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Bambini e adolescenti sempre più vittime dell’ansia da prestazione


Essere bravi, riuscire in tutto, prendere bei voti a scuola: bambini e ragazzi sono spesso investiti da numerose aspettative, anche da parte dei genitori. Sebbene sia normale incoraggiare un figlio ad imparare e a migliorarsi, è fondamentale non caricarlo di troppe attese, che possono nel tempo generare stress e frustrazione.


Il peso delle aspettative: cos’è l’ansia da prestazione?

Il desiderio di ottenere i risultati migliori e arrivare sempre al primo posto può essere frutto di aspettative troppo elevate, che non danno a bambini e ragazzi la possibilità di fare degli errori, di fallire e di comprendere che è normale non riuscire in tutto ciò che si fa.

Un’eccessiva pressione sui risultati può provocare, nel tempo, un senso di angoscia che può bloccare il bambino o l’adolescente: diventa difficile svolgere qualunque attività, dalla scuola allo sport, per paura di come potrebbe andare e di deludere le aspettative degli adulti.

Si sperimenta una vera e propria ansia da prestazione, una condizione emotiva che può manifestarsi sin dall’infanzia e compromettere la serenità con cui i bambini dovrebbero vivere le loro esperienze di crescita. Il disagio e le difficoltà sperimentate possono manifestarsi attraverso il pianto, crisi d’ansia, problemi ad addormentarsi, insonnia, agitazione, tachicardia, sintomi somatici come mal di pancia, nausea e mal di testa.

L’impegno a raggiungere degli obiettivi e ad ottenere risultati positivi può rappresentare per i figli anche uno stimolo a migliorarsi, non solo a scuola, ma anche in tutte le attività che svolgono. Una sana ambizione è normale, l’importante è non esagerare e non vivere ogni situazione e ogni prova come fonte di stress.


Pretendere in ogni situazione il massimo da se stessi, porsi obiettivi sempre più alti, non riuscire ad accettare un fallimento: sono tutte situazioni che portano a vivere con forte stress i vari impegni, con il rischio di bloccarsi e non riuscire a dare il meglio di sé. Solo quando non si sentono sotto pressione, infatti, bambini e ragazzi possono riuscire ad affrontare con serenità anche le difficoltà, mantenendo un atteggiamento positivo, sicuri e fiduciosi di poter raggiungere traguardi per loro importanti.


Come aiutare i figli ad affrontare l’ansia da prestazione?

1. DATE UN VALORE POSITIVO ALL’IMPEGNO

È importante che ci sia una motivazione positiva a guidare l’impegno richiesto a scuola o nelle altre attività. I figli devono comprendere che studiare, imparare, impegnarsi non serve ad essere primi o migliori degli altri, ma ad apprendere cose che non si conoscono o non si sanno fare, diventare più competenti, crescere.

2. SOSTENETELI NELLA SCELTA DI CIO’ CHE LI INTERESSA

È bene dare la possibilità al figlio di scegliere le attività extrascolastiche che preferisce; quando c’è, infatti, una passione o una motivazione importante, si riesce meglio e lo si fa con più piacere. Le preferenze, inoltre, possono cambiare nel tempo dando la possibilità di comprendere ciò che ci interessa di più.

3. AIUTATELI A PORSI OBIETTIVI REALISTICI

Non si può essere bravi in tutto ciò che si fa: alcuni sono più portati per lo studio, altri per lo sport, ci sono attività e discipline che ci piacciono e in cui si riesce meglio, altre per cui sentiamo maggiore fatica. Soprattutto in età evolutiva, inoltre, le difficoltà possono anche modificarsi nel tempo ed essere superate. Cerchiamo di capire realisticamente le aree in cui bambini e ragazzi riescono da soli e quelle in cui potrebbero avere bisogno di un po’ di supporto, spronandoli a migliorarsi senza pretendere più di quanto possono fare, per sostenere sempre l’autostima e la fiducia in se stessi.

4. INSEGNATEGLI A TOLLERARE ANCHE UN INSUCCESSO

Quando bambini e ragazzi si pongono obiettivi elevati e non accettano un insuccesso, parlatene insieme, fategli comprendere che è normale non eccellere in tutto, e che un calo di rendimento può essere anche temporaneo, magari collegato a un periodo specifico che si sta vivendo, e non vuol dire non essere capaci. Può essere di aiuto portare, ad esempio, esperienze personali, di amici o di persone che conoscono e che possono tranquillizzarli.

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5. NON FATE PARAGONI E CONFRONTI

Mostrare un atteggiamento rispettoso durante le attività che svolgono, non denigrate i compagni per far emergere loro o, al contrario, non sottolineate quanto gli altri siano più bravi. Non fate paragoni con gli altri, vostro figlio è unico e deve esprimersi in funzione delle sue capacità.

Rinforzate sempre i piccoli successi, l’impegno, le capacità mostrate; incoraggiateli, sottolineate i punti di forza e le risorse. I figli devono sentire e comprendere che voi genitori sarete sempre accanto a loro e che il vostro amore è incondizionato e non dipende dal risultato che raggiungono.

Redazione AdoleScienza.it