autolesionismo e social network

L’autolesionismo cresce tra i giovani, loro si tagliano ma nessuno ne parla


Il fenomeno dell’autolesionismo è molto diffuso tra i ragazzi adolescenti a partire dagli 11 anni. Interessa statisticamente due adolescenti su dieci. Non è certamente un fenomeno nuovo, ma attraverso l’uso dei social si è acutizzato e rischia di diventare un modello di comportamento ancora più diffuso. In Facebook o Instagram sono sempre più frequenti i gruppi dedicati al “cutting”, ossia tagliarsi con delle lamette, pezzi di vetro, oggetti appuntiti. Gli autolesionisti agiscono in maniera cruenta sul loro corpo per un evidente disagio che non riescono altrimenti a elaborare. Molto spesso sono vittime di cyberbullismo o hanno problemi di rapporto con i familiari. Maura Manca, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, al tema ha dedicato il suo ultimo libro “L’autolesionismo nell’era digitale” (ed. Alpes, 2017). Lamenta la difficoltà di entrare nelle scuole per parlarne in maniera esplicita. C’è una resistenza istituzionale persino ad ammettere che il problema esista, corroborata dalla reticenza delle famiglie che non accettano l’idea di figli che si taglino a sangue. Ancora una volta, come già accadde per altre forme di disagio giovanile, occorre una seria e coraggiosa battaglia culturale.

Tratto dal Blog Obliqua-mente su LA STAMPA.it di Gianluca Nicoletti

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http://www.lastampa.it/2017/04/04/multimedia/societa/un-minuto-obliqua-mente/lautolesionismo-cresce-tra-i-giovani-loro-si-tagliano-ma-nessuno-ne-parla-mg8CWURJ1gczIpJLryslGJ/pagina.html?replay=1