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Adolescenti e relazioni di coppia, troppo controllo. Complici le app di geolocalizzazione


Quando pensiamo alle relazioni di coppia in adolescenza, le immaginiamo come qualcosa di leggero, divertente, semplice. Eppure, anche i legami d’amore adolescenziali possono avere dei lati oscuri, caratterizzati dalla presenza di comportamenti subdoli e violenti.

Si tratta molte volte di legami che non si basano sul rispetto dell’altra persona e sfociano in possessività e controllo, agita non solo nel “reale”, ma anche nel digitale, attraverso l’uso inappropriato dello smartphone.

Non a caso vengono sempre più utilizzate tutte quelle app e funzioni che permettono di geo-localizzare il partner e di seguire i suoi spostamenti in tempo reale, come se avesse addosso un microchip sempre attivo.

In questo modo, non solo si limita la privacy online, ma ci si sente anche costantemente controllati e manipolati dall’altro, visto che si tende ad utilizzare tali strumenti come prova di fedeltà e amore: “Se non hai nulla da nascondere, se mi ami, non avrai alcun problema a farmi vedere dove ti trovi!”.

Sono tanti i ragazzi che si ritrovano a scaricare sullo smartphone app di monitoraggio che utilizzano la geo-localizzazione del telefono. C’è chi lo fa di nascosto, chi lo chiede in maniera esplicita: molti cedono alla richiesta del partner oppure spesso utilizzano queste funzioni in maniera reciproca per avere entrambi la situazione sotto controllo: “Lo faccio perché ho la coscienza pulita e poi così posso controllarlo anche io!”. Per molti adolescenti, accettare la condizione di essere controllati dal partner diventa un modo per dare prova del proprio amore.

Relazioni di coppia basate sul controllo. Si sottovalutano troppo i segnali!

È sempre più frequente, tra le coppie di adolescenti, controllare il partner, avere le sue password, sapere sempre come si veste, dove sta e con chi sta parlando e chattando: sono più di 2 su 10 gli adolescenti il cui partner ha accesso a tutto quello che c’è nel loro telefono. Questa vigilanza continua è pervasiva e rischia di non lasciare più spazio all’altro.

Il problema più grande è che troppi ragazzi non sono in grado di riconoscere i segnali d’allarme, di capire dove finisce la gelosia e inizia il possesso, dove termina la condivisione e inizia il controllo, in un’età in cui le esperienze che si vivono preparano ai futuri rapporti sentimentali.

Gli adulti stessi spesso fanno l’errore di sottovalutare queste manifestazioni nelle relazioni di coppia in adolescenza, senza capire che i primi segnali, anche se con percentuali più basse, sono individuabili già a partire dalle scuole medie, nella fascia tra gli 11 e i 13 anni d’età.

Purtroppo, manca una reale educazione e prevenzione, nelle scuole si parla ancora pochissimo della violenza di coppia tra gli adolescenti, i genitori non sono informati e tante volte si sottovaluta il problema, intervenendo quando è già troppo tardi. Bisogna insegnare ai ragazzi il rispetto per se stessi e il rispetto dei tempi, degli spazi e delle scelte dell’altro, che non sempre coincidono con i propri.

Redazione AdoleScienza.it