Anoressia virtuale

Anoressia nel virtuale: i siti pro Ana, una nuova emergenza sociale


Cos’è cambiato con l’enorme diffusione di smartphone, tablet, internet?

 L’anoressia e la bulimia si sono spostate sul web.

 Come?

Con la nascita di siti “specializzati” che promuovono:

 l’Anoressia, chiamati siti pro Ana e

la Bulimia, chiamati siti pro Mia.

Oggi esistono anche intere comunità di adolescenti che si costruiscono una “seconda vita” on line, in cui possono esaltare ed esprimere le proprie problematiche, in modo tale da rinforzarsi quotidianamente con il popolo digitale.

Le conseguenze drammatiche dell’inserimento di questi siti sono:

– la massiccia e immediata condivisione delle proprie sofferenze, del proprio stato all’interno in queste comunità porta quasi a percepire tutto quello che si pensa e si fa, come “normale”;

– la condivisione diventa un rinforzo negativo che porta a continuare ad andare avanti “…non ce la faccio più, sto male, non mi reggo più in piedi…..on line trovo sempre un’amica che mi tira su che mi suggerisce nuovi trucchetti su come continuare a non mangiare e a non far capire a chi mi sta vicino il mio problema…….”

Albina Perri in un testo intitolato Magre da morire (2008 – Aliberti editore) stima l’esistenza di circa trecentomila siti nel mondo che celebrano il corpo e la sua magrezza.

Nel nostro paese, i siti pro Ana e pro Mia hanno iniziato ad avere una grande popolarità negli anni 2002/2003.

Come si è arrivati alla creazione dei siti pro Ana?

Con l’avvento di internet sono nati i primi Blog tendenzialmente femminili, all’interno dei quali le ragazze si occupavano di gestirli e aggiornarli quotidianamente, come una sorta di diario, dove venivano inseriti gli obiettivi rigidi da perseguire e i progressi fatti attraverso il controllo dell’alimentazione.

Col passare degli anni il web diventava un riferimento costante per le giovani che perseguivano la magrezza ideale e assoluta, favorendo la diffusione di forum privati. Questi forum (ancora in uso) hanno una struttura interna ben definita: le tematiche più importanti, sono divise in macro-aree, e affrontate nella discussione principale, mentre nelle discussioni secondarie c’è, generalmente, un passaggio e uno scambio di informazioni, di grafici che mettono in luce l’evoluzione della perdita di peso, di immagini che raffigurano corpi da loro considerati ideali, snelli e perfetti e fotografie del proprio corpo per mostrare all’altro i traguardi raggiunti e incoraggiare le altre ragazze a mettere in atto le stesse condotte.

La filosofia di Ana

L’aspetto più allarmante dei siti pro Ana è che si sta sviluppando una vera e propria filosofia di Ana, dove Ana rappresenta l’ideale da raggiungere, un punto di riferimento per tutti gli utenti. Questo movimento ha lo scopo di divulgare e promuovere uno stile di vita alimentare basato su una visione totalmente distorta, che purtroppo è vissuta dagli adolescenti che sposano il modello Ana, come “normale”.

Si è arrivati addirittura a stilare una serie di  “comandamenti della magrezza” da seguire fedelmente. Wykes e Gunter nel 2005 in un testo intitolato The Media and the Body Image riportano i seguenti comandamenti:

– Se non sei magra non sei bella;

– Essere magri è molto più importante che stare bene di salute;

– Per essere magra puoi comprare vestiti, tagliare i capelli, prendere lassativi, digiunare e fare qualsiasi cosa;

– Potrai mangiare ma poi ti devi sentire in colpa;

– Potrai mangiare cibi grassi ma poi ti devi punire;

– Dovrai contare le calorie e limitare le calorie in maniera minuziosa;

– Perdere peso è positivo, aumentare è negativo;

– Non sarai mai troppo magra;

– Essere magri e digiunare è sintomo di forza e trionfo.

Alcuni siti, prendono poi le sembianze di vere e proprie sette, all’interno delle quali è presente il credo Ana che, Giovannini, nel 2005, riporta in un lavoro intitolato Siti pro-anoressia, un fenomeno che dilaga nel Web (http://redacon.radionova.it):

Credo nel CONTROLLO, unica forza ordinatrice del caos che altrimenti sarebbe la mia vita. Credo che fino a quando sarò grasso resterò l’essere più disgustoso e inutile a questo mondo e non meriterò il tempo e l’attenzione di nessuno. Credo negli sforzi, nei doveri e nelle auto imposizioni come assolute ed infrangibili leggi per determinare il mio comportamento quotidiano. Credo nella PERFEZIONE, mia unica meta verso la quale rivolgere tutti i miei sforzi. Credo nella bilancia come unico indicatore di successi e fallimenti. Credo nell’ Ana, mia unica filosofia e religione. Credo nell’inferno, perché questo mondo me lo ha mostrato”.

Anoressia e social network: il fenomeno “PRO-ANA”

La preoccupazione più grande sta nel fatto che in una fase di crescita in cui si cerca la propria identità, amici e ambiente sociale, influenzano tantissimo lo sviluppo di questi adolescenti. Far parte di comunità che coinvolgono un numero elevatissimo di ragazzi in cui ci si sente compresi e supportati, può portare a considerarle come vere e proprie famiglie, in cui vengono condivisi stratagemmi per dimagrire tanto e velocemente e tutte le modalità su come ingannare e nascondere tali condotte a famigliari e amici.

Per questa ragione tante volte non ci si accorge di quello che sta succedendo o quando ormai si è in uno stato piuttosto avanzato di deperimento, con tutti i rischi permanenti che ne conseguono per la salute e il benessere psicofisico.

di Maura Manca