Dipendenza da cibo

E' possibile sviluppare una dipendenza anche dal cibo?


È possibile sviluppare una dipendenza anche da un comportamento socialmente accettabile e funzionale per la nostra sopravvivenza come il mangiare! Per questa ragione è più difficile individuare questo tipo di dipendenza, perché si tratta di una condotta che riguarda la vita di tutti i giorni. A questi aspetti si sommano anche fattori socio-culturali per cui, spesso, il mangiare tanto è sinonimo di salute. Possono essere affetti da questa forma di dipendenza adulti e adolescenti, maschi e femmine, sia con problemi di sovrappeso che normopeso. Alcune persone, infatti, possono avere una predisposizione genetica a non ingrassare, oppure possono mettere in atto una serie di comportamenti per compensare le numerose calorie assunte durante il giorno, come per esempio fare tante ore di intensa attività fisica.

Il concetto di dipendenza investe l’individuo a due livelli: comportamentale, in cui si palesa la reiterazione del comportamento (in questo caso la ricerca compulsiva di cibo); e psicologico, in cui  si è totalmente assorbiti dall’oggetto della propria dipendenza e per cui si trascura tutto il resto, dalle relazioni affettive al lavoro o alla scuola.

Come riporta la Griffiths nel 2002 in un testo dal titolo Gambling and Gaming in Adolescence esistono delle caratteristiche peculiari che identificano le dipendenze da un comportamento tra cui: la compulsività, la sensazione crescente di tensione che precede immediatamente l’inizio del comportamento (craving), il piacere durante la messa in atto del comportamento, la percezione di perdita del controllo e la persistenza del comportamento nonostante la sua associazione a conseguenze negative sullo stato generale di salute. Il concetto di impulsività è legato prettamente al passare all’azione senza pensare e alla ricerca di sensazioni. La dipendenza da cibo è associata a tratti impulsi e, un recente studio del 2014 pubblicato sulla rivista Appetite, ha rilevato come l’impulsività disposizionale legata generalmente a comportamenti a rischio come l’assunzione di droghe e alcol è un fattore che può portare allo sviluppo anche di questo tipo di dipendenza (Interrelationships among impulsive personality traits, food addiction and Body Mass Index di Murphy, Stojek e MacKillop).

Come è possibile allora capire quando siamo amanti del mangiare o schiavi del cibo?

La dipendenza da cibo ha dei sintomi ben precisi che adesso andiamo a vedere insieme.

Innanzi tutto bisogna sottolineare che, in genere, l’attenzione è rivolta nei confronti di cibi altamente appetibili e ricchi di zuccheri, grassi e sale, che creano la stessa sensazione di ricompensa e di piacere delle droghe. La sensazione di ricompensa che ne consegue, favorisce il bisogno di mangiare nuovamente.

Quando si mangiano determinati cibi si finisce di mangiare prima del previsto e, nonostante non si abbia più fame, si continua a mangiare, a volte fino al punto di sentirsi male.

Quando non si ha la possibilità di mangiare i cibi di cui si va “matti” si esce per comprarli o si ordinano, si fa modo e maniera di averli!

Spesso ci si ritrova a mangiare quando si è arrabbiati, per compensazione o ci si ricompensa con il cibo dopo aver fatto qualcosa di importante. Insomma, si trova sempre una buona scusa per mangiare determinati alimenti!

Spesso si preferisce mangiare in privato o stare da soli e quando si è in gruppo si pensa maggiormente  alle pietanze servite che alla compagnia delle persone. Se si ha già finito di mangiare il cibo nel proprio piatto, si ha la tendenza a rubare quello dai piatti degli altri, ci si domanda perché gli altri non mangino tutto e si vorrebbe mangiare anche il loro.

Si ha un umore non particolarmente allegro o una finta allegria che maschera un vissuto depressivo e un velo di tristezza di fondo, legata a sentimenti di vergogna per il mangiare o per il proprio aspetto fisico. Si provano spesso sensi di colpa e preoccupazioni eccessive per il proprio peso. Quando si è davanti al cibo, o si pensa al cibo, si ha come la sensazione di non avere il controllo e la compulsione a dover mangiare.

Come la dipendenza da sostanze, quella da cibo porta ad avere sintomi di astinenza quando si riduce l’assunzione di alcuni alimenti (dolci, pasta, pane, fritti) come per esempio avere uno stato ansioso o sensazione di agitazione. L’astinenza non deve dipendere dall’esclusione di bevande contenenti caffeina, teina ecc..

Attenzione! Si può parlare di dipendenza quando i sintomi hanno un impatto significativo sulla vita della persona, andando anche a compromettere la sfera scolastica o lavorativa o le relazioni famigliari e sociali.

Quali sono le conseguenze?

Nella comunità scientifica si ritiene che la dipendenza da cibo possa svolgere un ruolo importante nel sovrappeso e nell’obesità, condizioni che possono portare anche a gravi problemi di salute.  Il problema è che essendo una vera e propria dipendenza si rischia di diventarne schiavi e nonostante ci si renda conto dell’aumento del peso o della compromissione dei rapporti sociali e scolastici/lavorativi si continui a mangiare nonostante le conseguenze negative.

Questi sintomi possono portare a delle compromissioni nella vita quotidiana, interferendo sulla qualità della vita, intaccando le capacità di funzionare in maniera efficace sia in ambito lavorativo o scolastico che per quello che concerne le attività sociali e famigliari. Nel corso del tempo la dipendenza da cibo può portare ad avere anche problemi di salute perché sottopone il fisico a condizioni estreme di stress fisico ed emotivo. L’autostima viene intaccata ogni giorno di più, ci si sente potenti solo quando si riesce a controllare il comportamento attraverso le diete che falliscono tentativo dopo tentativo.

Analizzate le vostre abitudini e la vostra condotta alimentare, non sottovalutate anche i segnali più piccoli, i problemi da soli non passano, cambiano forma e possono diventare più gravi e difficili da gestire e avere un forte impatto sulla qualità della vita!

di Maura Manca

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