Cyberbullismo

Il cyberbullismo ovvero le prevaricazioni tecnologiche


In questi ultimi tempi la Rete si sta popolando sempre più di storie di derisioni e prevaricazioni hi-tech messe in atto intenzionalmente da adolescenti nei confronti di altri adolescenti, attraverso l’uso distorto di computer e smartphone. Questo comportamento prende il nome di Cyberbullismo.

Il Cyberbullismo si può  manifestare in tanti modi tra cui:

–          messaggi di testo contenenti insulti, parolacce, derisioni e minacce;

–          su WhatsApp, WeChat, Line, attraverso la creazione di gruppi in cui la persona presa di mira viene derisa e presa in giro da tutto il gruppo;

–          invio di  immagini volgari, imbarazzanti sulle chat Instant Messanger e sui Social Network;

–          esclusione da gruppi su chat Instant Messanger e dai Social Network;

–          pubblicazione sui Social Network di materiale privato e/o con commenti pesanti sulla persona, visibili a tutti;

–          diffusione sui Social Network e l’invio a tutti gli amici di foto compromettenti;

–          chattare con la persona presa di mira sotto altro nome, facendogli credere di essere innamorato di lui o suo amico o qualcosa di simile, per poi divulgare i contenuti delle conversazioni private;

–          violazione del profilo personale;

–          furto d’identità;

–          fare foto o video attraverso gli smartphone, in cui vengono riprese le vittime in situazioni imbarazzanti, che spesso vengono anche modificate attraverso appositi programmi;

–          telefonate anonime, silenti  o caratterizzate da insulti o minacce, diurne e notturne;

–          e-mail con contenuti offensivi, minacciosi e con insulti o con foto modificate;

–         annunci sul web estremamente imbarazzati, riguardanti l’adolescente preso di mira, con il suo numero di cellulare, per cui l’adolescente si trova a ricevere telefonate da sconosciuti, generalmente con contenuto sessuale.

–          denigrare on line la persona presa di mira per danneggiare la sua reputazione,

–          happyslapping.

In un comunicato stampa del 04/02/13, pubblicato da Save the Children, in una ricerca intitolata “I ragazzi e il cyber bullismo”, realizzata da Ipsos, è emerso che i Social Network sono la modalità d’attacco preferita dai cyber bulli (61%) e  che la vittima viene solitamente colpita attraverso la diffusione di foto e immagini denigratorie (59%) o tramite la creazione di gruppi “contro” (57%).

Quanto è diffuso il cyberbullismo?

La diffusione del fenomeno sta aumentando in questi ultimi anni insieme all’enorme crescita dell’uso degli smartphone e dei tablet tra i ragazzi, come per esempio riportato da questi tre articoli: nel 2005, in Norvegia la percentuale di adolescenti che dichiarava di essere stata vittima di cyberbullismo era pari a circa il 6% (Olweus, 2005), nel 2006, in Inghilterra, al 22% (Smith, 2006) e, nel 2007, in Canada, al 37% (Beran & Li 2007).

Nel nostro Paese in un lavoro di ricerca condotto su 2.369 adolescenti di scuole secondarie di I e II grado pubblicato sul testo La rete del bullismo. Il bullismo nella rete di Manca e Petrone (2014, Alpes) è risultato che:

il  14% degli adolescenti intervistati ha subito episodi di cyberbullismo, nella maggior parte dei casi al di fuori dell’ambito scolastico. La maggior parte delle volte il bersaglio delle cyberprepotenze sono le ragazze (12,2%);

il 18% ha messo in atto prevaricazioni virtuali nei confronti di altri compagni.

di Maura Manca

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