stress rientro

Adolescenti già pieni di debiti, quanto grava sulle famiglie italiane?


Il popolo dei rimandati si accinge ad arrivare al dunque con l’esame di riparazione. La tensione sale, iniziano i primi nervosismi ed i primi screzi in famiglia tra chi si aspetta che il figlio studi in maniera autonoma e responsabile e chi non ha voglia di studiare perché è in vacanza e perché prende sotto gamba l’esame di settembre.
Sono migliaia gli adolescenti non promossi e “rimandati”, che sono in un certo senso pieni di debiti formativi. Significa che sono deficitari in una o più materie, che ciò che hanno fatto durante l’anno non è stato sufficiente e che il collegio dei docenti ha decretato che il ragazzo debba recuperare il programma durante i mesi estivi. Molto spesso frequentano un corso di recupero che non tutte le scuole attivano e che non sempre è ovunque obbligatorio, al fine di superare un esame di riparazione, in genere i primi giorni di settembre, per dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi formativi.

Solitamente si arriva all’acquisizione dei debiti dopo un anno di lotte e litigate, non è mai un fulmine a ciel sereno, le famiglie sono in genere informate prima dai docenti. I ragazzi vengono spesso da mesi di ripetizioni extra che hanno un costo importante sulle tasche già prosciugate dei genitori italiani. È vero che la scuola organizza dei corsi e delle attività di recupero ma spesso non bastano e servono degli aiuti extra. Ormai appena c’è un piccolo problema a scuola si ricorre subito alle lezioni private che sono quasi tutte molto costose e in nero. I ragazzi non hanno voglia di rimettersi subito a studiare, hanno bisogno di uno stacco prima di riprendere quelle tanto odiate materie, perché obiettivamente quelle che restano sul groppone non sono proprio quelle più amate.

I debiti formativi comportano quindi un’ulteriore spesa per le famiglie italiane che devono fare dei sacrifici pagando ripetizioni su ripetizioni e devono fare i conti anche con lo studio del figlio, tendenzialmente fonte di conflitti. Per questo il costo dei debiti è sia di tipo emotivo che materiale.

Spesso i genitori sono più in ansia dei figli perché hanno paura che si possa perdere l’anno e che qualcosa possa andare storto. Sarebbe importante tenere a bada la propria ansia e mettere a freno la preoccupazione dei figli, che anche se non la fanno vedere, c’è. Non è vero che ai ragazzi non importa nulla della scuola. Per loro essere rimandati è una grande delusione e una fonte di stress e in tanti casi di rabbia, per questo non serve fargli pesare troppo la situazione, ma fargli capire che, essendo un carico emotivo ed economico, bisogna tenerne conto per responsabilizzarli, altrimenti si sentiranno giustificati su tutto e non ha senso.

Il debito serve anche come insegnamento di vita.

È importante anche non cadere nel loop del “Studia! Studia! Hai studiato?”. Non è un approccio con il quale in genere si ottengono grandi risultati. Sarebbe più indicato un approccio più accogliente, come per esempio: “Come è andata oggi?”, “Quanto hai studiato?”. Tendenzialmente le risposte del figlio non soddisfano mai il genitore, ma a volte, serve anche dargli fiducia, per aiutarlo a crescere e a renderlo un po’ più autonomo.

Magari a fine giornata o ogni tot di giorni si potrebbe fare un bilancio, un confronto con il figlio e informandosi su come è andata la lezione con il professore delle ripetizioni. Non serve soltanto per tenervi aggiornati sull’andamento del recupero, ma aiuta a creare un dialogo con lui e può essere l’occasione per dargli qualche consiglio pratico per superare eventuali difficoltà.