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Sesso non protetto: troppe adolescenti incinte. Rischi e conseguenze psicologiche


Si fa sesso fin dalla prima adolescenza, già a 14 anni la maggior parte degli adolescenti sono sessualmente attivi, contro quanto vogliono ancora credere i genitori e gli insegnanti. Si approcciano al sesso nel modo più sbagliato possibile, senza un minino di formazione e di preparazione.

I giovani cercano di reperire le informazioni attraverso gli strumenti che hanno a disposizione: internet ed amici. Il 36% dei ragazzi ha infatti ricevuto le indicazioni sul sesso parlando con gli amici, il 25% non ne ha parlato con nessuno, il 18% le ha reperite tramite il Web e solo in minima parte da genitori e scuola. Inoltre, i filmati pornografici online sono visti dal 24% degli adolescenti, a partire da età molto precoci, e spesso apprendono le informazioni sul sesso direttamente da questi siti.

Il tabù del sesso che porta a vivere la sessualità in maniera negativa

Il sesso è ancora un tabù, un qualcosa di inaccettabile per la maggior parte dei genitori, “pensare che la mia bambina faccia sesso con qualcuno mi fa venire i brividi”, “non posso immaginare che qualcuno le metta le mani addosso”. Ebbene sì, i cosiddetti bambini crescono e sono adolescenti in preda agli ormoni, attratti sessualmente da altri adolescenti, e non solo (purtroppo), e sono terrorizzati che i genitori scoprano la loro vita sessuale, per paura di essere sgridati, puniti e controllati.

La vivono come un’attività sbagliata, sporca, scorretta e tendono a nascondere anche problemi che poi possono avere conseguenze importanti per la salute fisica e psichica.

Tante volte si prendono malattie sessualmente trasmissibili e cercano tutta una serie di cure “fai da te” per farsi passare bruciori e dolori, sperimentando delle ansie molto profonde. Non capendo cosa possono essersi prese, non ne comprendono l’entità e vivono con la paura di aver contratto chissà quale tipo di patologia.

Chiedere di andare dal ginecologo in molte famiglie è impossibile, perché nella maggior parte dei genitori scatta automaticamente l’equazione mentale: GINECOLOGO = SESSO. Non ginecologo uguale prevenzione o cura di se stessi, visto che anche gli organi sessuali fanno parte integrante del nostro corpo e devono essere controllati come tutte le altre parti.

Questi ragazzi crescono in una cultura completamente sbagliata da un punto di vista del sesso, sono troppo soli e abbandonati ai consigli degli amici e di ciò che trovano in rete. Non hanno ancora un filtro critico adeguato per valutare ciò che è giusto e ciò che non lo è, e cercano i rimedi fai da te, vivendo emozioni e sensazioni troppo forti da gestire nel silenzio della propria stanza.

Sesso senza protezione significa anche gravidanze precoci

4 su 10 adolescenti sessualmente attivi ha rapporti sessuali SENZA PROTEZIONE, mettendo in atto comportamenti sessualmente a rischio per gravidanze precoci e malattie sessualmente trasmissibili e solo il 14% dei ragazzi usa il preservativo.

Questa sessualità promiscua porta anche, di frequente, a gravidanze troppo precoci. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza relativi all’anno scolastico 2015/16, le adolescenti rimaste incinta dai 14 ai 19 anni erano 1 su 100. Secondo i dati dell’anno scolastico 2016/17 i numeri sono raddoppiati, parliamo di 2 su 100. Sembrano numeri bassi, ma data la gravità e l’importanza della situazione, non lo sono affatto.

I metodi fai da te, trovati anche in rete, dove si rischia la vita

Tantissime ragazze ricorrono alla pillola del giorno dopo, cercano in tutti i modi di comprarla, anche attraverso il supporto delle amiche o amici più grandi. Altre adolescenti rintracciano le soluzioni online, comprano farmaci che trovano in rete che possono aiutarle ad abortire, si imbottiscono di medicinali rischiando emorragie o gravissimi effetti collaterali, a volte, finendo addirittura in ospedale. Più raramente, invece, nascondono la gravidanza e cercano poi di sbarazzarsi del feto.

Alcune adolescenti usano la pillola del giorno dopo come una sorta di contraccettivo, lo fanno intenzionalmente, ma la maggior parte di loro vive momenti di panico, di terrore di essere scoperte dai genitori e sarebbero disposte a tutto pur di eliminare il problema. Oltre al rischio di morte e di emorragie, c’è anche il rischio di vivere la sessualità non più in libertà, con il retro pensiero di ciò che si è fatto e con la paura. Sono situazioni che rimangono impresse nella mente e ritornano a volte quando meno se lo aspettano.

Questi vissuti lasciano il segno, troppi adolescenti vivono la sessualità allo sbaraglio e troppe volte agiscono senza avere un minimo di consapevolezza di quello che stanno facendo e soprattutto delle conseguenze che quel gesto può avere sia da un punto di vista fisico che mentale.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza