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Adolescenti incastrati nella ricerca del selfie perfetto. Quali sono le conseguenze?


La ricerca della popolarità rappresenta ormai una sfida per gli adolescenti, sempre più concentrati nella realizzazione di foto da condividere online per ricevere il maggior numero di like e approvazioni social.

L’età si sta abbassando e sono soprattutto le ragazze che, sin da piccole, riempiono di selfie i profili e le bacheche dei social network.

 

È quanto confermato da una recente ricerca inglese (http://www.comresglobal.com/polls/bbc-newsround-safer-internet-day-2017/), da cui è emerso che all’età di 10-12 anni, il 55% dei preadolescenti condivide selfie sui social network e quasi 3 su 10 considerano molto importante apparire bene negli autoscatti che postano online. Inoltre, la maggior parte di loro va alla ricerca del selfie perfetto e scatta diverse foto (il 12% arriva a farne più di sei) prima di scegliere la migliore da condividere in rete. Un altro dato da non sottovalutare è che il 20%, già a questa giovane età, ammette di preoccuparsi per il proprio aspetto fisico quando osserva le foto di una celebrità.


Si selfie chi può: adolescenti alla continua ricerca di approvazione

I dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, confermano come anche tra gli adolescenti italiani il fenomeno dei selfie rappresenti ormai una vera e propria mania. Circa 2 adolescenti su 10 condividono tutti i selfie che fanno sui social network, tanto che si è annullato il concetto di intimità e la metà di loro considera normale condividere ogni cosa, comprese foto personali e private. Questo bisogno di dover apparire a tutti i costi rischia anche di portare gli adolescenti ad esporsi e ad esagerare, a realizzare fotografie provocanti e troppo intime, senza pensare alle conseguenze delle condivisioni online di queste immagini.


selfie autostima

Selfie e “mi piace” influenzano la felicità?

È normale che il riconoscimento positivo alle proprie foto possa procurare piacere, ma quando il bisogno di accettazione si riduce nella ricerca spasmodica dei “mi piace”, si rischia di affidare il valore di se stessi alla rete.

Per oltre 3 adolescenti su 10 è importante il numero dei like ricevuti: tante approvazioni accrescono l’autostima e quindi la sicurezza personale, ma vale anche il contrario, ovvero commenti dispregiativi e pochi like condizionano l’umore e l’autostima in negativo.

Il condizionamento dato dal numero dei like è talmente forte che non incide solo sull’umore e sull’autostima ma comporta anche una maggiore insoddisfazione del proprio corpo, spingendo queste ragazze a trovare strategie di ogni tipo per apparire più belle e ricevere l’approvazione sociale e social.

Si scattano tantissime foto, si sceglie la migliore e si “fotoshoppa” il proprio corpo per eliminare i difetti, si utilizzando i filtri migliori. Tutto questo però non sembra bastare, tanto che si arriva a modificare il proprio aspetto pur di venire bene nelle foto: il 13% ha seguito una dieta per piacersi di più nei selfie e circa la metà ritoccherebbe il proprio corpo con la chirurgia estetica e ha preso farmaci o altre sostanze per perdere peso.

Quali conseguenze sulla psiche degli adolescenti?

Crescere con l’ossessione dell’apparenza e il non sentirsi mai abbastanza è estremamente dannoso ed è connesso a vissuti di insicurezza e scarsa autostima. Controllare costantemente il numero dei like ricevuti, chiedersi senza sosta quali siano le ragioni per cui un proprio selfie non abbia avuto la popolarità sperata, l’impulso a confrontare il proprio aspetto fisico con quello di altre coetanee o di personaggi famosi, sono tutte condizioni che possono compromettere il giudizio su di sé.

Il dato che deve far riflettere è che l’età in cui si inizia ad avere una percezione sbagliata del proprio corpo si sta abbassando drasticamente: già a partire dai 7-8 anni d’età, le bambine si lamentano di essere “grasse” e non si piacciono quando si guardano allo specchio.

Bisogna tener conto di come i ragazzi oggi siano sottoposti, fin da bambini, alla pressione di media e modelli sociali che diffondono una precisa idea di bellezza, ispirata alla magrezza, e al controllo dell’immagine. Il corpo si trasforma, in questo modo, in un oggetto da controllare e modificare attraverso il fotoritocco o addirittura ricorrendo a diete e a ritocchini estetici pur di eliminare ogni imperfezione.

Redazione AdoleScienza.it