sessialità online

Sessualità online: una moda diffusa tra i giovanissimi


In Italia la sfera della sessualità a livello scolastico, mediatico, sociale e familiare non viene affrontata con gli stessi ragazzi in maniera adeguata o addirittura è totalmente assente. I giovani ricevendo quindi poche e caotiche informazioni riguardanti il sesso e l’affettività, cercano di reperirle attraverso gli strumenti che hanno a disposizione: Internet, amici e fratelli più grandi. La mancanza di un’appropriata educazione sessuale unita ad una carente educazione alla tecnologia possono creare una miscela rischiosa in una fase di crescita come l’adolescenza. I nuovi media, infatti, hanno portato profondi cambiamenti nei rapporti interpersonali, che risultano tendenzialmente tecnomediate, influenzandone le scelte, i linguaggi, le tendenze e le mode.

La sedicesima edizione dell’Indagine Nazionale “Abitudini e stili di vita degli adolescenti 2014” (http://sip.it/wp-content/uploads/2014/10/COMUNICATO-indagine-adolescenti-2014.pdf), condotta dalla Società Italiana di Pediatria, che ha coinvolto ragazzi tra i 13 e i 14 anni, ha messo in luce dei dati molto interessanti in merito a queste tematiche. Infatti, il 15% dei ragazzi ha dichiarato di aver postato sui profili un proprio “selfie” provocante e il 48% sostiene di avere amici e coetanei che condividono sui social autoscatti provocanti e sessualmente espliciti. Tale divario potrebbe derivare dal fatto che, i ragazzi si aprono con più difficoltà circa il parlare delle proprie esperienze personali, mentre si sentono più sereni nel parlare degli amici e dei coetanei. Il problema principale nasce dal fatto che, i giovani mettono in atto questi comportamenti, magari perché “fanno gli altri”, per essere come gli altri, senza pensare alle conseguenze e senza avere la minima consapevolezza dei possibili rischi e pericoli a cui vanno incontro. Il senso di espletare un’adeguata educazione sessuale nelle scuole è anche quello di prendere in considerazione tutti gli aspetti del problema, compreso quello delle conseguenze e pericoli diretti e indiretti.

Il 19% del campione totale ha dato il proprio numero di telefono ad un perfetto sconosciuto, il 16,8% ha inviato una foto, il 24,7% ha rivelato la scuola che frequenta , l’11,6% si è incontrata con lui, il 5,2% ha accettato proposte di sesso online. Mandare foto piccanti può sembrare un gioco, una provocazione innocente, un momento di trasgressione, ma in realtà, da semplici foto si rischia di passare a vere e proprie proposte di sesso online, spesso senza conoscere la persona dall’altra parte dello schermo e senza sapere che uso ne farà di queste fotografie. Spesso, infatti, dall’altra parte ci sono adulti con attrazione per i minori. Una ricerca condotta da Telefono Azzurro Onlus in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Doxa Kids (http://www.azzurro.it/it/content/osservatorio-adolescenti-pensieri-emozioni-e-comportamenti-dei-ragazzi-di-oggi-1), che ha coinvolto più di 1500 ragazzi tra gli 11 e i 19 anni, conferma proprio l’incapacità di alcuni giovani di tutelarsi, esponendosi totalmente ai pericoli e alle insidie della rete. Il 35,9% dei ragazzi dichiara di conoscere qualcuno che ha fatto sexting e, 1 adolescente su 5, ha il proprio profilo completamente pubblico su vari social.

Spesso la tutela della propria persona viene meno rispetto al bisogno di mostrarsi, di apparire e di essere apprezzati attraverso “mi piace” e commenti.

Redazione AdoleScienza.it

 

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