violenza sessuale

Violenza sessuale: perchè e quali segni lascia sul corpo e nella mente?


Ennesima adolescente violentata, ennesimo episodio di violenza in un Paese in cui non si riesce più a contrastare comportamenti e gesti incontrollati, impulsivi, volontari, strumentali, studiati a tavolino, con un unico comun denominatore: usare e deumanizzare l’altro.

Siamo invasi da psicologi nei giornali, telegiornali, radio, trasmissioni televisive, tutti esperti di tutto, tutti che sentenziano sul cosa sia giusto o sbagliato fare. Non c’è più un contenimento, leggi, regole, educazione, dobbiamo riflettere che non bastano più per riuscire a mettere un limite o un paletto a questo scempio.

A volte però ci dimentichiamo che dietro tutti questi fiumi di parole ci sono delle vite, ci sono dei minori, ci sono delle ragazze che stanno scoprendo e stanno iniziando a vivere la propria sessualità, che vengono private di tutto questo e usate come un oggetto.


Chi subisce violenza sessuale, soprattutto in fase di sviluppo, porterà i segni per tutta la vita. Il suo corpo ricorderà sempre quella sensazione di invasione.


La violenza sessuale è devastante da un punto di vista psicologico, come l’abuso sessuale, perché vieni penetrato nella tua sfera più intima, perché entrano dentro di te, i tuoi confini e tu non vuoi, ma non hai la forza e le possibilità di impedirlo e speri solo che finisca presto per rannicchiarti in te stessa e stringerti forte, per contenerti perché ti sembra di sgretolarti, che la tua piche stia cadendo in pezzi, perché non capisci cosa sia successo, perché non capisci perché sia successo a te, perché hai vergogna, hai paura, ti fai schifo perché ti fa schifo quello che ti è successo, hai timore di far soffrire gli altri a cui non lo vorresti dire e vorresti fare quello che fanno troppe innocenti creature, tenersi tutto dentro, tenere dentro un macigno che diventa ogni giorno più pesante e ti logora sempre più.


Non vuoi raccontare quello che ti è successo e ogni volta che farai sesso si riproporranno quelle immagini, il corpo si ricorderà, ma tu provi ad andare avanti perché sai che la vita continua, anche se una parte di te è morta lì in quel luogo e in quel giorno.


Viviamo in una società basata sulla mercificazione della donna, sull’uso e abuso del corpo femminile, per ottenere degli scopi, il successo, la popolarità, share televisivo. Distogli lo sguardo dalla Tv e lo posi sui social e c’è la gara a chi ha il sedere o il seno più bello, a chi si spoglia di più e a chi ha più like e approvazione sociale. Forse tutte queste modelle per caso non hanno mai letto i commenti sottostanti questi post, di una volgarità e di una bassezza morale degna di chi vede la donna come un mero oggetto sessuale, ossia ancora troppe persone, troppi uomini.

Esiste ancora una cultura basata sulla differenza tra i due sessi, esiste ancora chi crede che la donna non debba uscire la sera o addirittura non debba vestirsi in un determinato modo.

Esiste gente che continua a sostenere che siano le donne che provocano questi comportamenti che da azione volontaria, diventa reazione ad una provocazione da parte di una ragazza che, in piena adolescenza, decide di esprimersi anche attraverso il linguaggio del corpo.

Ci sono uomini che si sentono legittimati ad utilizzare il giovane corpo ancora in via di sviluppo per scaricare i propri impulsi animaleschi, perché è più piccola, perché è più ingenua, perché non è in grado di difendersi e tutelarsi da chi è più grande e furbo di lei e riesce ad aggirarla come se fosse niente. E’ facile fare leva sull’innocenza e sulla ingenuità di tante ragazze che stanno ancora imparando, purtroppo a spese loro, come funziona il mondo.

Solo se si reputa la donna come oggetto, solo se la si spoglia della sua umanità, si può violentare e usare un minore, per poi buttarlo via.

Queste ragazze sono abbandonate a loro stesse, la scuola dovrebbe fare maggiore educazione da questo punto di vista, le forze dell’ordine dovrebbero fare campagne su campagne, usando però il linguaggio dei giovani, usando i canali comunicativi loro perché il messaggio sia efficace e arrivi diretto nei loro smartphone.

I genitori non dovrebbero fare solo terrorismo psicologico e spaventare le figlie, ma aiutarle a comprendere come tutelarsi da sole quando loro non ci sono.

Hanno solo bisogno di capire, hanno solo bisogno di qualcuno che dica loro cosa fare e cosa non fare.

Se gli adolescenti sanno non rischiano, se gli adolescenti sono informati si tutelano ed evitano il più possibile che possa accadere il peggio. Purtroppo, quando una mente è deviata si sente sempre in diritto di fare determinate cose e quindi sono problemi gravi che non si possono debellare alla radice, ma si possono contenere per salvare il maggior numero di vittime innocenti.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta