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Attenzione a pubblicare le foto dei figli in rete, si rischia di essere multati


“Mi sta rovinando la mia reputazione sui social!!!”, “Non si rende conto delle figure di cacca che mi fa fare!?!??”, “Ma perché insiste nel mettere le mie foto bruttissime senza ritoccarle e poi i miei amici mi prendono in giro?”, “Perché non mi chiede se può pubblicarla e mette costantemente tutte le mie foto su Facebook”, “Non le metto nel mio profilo e le mette lei nel suo”. Sono alcune delle parole che sento nei miei pomeriggi di terapia con i ragazzi riferite ai genitori, soprattutto le mamme.


La pubblicazione di foto e video dei minori da parte di madri e padri che decidono di esporre i figli in vetrina, è ormai una questione su cui si dibatte con sempre più frequenza in termini di tutela dei minori e della loro immagine. E’ una diatriba che va avanti da diversi anni e adesso, invece, i genitori, rischiano anche di essere multati fino a 10mila euro se condividono le immagini dei figli minorenni sui social in maniera inappropriata. Lo ha stabilito un’ordinanza recente del Tribunale di Roma per cui il giudice può non solo ordinare la rimozione delle immagini online che ritraggono i minori, ma decidere anche per il pagamento di una somma di denaro in favore del figlio che ha denunciato la madre che faceva un uso improprio delle sue immagini.

Spesso queste diatribe nascono all’interno di separazioni conflittuali in quanto uno dei due genitori sanziona la condotta in rete dell’altro genitore dal momento che troppo spesso i figli vengono strumentalizzati e messi in mezzo a queste dinamiche. Oggi, per esempio, negli accordi di separazione si tende anche a sancire la condotta da tenere sulla pubblicazione delle immagini in rete dei figli.

Perché non si dovrebbero pubblicare le foto dei figli in rete in maniera ripetitiva e senza la loro autorizzazione?

I genitori che mettono i figli in vetrina non si rendono conto che li stanno esponendo a numerosi pericoli e problemi potenziali. Il genitore non deve mettere a repentaglio l’integrità del minore, non gli deve recare un danno e deve tutelare anche la sua immagine.

Farei attenzione a non estremizzare, come del resto si tende a fare su tutto perché non significa che non si possano pubblicare le foto dei figli in rete, usciamo da questo modo di ragionare dicotomico dove o è tutto bianco o è tutto nero, significa che un adulto deve essere mosso dalla regola del buon senso e della responsabilità genitoriale, ragionare prima di agire non pensando solo al momento in cui si pubblica l’immagine ma a tutto ciò che ne può conseguire in un secondo momento.

La verità è che tanti genitori abusano del mezzo che hanno sotto mano e non ne conoscono le potenzialità e i pericoli. Sono ignoranti dal punto di vista digitale, non leggono il codice di condotta da mantenere sui social e non conoscono le condizioni del contratto che sottoscrivono soprattutto in merito alla tutela della privacy.

Di tutto ciò che si pubblica si possono perdere le tracce, si rischia di perderne il possesso e può finire in mani in cui non dovrebbe finire. Il fatto di avere un profilo in cui solo gli “amici” possono vedere ciò che viene pubblicato, NON è una garanzia, chiunque può salvare quella immagine e ripubblicarla. Quando si calca il tasto PUBBLICA ci si deve ricordare che si sta rendendo pubblica quella immagine.

I figli, inoltre, hanno il diritto di non essere usati come trofei, esposti in vetrina per appagare il narcisismo genitoriale che spesso li usano per far vedere quanto sono belli e quanto sono bravi perdendo il contatto umano con loro. Li esibiscono perché sono bravi e sono belli, per le loro prestazioni, perché sono orgogliosi di loro invece di dirlo direttamente ai figli che ne hanno più bisogno dei popolo dei ficcanaso del web.

Quali sono i problemi e i rischi? Innanzitutto vanno ad intaccare la reputazione dei figli sul web, soprattutto se sono adolescenti. Non è vero che un genitore, di un figlio e della sua immagine, può farne ciò che vuole. Ci sono dei limiti. Si chiama “web reputation” e, soprattutto per gli adolescenti, è fondamentale che non venga intaccata, in particolar modo dai genitori. I ragazzi si lamentano e direi anche si vergognano dell’uso che fanno madri e padri dei social e delle loro immagini che pubblicano senza il loro consenso.

Parliamo anche di foto anche imbarazzanti, senza che siano prima modificate con i filtri e quindi vengono brutte, dimenticandosi di quanto sia importante per la generazione hashtag l’approvazione social. I bambini vengono esposti anche in condizioni di privacy quotidiana, dal bagnetto al cambio vestiti mettendoli tra le braccia di potenziali pedofili. Mi dicono che sono esagerata, forse perché con il lavoro che faccio vedo quotidianamente queste dinamiche e le trappole in cui rimangono incastrati gli utenti del web.

Punto due, li danno in pasto agli adescatori di cui la rete purtroppo è piena. Si tratta di persone che vanno alla ricerca di minori e si approfittano della loro ingenuità e delle loro debolezze, sia da un punto di vista sessuale che per eventuali truffe. Mostrare i figli, anche in condizioni intime e private, o geolocalizzando le loro posizioni, o evidenziando le loro abitudini vuole dire renderli rintracciabili e adescabili, come troppo spesso accade e significa tutelarli.

Un altro aspetto importante è legato al fatto che si fornisce un esempio di comportamento diseducativo perché si legittima e si rinforza quella condotta normalizzandola. Il genitore deve mantenere un codice etico coerente e non dire ad un figlio di stare attento a ciò che pubblicare poi essere il primo a non rispettare le regole.

Perché si tende a pubblicare immagini dei figli online?

La sempre più massiccia diffusione dei social network ha sicuramente modificato il concetto di privacy: ciò che prima si condivideva fisicamente con amici o conoscenti, ora viene condiviso in diretta, in modalità istantanea.
La verità è che c’è una profonda ignoranza digitale da parte degli adulti soprattutto in merito alla privacy. Visto che lo fanno tutti non si percepisce la potenziale pericolosità di ciò che si sta facendo. Non bisogna dimenticare che bastano dei semplici programmi di hackeraggio per superare le barriere della privacy e anche una singola condivisione, ad esempio su un profilo che ha soli 10 amici, può ottenere migliaia di condivisioni e circolare velocemente in rete, così un post, un’immagine o un video possono fare in pochi minuti il giro del web e del mondo.

Il problema è, quindi, legato alle PROPORZIONI e alla tutela non alla pubblicazione o meno, perché le persone non si rendono realmente conto della portata che può realmente e concretamente avere un social network. E’ fondamentale quindi fare attenzione, conoscere e informarsi, per navigare sempre con prudenza nella tutela dei figli, senza dimenticare che i genitori sono prima di tutto i loro educatori!

di Maura Manca

L’articolo l’ho ripreso dal mio Blog AdoleScienza de L’Espresso:

http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/01/10/attenzione-a-pubblicare-le-foto-dei-figli-in-rete-si-rischia-di-essere-multati/