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Mode social o challenge che istigano alla magrezza: sempre più bambine e adolescenti coinvolte


A ridosso del periodo estivo sui social media notiamo un incremento delle problematiche legate all’immagine corporea e ai disordini alimentari anche nella fase antecedente a quella adolescenziale.

Bambine, adolescenti e giovani adulte che si vedono “grasse”, che vogliono mettersi a dieta, che ricercano l’apparire sui social e l’approvazione in base ai like. Ragazzi alla ricerca dell’addome scolpito e dei muscoli perduti. Modelli estetici che pesano su una psiche in via di sviluppo che dovrebbe avere altri modelli di riferimento.

Magro è bello. Una convinzione in cui si rispecchiano troppi bambini e adolescenti

Il problema è apparentemente più legato al genere femminile, la donna in effetti è sempre, e ancora, criticata e giudicata per il contenitore piuttosto che per i contenuti, nonostante le problematiche alimentari tra i ragazzi siano in netta crescita e si manifestino in altre forme, come per esempio attraverso la fissazione per i muscoli, il non vedersi mai sufficientemente definito e scolpito e avere una dispercezione della propria immagine corporea.

Le giovani donne sono bersaglio dei commenti legati all’aspetto estetico, di approvazione quando sono magre e belle e disapprovazione quando in carne.

Soprattutto le adolescenti ricercano profili, blog, pagine social di modelle magrissime, di star con fisici statuari come riferimento da un punto di vista estetico e diete da seguire per accettarsi e farsi accettare. Non ci dobbiamo dimenticare che i social hanno anche il potere di far diventare famoso chiunque, anche in pochissimo tempo, e le adolescenti oggi idolatrano non solo i vip, ma anche ragazze comuni, diventate popolari tramite i social network,  definite oggi “influencer” per il loro potere appunto di influenzare.


Questo rende ancora più grave il problema perché se si idealizzano anche i modelli di ragazze della “porta accanto” si crea una maggiore vicinanza e si rischia quindi che ci sia un ulteriore rinforzo con un conseguente condizionamento favorito dai continui stimoli dei social.


Il problema, infatti, è che queste ragazze ricevono un’enorme approvazione social da parte di un numero elevatissimo di seguaci, soprattutto quando rispondono a specifici canoni estetici maggiormente approvati social-mente, fattore che va ad alimentare il “quanto piaci” e “quanto sei bella”. Il tutto poi, è rinforzato anche dal sarcasmo, aggressività e violenza gratuita in tanti casi, indirizzati alle ragazze un po’ più in carne, che non rispecchiamo i modelli di perfezione social. Commenti di odio e denigratori sull’aspetto fisico che risuonano internamente come tuoni nel cielo e mietono più vittime da un punto di vista psicologico di una guerra.

Challenge o social mode che istigano alla magrezza estrema

L’uso distorto dei social network ha favorito, inoltre, l’espressione di forme di disagio psichico e relazionale attraverso il lancio continuo nel web di Challenge, ossia tutte quelle sfide social che creano mode, che nascono e rimbalzano sui social media in cui si viene chiamati a partecipare attraverso un hashtag, che si diffondono a macchia d’olio attraverso la condivisione di foto e video.

Purtroppo, vanno sempre più in voga alcune challenge legate alla Thin Inspiration, ossia all’ispirazione al magro, che diventano o possono diventare estremamente pericolose, soprattutto per gli esiti gravi a lungo termine, in quanto possono favorire l’insorgenza o il mantenimento di disturbi legati alla sfera alimentare.

È estremamente preoccupante il tasso di patologie sotto la soglia clinica anche perché risultano molto più difficili da identificare precocemente.

Sono ormai ben note challenge come: la A4 Waist Challenge (quando il foglio riesce a coprire completamente il punto vita), Thigh Gap (spazio tra le cosce), Bikini Bridge (ponte col costume tra le anche), iPhone 6 Knee Challenge (dove entrambe le ginocchia sono coperte dal cellulare), Belly Button Challenge (toccarsi l’ombelico facendo ruotare la mano intorno alla vita), Belly Slot (solco nell’addome fino all’ombelico) e Collarbone Challenge (Sfida della clavicola sporgente).

Inoltre, nella rete impazzano anche selfie che rappresentano un inno alla magrezza incentrato sulla forma fisica perfetta, sul corpo scolpito e sulla perdita di peso, dove le ragazze si pongono obiettivi assurdi, rischiando di ammalarsi per raggiungere l’autoscatto perfetto. Anche i dati confermano questo andamento e sono piuttosto preoccupanti: il 13% ha seguito una dieta per piacersi di più nei selfie (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza). Ovviamente, queste social mode non sono la “causa” di un disturbo alimentare ma, in una psiche già predisposta e vulnerabile, quindi condizionabile, possono essere dei fattori di rinforzo e di amplificazione dello stimolo negativo.


Il 64% degli adolescenti dai 14 ai 19 anni dichiara di sentirsi sicuro quando è più magro e quando riesce a raggiungere il peso ideale. Di questo 64%, quasi 8 su 10 sono ragazze. Il 55%, di cui il 70% sono femmine, si sente influenzato dai modelli lanciati da blogger e influencer e sostiene che vedere corpi magri e perfetti in tv e su internet, li porta a desiderare di essere come loro (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).


Per questa ragione, soprattutto i genitori devono stare attenti a cogliere ogni segnale, conoscere i pericoli che si nascondono nella rete legati alle social mode incentrate sulla magrezza, filtrare i contenuti di ciò che viene trasmesso e non sottovalutare mai eventuali preoccupazioni e ansie dei ragazzi.

di Maura Manca