolescenti si fanno intenzionalmente del male e perché?

 

Roma 24 settembre 2015

 

Cos’è l’autolesionismo?

Si parla troppo spesso di devianza, di bullismo, di violenza, tutte condotte rivolte verso l’esterno, più manifeste e socialmente riconosciute come problemi di rilevanza sociale. Esiste un numero piuttosto importante di adolescenti che, già a partire dagli 11-12 anni di età, tiene dentro il proprio dolore, lo manifesta nel silenzio della propria stanza o del proprio bagno, vive anche nella paura di essere scoperto per timore di non essere compreso e considerato “pazzo”: sono i ragazzi che si fanno intenzionalmente del male da soli, che scaricano la propria rabbia e la propria sofferenza sulla propria pelle, sul proprio corpo, sono i ragazzi autolesionisti. L’autolesionismo è un comportamento intenzionale, senza intento suicidario, di attacco a parti del proprio corpo, che viene messo in atto attraverso il cutting, ossia il tagliarsi, il burning, ossia il bruciarsi, il graffiarsi, lo scarificarsi, il rompersi le ossa o prendersi a pugni o sbattere la testa al muro. Tutte condotte volte a farsi intenzionalmente del male.

Quanto è diffuso tra gli adolescenti?

L’Osservatorio sulle Tendenze e sui Consumi degli Adolescenti (presidente dott.ssa Maura Manca) ha svolto un lavoro di ricerca nelle scuole italiane di Milano, Roma, Matera e Avezzano, in cui sono stati coinvolti circa 2500 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 20 anni. A tutti i ragazzi è stato somministrato un questionario in cui veniva chiesto loro se si erano fatti intenzionalmente del male tagliandosi, bruciandosi o dando pugni al muro fino anche a rompersi le ossa. Il dato allarmante, e completamente in linea anche con altri studi nazionali, è che quasi il 18% del campione totale dichiara di farsi intenzionalmente del male, significa che 18 adolescenti su 100 sono autolesionisti. È un risultato estremamente preoccupante in termini prognostici, soprattutto perché il 3% di loro lo fa in maniera costante e ripetitiva, quasi quotidianamente.

Quali sono le motivazioni che li spingono a farsi intenzionalmente del male?

Oltre il 50% degli adolescenti autolesionisti dichiara che la motivazione che li spinge a farsi del male è la rabbia, il dolore interno e la sofferenza. Il 26,5% mette in atto questo comportamento per scaricare le tensioni, rispetto al 3,3% per calmarsi e il 7% per punirsi. Si accusano di essere la causa dei propri problemi, di essere loro sbagliati e quindi punibili. Solo una minima percentuale lo fa per ricercare sensazioni forti o per sfida. Sono adolescenti che hanno una struttura di personalità con tratti più di tipo antisociali e quindi diventa una sfida per dimostrarsi che tollerano anche il dolore e che non sentono niente.

Sono dati allarmanti che non devono essere sottovalutati perché nascondono una profonda sofferenza che nel corso degli anni può aggravarsi e portare anche ad altri tipi di problematiche, fino ai casi più gravi del suicidio.

 

 Osservatorio sui Consumi e sulle Tendenze degli Adolescenti

Presidente dott.ssa Maura Manca, Psicoterapeuta

 

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