selfie autostima

I Social Network hanno un ruolo sull’immagine corporea negativa dei giovani?


Suicidi, tentativi di suicidio di giovanissimi, autolesionismo favoriti dalle derisioni sui social network, sono drammi che si leggono troppo spesso su tutti i giornali. Questi episodi di prevaricazione possono portare gli adolescenti presi di mira all’isolamento, alla chiusura in se stessi, allo sviluppo di vissuti depressivi, di fobie sociali e, nei casi più gravi, al suicidio.

Non si arriva a commettere atti di questa gravità solo se si è presi di mira e/o aggrediti ma anche quando si cova dentro un malessere silente che genitori, insegnanti e coetanei non vedono o non comprendono.

Una ricerca pubblicata da Manca e Petrone (La rete del bullismo. Il bullismo nella rete, 2014, Alpes) spiega come oggi i giovani non hanno la percezione della gravità delle prepotenze tipiche del bullismo e del cyberbullismo e non si rendono conto degli esiti che tali comportamenti possono avere nelle vittime.

Come accade spesso in questa fase di sviluppo, l’insoddisfazione della propria immagine corporea crea un disagio profondo nell’adolescente. Cash, in una ricerca pubblicata nel 2001 su New Harbinger, mostra come gli adolescenti che hanno un’immagine corporea negativa provano una forte insoddisfazione per il proprio aspetto fisico; sono scontenti del proprio peso, dei lineamenti del proprio viso e della forma del corpo. Le serate con gli amici diventano un incubo, così come le feste o l’andare a scuola; sentirsi attentamente osservati dagli altri provoca vergogna, imbarazzo e ansia.

La maggior parte delle ragazze oggi considerano le riviste di moda, la tv, i blog e i social network, modelli estetici di riferimento. Non si può ignorare l’influenza che questi mezzi di comunicazione possono avere sulla distorsione di un ideale di bellezza e sull’immagine corporea.

Tiggemann e Slater, in uno studio pubblicato sull’International Journal of Eating Disorders nel 2013, sottolineano come Internet e, in particolare, Facebook, abbia rivoluzionato la vita delle adolescenti. Il 75% delle ragazze intervistate, definite dagli autori Net-Girls, ha un profilo Facebook e utilizza questo social network sia per informarsi sulle tendenze e le mode (inneggianti la taglia ExtraSmall) sia per mostrare la propria vita (tramite post, video e foto) ai contatti.


ATTENZIONE: “Quanti “mi piace” ha la mia foto? Allora piaccio!”


Gli adolescenti di oggi sono sempre alla ricerca di attenzione e di approvazione, basata sui click delle foto postate e sui commenti. Inseriscono costantemente sui social network foto in pose particolari, con i più stravaganti vestiti (quando si ricordano di metterseli), che riprendono le azioni quotidiane dal cambiarsi al truccarsi. L’autostima a volte dipende dal numero di click o di “mi piace”. Il problema può nascere quando arrivano i “non mi piace”, i commenti negativi, quando qualcuno prende quell’immagine e la condivide, o la invia ad altri coetanei, deridendo la persona che si può trovare in pochissimo tempo in un vortice.

“Ma non ti vergogni a mettere questa foto? Sei grassa!”, frasi e considerazioni come queste possono avere conseguenze importanti in questa fase di vita e risuonare come un terremoto psichico. Il dramma dei social network è che, con un’immagine o un post, si può  fare una rapidissima scalata sociale e arrivare ad essere la più “clickata”, ma, nello stesso tempo, può accadere anche il contrario ed essere giudicata e criticata da tutti e considerata una “sfigata”.

Se un’immagine corporea negativa si somma ad una insicurezza personale e scarsa autostima, in un ambiente famigliare e sociale poco accogliente e comprensivo,  possono emergere con facilità vissuti depressivi che, nei casi più gravi, possono portare al suicidio.

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