cyberbullismo

Nella rete della rete. Quali sono oggi i veri pericoli della rete e come fare per non rimanere incastrati? Il 21 ottobre rispondono a Roma i massini esperti in settore


La rete è il luogo di espressione e di incontro degli adolescenti della generazione hashtag, uno spazio in cui condividono tutta la loro vita attraverso uno strumento che è la protesi della loro identità. Tutto troppo istantaneo per riflettere, un sovrapporsi di eventi che tante volte non sanno come gestire. Non è una app che crea un cyberbullo, non sono gli smartphone che li deviano, è l’utilizzo errato che ne fanno il problema, in un contesto in cui hanno perso regole e punti di riferimento e autorevolezza.

Non facciamo guidare la macchina ai ragazzi senza patente e senza averglielo prima insegnato, allora perché gli diamo in mano i cellulari senza gli adeguati strumenti fin da quando sono bambini? Perché usiamo il tablet come un ciuccio digitale? I dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza evidenziano che, nonostante ci sia il divieto di iscrizione ai social network prima dei 13 anni di età, il 78% degli adolescenti dagli 11 ai 13, ha almeno un profilo social approvato dai genitori. Se crescono senza regole è normale che anche nella rete non avranno regole.

Il report annuale dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, su un campione di 11.500 adolescenti italiani dagli 11 ai 19 anni, mette in luce come i ragazzi crescano sempre più allo sbaraglio in rete e come questo porti ad un incremento degli episodi di cyberbullismo soprattutto tra i bambini e i pre-adolescenti e che il bullismo sessuale sia un problema sempre più diffuso a partire dagli 11 anni di età.

“I dati evidenziano, però, che oggi esistono anche altre forme di violenza in rete: le aggressioni a dissolvenza legate alla possibilità di usare le storie e i messaggi anonimi sui social e attraverso l’Hate Speech anche tra i più giovani (22% degli adolescenti)”, spiega la dott.ssa Maura Manca, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza. “E’ emerso un profilo degli haters preoccupante, adolescenti senza controllo genitoriale, soli in rete con un’arma in mano. Le femmine sono più aggressive dei maschi tra gli 11 e i 13 anni, nonostante diventino con il passare del tempo bersaglio dei cyberbulli e degli odiatori. I dati sottolineano anche come le ragazze manifestino un profilo di rischio per lo sviluppo della dipendenza da smartphone più dei maschi, legato ad un uso compulsivo di chat e social, un umore e autostima condizionati dal numero di like e dall’approvazione social, un controllo delle notifiche anche durante la notte. I ragazzi, invece, risultano meno influenzati dai social e più incentrati sui videogiochi e video su YouTube, più a rischio per il  binge watching, ossia le abbuffate che fanno di video e serie in streaming. I ragazzi però risultano essere più violenti in rete, infatti un’elevata percentuale dei cyberbulli sono maschi e anche più a rischio per la propria incolumità a causa delle challenge o sfide social legate ai selfie pericolosi, in cui si mette a repentaglio la propria vita pur di dimostrare il proprio coraggio e cercare di rendere virale una foto o un video, oppure quelle alcoliche in cui ci si riprende in condizioni di ubriachezza o in cui si abbuffano di alcol”.

Nel periodo storico in cui si investe sulla prevenzione e si parla maggiormente di pericoli e problematiche legate alla rete, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, i numeri sono in crescita. Perché? “Nella rete della rete” è un convegno che darà le risposte a questa domanda. Infatti, oggi non si può più parlare singolarmente di cyberbullismo, sexting, challenge e revenge porn. Sono comportamenti tutti collegati, intrecciati e divisi da una linea sottile, l’uno predispone l’altro o è l’effetto del concatenarsi di comportamenti patologici ormai troppo normalizzati.

“Non dobbiamo più cercare profili di rischio particolari, sono adolescenti “normali” i cyberbulli di oggi, quelli che non capiscono cosa ci sia di male a comportarsi in un determinato modo, rinforzati da un pubblico di “condivisori” e di “commentatori” più violenti di chi aggredisce”, spiega la dott.ssa Maura Manca. “Se non svisceriamo il problema della rete nella rete e non capiamo i nodi e i nessi della rete delle violenze online e delle deviazioni digitali, non riusciremo mai a comprendere la gravità del problema e avremo adolescenti su adolescenti sempre più soli, rifugiati nelle comunità virtuali, autolesionisti e morti suicidi”.

Il convegno nazionale “Nella rete della rete” si terrà il 21 ottobre 2017 presso la Biblioteca Nazionale Centrale a Roma dalle ore 9.00, è organizzato dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, Presidente dott.ssa Maura Manca e saranno presenti i massimi esperti in campo nazionale tra cui: il Safer Internt Centre del MIUR con il progetto Generazioni Connesse; la senatrice Elena Ferrara; Paolo Picchio, padre di Carolina, morta suicida per colpa di un video diffuso in rete dai cyberbulli; Maura Manca, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza e autrice del libro Generazione Hashtag, che approfondirà il tema dei selfie killer, delle challenge e del binge watching (abbuffate di video su YouTube e serie streaming); Luca Bernardo, direttore del Centro anti-bullismo del Fatebenefratelli di Milano; Marco Valerio Cervellini, Polizia Postale che spiegherà come possono essere adescati i ragazzi in rete; la Questura di Roma che approfondirà il tema della ludopatia e dei giochi in rete; Laura Bononcini responsabile di Facebook Italia, Grecia e Malta per capire come si può combattere la vedetta pornografica direttamente dalla rete; Camilla Bistolfi, direttore del Centro Nazionale Anti-Cyberbullismo che approfondirà il delicato tema della sicurezza in rete; Ivano Zoppi, Presidente di Pepita che analizzerà il problema del sexting; Daniele Grassucci di Skuola.net che parlerà della Social School e Giuseppe Curcio dell’Università dell’Aquila, esperto dell’influenza della tecnologia sul sonno e sulle abilità cognitive come attenzione e concentrazione.

Madrina dell’evento è l’attrice Francesca CHILLEMI e sarà presente in sala con le sue vignette sarcastiche il creatore di “LE PIÙ BELLE FRASI DI OSHO”, Federico Palmaroli, che spiegherà ai ragazzi la differenza tra sarcasmo e prevaricazione. L’evento è moderato dai giornalisti Giommaria Monti, autore Rai e Micaela Palmieri, conduttrice del TG1.

In sala verrà esposta la mostra sul sexting di Pepita onlus, i lavori realizzati sul tema dei pericoli in rete direttamente dagli allievi di alcune scuole di Roma e verrà presentato l’innovativo progetto del Cyber Coaching proposto dal CNAC, Centro Nazionale Anti-Cyberbullismo per garantire a tutti attraverso la rete la possibilità di conoscere il web, scoprire le sue diverse sfumature e contribuire alla formazione di ragazzi, genitori e corpo docente nei luoghi a loro più familiari, con la collaborazione di cyber esperti da un punto di vista psicologico e della sicurezza in rete, attraverso uno specifico canale YouTube, pagine web e social network e il sito del CNAC.

Comunicato stampa del 9-10-17

Per maggiori informazioni sul report dei dati e sull’evento scrivere a osservatorioadolescenza@gmail.com o info@adolescienza.it

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