educazione alla sessualità bambini

Il primo incontro con la pornografia online avviene già a 9 anni: come comportarsi?


Non si vuole parlare di sessualità ai bambini, non si vuole fare un’educazione sessuale sistematica e seria nelle scuole, ci lamentiamo dei comportamenti deviati e pericolosi che mettono in atto, soprattutto quando sono in adolescenza, e li lasciamo però soli ad istruirsi in rete e a capire come funziona la sessualità attraverso la pornografia, fin da quando sono piccolini. Senza strumenti apprenderanno informazioni sbagliate. Ed è inutile bloccare e sequestrare smartphone e tablet perché tanto, se non lo fanno a casa, lo fanno dai cellulari degli amici, per cui puntate sull’educazione e non abbiate paura di parlare liberamente con loro. Se vi vedono imbarazzati penseranno che c’è qualcosa di cui vergognarsi e di male in ciò che pensano e che fanno. 

Bisogna tenere bene a mente che già in quinta elementare i bambini hanno visto almeno una volta dei filmati hard, complice il costante accesso alla Rete, che permette di incontrare in modo precoce e potenzialmente illimitato la pornografia, su web, tablet, pc e smartphone.

Il 14% dei bambini tra i 9 e i 16 anni in Europa ha visto online scene con contenuti sessuali (https://lsedesignunit.com/EUKidsOnline/index.html?r=64). I nativi digitali però sono confusi e diseducati: il 95% di loro, infatti, non riceve informazioni né a casa né a scuola, è pieno di dubbi a cui non riesce a trovare risposte da parte degli adulti, finendo così per cercarle con un clic su Google.


Molti bambini delle elementari hanno già un proprio cellulare, ma bisogna prestare molta attenzione: il telefono non deve mai sostituire un genitore e un accesso incontrollato al web può esporli a molti rischi. Trovano parole, immagini e video che non comprendono del tutto, sono incuriositi dai contenuti disponibili online e se non trovano risposte da parte degli adulti, le cercano in Rete.


Bambini e sessualità online: l’incontro con la pornografia

L’età media della prima esposizione alla pornografia è tra i 9 e gli 11 anni, spesso favorita dalla disponibilità di un proprio smartphone e di un accesso a Internet senza filtri. Bambini e ragazzi ricorrono alla Rete per socializzare, giocare, seguire sui social i profili dei loro idoli, cercare qualunque tipo di informazione, anche le curiosità e i dubbi che cominciano a sperimentare rispetto alla sessualità. La maggior parte dei bambini che guarda materiale pornografico una volta, magari solo per curiosità, continua poi a guardarlo, anche a causa della natura attrattiva esercitata dalla pornografia (http://www.azzurro.it/sites/default/files/Ebook_SID_2017.pdf).

Bambini e adolescenti sottovalutano quelli che potrebbero essere i rischi a lungo termine di alcuni comportamenti online e non hanno consapevolezza delle conseguenze negative, non conoscono l’impatto della pornografia, soprattutto i più piccoli, dal punto di vista cognitivo, sociale ed affettivo.

Un ulteriore rischio è quello che si generino, in una fase così delicata dello sviluppo, pensieri e fantasie che portano a credere che i modelli di sessualità e relazioni affettive proposti dalla pornografia siano normali e perciò da cercare, anche in futuro, nella vita reale.

Qual è l’impatto della pornografia online su i più giovani? Quali sono i rischi?

Come devono comportarsi i genitori?

La visione in età precoce di contenuti pornografici costringe gli adulti a gestire una situazione delicata: i bambini hanno una naturale e fisiologica curiosità rispetto alla sessualità, ma nella pornografia si incontrano stimoli e sollecitazioni che possono rivelarsi pericolosi. Come comportarsi se i bambini sono venuti a contatto con queste immagini?

1. Controllare e supervisionare l’utilizzo della Rete. Internet può essere una risorsa utilissima per i bambini, ma ci sono anche dei pericoli, e spesso non è sufficiente impostare filtri, password e protezioni per proteggerli da ciò che si trova online. È importante, perciò, che i genitori sappiano cosa fanno i figli al computer, al cellulare o sul tablet, e possano impedire quando necessario l’accesso a certi tipi di siti o contenuti. Nel caso in cui abbiano visto video o immagini pornografiche bisogna fargli capire che non è la normalità e che questi contenuti possono comunicare un’idea sbagliata dei rapporti sentimentali e della sessualità.

2. Rispondere alle loro domande. Già a 6 anni si può parlare di sessualità ai bambini, con un linguaggio semplice e adatto alla loro età, in modo tranquillo e cercando di comprendere le loro curiosità. E’ importante rispondere alle loro domande, senza insistere e assecondarli se, mentre stiamo parlando, cambiano discorso. Quando sentiranno il bisogno di tornare sull’argomento, lo faranno.

3. Non mettere la testa sotto la sabbia. È importante dare attenzione e creare uno spazio di condivisione e confronto, non far finta che non sia successo nulla per evitare di parlarne ed affrontare un argomento che può creare difficoltà e imbarazzo prima di tutto negli adulti. I genitori sono dei punti di riferimento fondamentali per i più piccoli ed è meglio che siano loro a fornire informazioni e spiegazioni. Fategli capire che ci siete sempre se hanno dubbi e domande, che possono parlarne con voi, che siete pronti ad ascoltare le loro curiosità e che internet non dà sempre le giuste risposte alle domande che hanno in mente.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Oliverio Ferraris A. (2014). La sindrome Lolita. Perché i nostri figli crescono troppo in fretta. BUR.