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Adolescenti in preda al non far niente quotidiano. Come comportarsi?


Sono molti i genitori che si lamentano dei figli adolescenti poco intraprendenti e troppo spesso restii nel volersi sperimentare in nuove attività o in qualche attività al di fuori del loro tran tran quotidiano. Di fronte alle proposte degli adulti di uno sport, un corso, un laboratorio, rispondono di no e spesso non si riesce a comprenderne il motivo: si tratta solo di pigrizia, di ribellione o di ansia nel doversi cimentare in qualcosa di nuovo?

Quante volte si accendono interminabili discussioni, litigi, punizioni o ricatti per cercare di spronarli a svolgere nuove attività. Sarebbe meglio, tuttavia, fare un passo indietro, perché se da un lato può essere fisiologica una certa dose di apatia o pigrizia, soprattutto in risposta alle richieste che partono dai genitori, dall’altro è necessario comprendere a cosa è dovuta realmente questa mancanza di interesse.

Come comportarsi?

Partiamo dal presupposto che quando sono adolescenti e si identificano in un gruppo o si fidanzano, spesso mettono le attività che ruotano intorno agli amici e all’amore davanti a tutto, anche se agli occhi di un adulto sembra che non facciano niente. Quando si “fissano” che non vogliono più fare sport o altre attività, fargli cambiare idea è veramente difficile, più crescono, più è difficile mantenere il controllo su ciò che fanno ed importgli ciò che dovrebbero fare. Ciò che dice il genitore, in genere, viene visto come una rottura di scatole.

È necessario anzitutto MANTENERE APERTO IL DIALOGO: l’obiettivo principale deve essere quello di creare un terreno fertile affinché i figli si sentano liberi di parlare e aprirsi con i genitori, per capire le motivazioni che possono nascondersi dietro ad un no e se c’è qualche problema. È vero che preadolescenti e adolescenti parlano poco e, se lo fanno, utilizzano soprattutto monosillabi o tendono a liquidare la conversazione con risposte del tipo “Non mi va e basta”, ma bisogna andare oltre. Se i ragazzi hanno una difficoltà, temporeggiano, parlano lentamente, cercano di evitare l’argomento, per cui per farli aprire rispettate i loro tempi, ascoltate tutto quello che hanno da dire senza interruzioni e senza tempestarli di mille domande.

Se tendono a rifiutare qualsiasi vostra proposta, NON ENTRATE IN OPPOSIZIONE. Non deve essere una sfida tra voi e loro in cui c’è un vincitore o un perdente: bisogna evitare di utilizzare ricatti o minacce perché in questo modo non si crea vicinanza. Magari i ragazzi accettano di svolgere l’attività proposta dal genitore, ma lo fanno con scarsa motivazione, solo per paura di ricevere una punizione oppure per ottenere un premio finale. È necessario, invece, che ci sia una motivazione che parta dall’interno, così che possano vivere quell’esperienza con serenità ed entusiasmo.

Bisogna STIMOLARLI, MA SENZA OPPRIMERLI. Molte volte, i figli possono decidere di non cimentarsi in nuove attività perché sentono una certa ansia da prestazione: magari percepiscono il vostro modo di spronarli a fare un corso o uno sport come una pressione e lo vivono come uno stress. Sebbene sia normale incoraggiare un figlio ad imparare e a sperimentarsi, bisogna fare attenzione a non trasmettere il messaggio, anche senza volerlo, che ci si aspetta da lui dei risultati specifici perché questo comprometterebbe la sua serenità.

Se ci dovesse essere un problema di bassa autostima e insicurezza che li blocca di fronte alle nuove esperienze, ACCOMPAGNATELI NELLA SPERIMENTAZIONE, mettendovi al loro fianco. Sollecitateli, senza forzare la mano o pretendere troppo, e aiutateli a sperimentarsi e mettersi in gioco partendo da piccole cose e obiettivi graduali, così che possano man mano sperimentare la loro autoefficacia. Chiedete loro di cimentarsi in alcune attività di routine, che richiedono anche piccole responsabilità, facendogli capire che hanno tutte le carte per riuscirci.

È normale che vedere un figlio poco intraprendente nel cimentarsi in nuove attività possa portare il genitore a trovare e fornire consigli, proposte o soluzioni, ma è importante non sostituirsi e  SOSTENERLI NELLA SCELTA DI CIO’ CHE INTERESSA LORO. Aiutateli a capire cosa gli piace, stimolateli e fategli coltivare le loro passioni e interessi: quando c’è una motivazione importante, si riesce meglio e lo si fa con più piacere. Se avete differenti vedute, non restate fermi sul vostro punto di vista ma cercate di avvicinarvi al loro mondo, evitando di giudicarli, perché altrimenti non si sentiranno capiti ed entreranno in conflitto con voi con più facilità.

Le attività extrascolastiche devono essere pensate per il benessere dei ragazzi, per farli divertire, rilassare e sperimentare, non devono rappresentare uno stress, un sovraccarico o essere scelte soltanto per tenerli occupati o per farli eccellere in qualcosa.

Redazione AdoleScienza.it