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Le notti insonni degli adolescenti impegnati tra social e chat: il vamping


I teenager socializzano spesso e volentieri sul web, anche durante la notte. Un’abitudine, diventata già una moda tra i ragazzi, che arriva dall’America e si sta diffondendo anche in Italia: rimanere svegli tutta la notte per inviare messaggi e tweet, per chattare e postare commenti o foto. Il fenomeno si è diffuso con il nome di vamping per riprendere le attività dei vampiri che si aggirano solo nelle ore notturne.

 

Nella ricerca condotta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza i ragazzi dichiarano di passare in media 7 ore della loro giornata con lo smartphone in mano fino ad un massimo di 13 ore extrascolastiche, e il 71,5% lo utilizza anche durante l’orario scolastico. Questi adolescenti tengono a portata di mano il telefono quasi tutto il giorno e il 12%, oltre 1 ragazzo su 10, si sveglia durante la notte per leggere le notifiche e i messaggi. Tanti adolescenti trascorrono sui social media la loro nottata o gran parte di essa, fino all’arrivo dell’alba.

L’utilizzo costante di smartphone e tablet, dunque, non si ferma neanche di notte e quando non si riesce ad addormentarsi subito, la tentazione di stare online diventa ancora più forte. Anche la pressione dei pari o lo voglia di imitazione, di non essere esclusi dal gruppo, possono esercitare un’influenza importante. Il fascino del vamping potrebbe, così, legarsi al desiderio di essere diverso, di sentirsi parte di un club, di una comunità notturna con propri hashtag, appuntamenti e luoghi di ritrovo definiti.

Quali possono essere le conseguenze?

La rete permette di stabilire legami virtuali e intrattenere conversazioni intime fuori dal controllo genitoriale e questo può sicuramente spingere i ragazzi a restare online nelle ore notturne, quando in casa tutti gli altri dormono. La perdita prolungata di sonno, tuttavia, ha numerose IMPORTANTI CONSEGUENZE sull’organismo e sulle attività quotidiane dei ragazzi fino a determinare problemi alimentari, insicurezza, ansia o depressione.

 

 

Redazione AdoleScienza.it

 

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