ricordi persi

Perdere foto e video salvati sullo smartphone è un dramma per i ragazzi


Litigare con un amico o un familiare, discutere col partner, tamponare mentre si è in auto, possono sembrare eventi stressanti? Eppure, sembra che nessuna di queste disavventure sia paragonabile alla perdita di foto salvate sul proprio smartphone, computer o altri dispositivi, che per molte persone è fonte di sofferenza, se non un vero e proprio shock.

È ciò che emerge da un’indagine online effettuata da Kaspersky Lab (https://www.kaspersky.com/blog/my-precious-data-report-two/14550/), società che si occupa di sicurezza digitale, in cui sono state intervistate più di 16mila persone, dai 16 anni in su, provenienti da 17 paesi diversi nel mondo.

Infatti, un’abitudine diffusa, che accomuna sia i ragazzi che gli adulti, è quella di utilizzare strumenti elettronici sui quali memorizzare tutti i dati che riguardano la propria vita, come le foto personali, i quali si trasformano in veri e propri album dei ricordi.


Per i ragazzi, lo smartphone è una protesi della loro identità

Per gli adolescenti, in particolare, lo smartphone è ormai parte integrante della loro vita, è una protesi della loro identità, rappresenta il loro mondo e, tutto ciò che vivono, viene custodito gelosamente al suo interno.

Le immagini, i video, le chat vengono conservati per ricordare eventi della propria quotidianità, tanto che gli smartphone sono sommersi da migliaia di scatti di vita, creando una cronostoria dei momenti più importanti.

I ragazzi, dunque, vivono con ancora più apprensione l’idea di poter perdere tutto quello che hanno memorizzato nel loro smartphone. Ci raccontano che, se si cancellassero quei dati, foto, testi di chat, video, è come se si sentissero persi, improvvisamente vuoti senza quei ricordi, come se non potessero più prendere contatto con quello che hanno vissuto.

Gli adolescenti comunicano in maniera instant per immagini e ogni foto, video, screenshot rappresenta per loro la prova tangibile di quello che è stato, come se, senza quel materiale, non possano dare concretezza ai loro ricordi.


Foto e video su smartphone diventano veri e propri ricordi.

Eppure i rischi sono dietro l’angolo

Con lo smartphone si fa davvero di tutto e, non solo i ragazzi, ma anche gli adulti, sono ormai abituati a tecno-mediare qualsiasi esperienza, riprendendo tutto in ogni momento con foto e filmati, che vengono poi condivisi sui social network o comunque conservati nella propria “memoria esterna”.

Dall’indagine, è emerso che più della metà delle persone salva le immagini dei propri figli sul telefono, l’89% memorizza tutte le foto che scatta sul pc e l’86% anche sullo smartphone. Insomma, ci si affida sempre di più agli strumenti tecnologici, anche per custodire momenti di vita, che possono essere portati sempre con sé, mostrati e condivisi con altri.

Tali ricordi sono così importanti che il pensiero di poter perdere foto e video dei viaggi, dei familiari, degli amici e di se stessi, provoca nelle persone un alto livello di preoccupazione e sofferenza.

Eppure, nonostante il 73% di loro sia a conoscenza che gli hacker informatici, così come i malware (65%), rappresentino un rischio per la perdita dei propri dati, si continua a conservare questo tipo di materiale sui dispositivi connessi, senza inserire misure di sicurezza adeguate come password o PIN. Ci si espone in questo modo ai pericoli digitali, tanto che la metà delle persone intervistate ha riferito di aver perso dei dati e solo il 16% è riuscito in un secondo momento a recuperarli.

Visto che ormai è diventata un’abitudine diffusissima e grandi e piccoli affidano i propri ricordi e affetti alla memoria degli strumenti elettronici, è importante anche essere informati sui rischi e rendersi conto di quanto non sia un metodo così sicuro, soprattutto se poi non ci si adopera per proteggere accuratamente quei dati.

Redazione AdoleScienza.it

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