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Come accogliere i figli al rientro dalla prima prova. 5 consigli per i genitori


Non bisogna dimenticare che adolescenti sotto esame, significa famiglie sotto esame. La maturità manda in tilt i ragazzi, le prove li sottopongono a ritmi stressanti e tra ansia e stanchezza hanno bisogno di genitori che li aiutino e li sostengano, soprattutto da un punto di vista psicologico.

Tante volte, però, sono i genitori stessi ad essere più in agitazione dei figli, come se dovessero affrontare l’esame in prima persona: se da un lato è comprensibile, dall’altro è molto importante che riescano a gestire e a contenere le proprie ansie per evitare di generare ancora più stress e tensione nei figli che già sono alle prese con il loro peso emotivo.

Sicuramente per i genitori non è facile, a volte con i figli non si sa veramente come comportarsi perché come si fa si sbaglia, i ragazzi hanno paura e sono preoccupati, non sanno neanche loro di cosa hanno bisogno ed è normale che scarichino il nervosismo sulla famiglia, per cui bisogna avere molta pazienza e mantenere la calma.

Come accogliere i ragazzi dopo la prima prova?

Ecco 5 consigli per contenere le proprie ansie e quelle del figlio

1. NON ASSILLATELO AL TELEFONO.

Evitate assolutamente di mandargli messaggi o chiamarli a ripetizione per sapere com’è andata. Dategli il tempo di scaricare la tensione e gestire le ansie perché, appena consegnano il compito ed escono da scuola, sono in preda alle incertezze, temono di aver scritto male, di aver sbagliato a scegliere la traccia e di non aver espresso in maniera chiara i concetti nel tema. Iniziano a confrontarsi con gli altri compagni e vanno in paranoia pensando che avrebbero potuto scrivere cose diverse. Rispettate i suoi tempi e aspettate che si faccia sentire lui: magari potrebbe essere utile mettervi d’accordo prima sul fatto che vi mandi un messaggio in cui dice che è tutto ok e che ha terminato. Non abbiate l’ansia di sapere subito com’è andata, ci sarà tutto il tempo per parlare dopo e farsi raccontare nel dettaglio come ha vissuto la prova. Ad esempio, se vi chiede di andare a mangiare fuori o a casa di un amico, lasciatelo pure andare perché può aver bisogno di staccare la spina e prendersi il suo tempo per recuperare.

2. FATELO PARLARE: HA BISOGNO DI SCARICARE LA TENSIONE.

Quando il figlio rientra, bisogna accoglierlo con calma e serenità perché potrebbe essere in crisi, arrabbiato e con le paturnie e si aspetta un contenimento da parte dei genitori. Non bombardatelo con troppe domande, chiedendogli “com’è andata?”, “che tema hai fatto”, “cosa hai scritto”, ma iniziate dal “come ti senti?”, “sei soddisfatto”. Ha bisogno che vi prendiate cura di lui, del suo stato interno e che non pensiate solo all’esito della prova. Quindi, fatelo parlare per scaricare via tutte le ansie, deve esprimersi, raccontare, se serve, anche piangere o sfogarsi e dovete accogliere tutto ciò che tira fuori per poi aiutarlo a mettere ordine nel suo caos mentale. Dovete trasmettergli tranquillità, fatevi vedere non solo interessati a ciò che ha scritto e come ha svolto il compito, ma a lui come persona, perché è proprio in questo momento che ha bisogno di sentirsi compreso e percepire la vostra vicinanza.

3. NON METTETE IN DISCUSSIONE LO SVOLGIMENTO DELLA PROVA.

Evitate assolutamente commenti e critiche sul compito, con frasi del tipo “perché non hai scelto l’altra traccia?”, “potevi fare quella”, “gli altri, cosa hanno scelto?”, “quanto hai scritto?”, “perché non hai consegnato alla fine?”, “potevi rileggere meglio”. Sintonizzatevi piuttosto su quello che ha scelto vostro figlio e non chiedete degli altri, almeno nelle fasi iniziali. Già i ragazzi sono ipercritici con loro stessi, sono molto preoccupati, hanno già il terrore del giudizio della commissione e pensano che avrebbero dovuto fare di più e non hanno assolutamente bisogno di qualcuno che li valuti ancora. Occorre pensare che la prova è del figlio e che ormai è andata, è già stata fatta, per cui non caricatelo ulteriormente delle vostre angosce.

4. NON DATE TROPPO PESO AL VOTO.

È importante non fargli arrivare il messaggio che tenete particolarmente al voto e che siete turbati dal pensiero di quanto prenderà alla fine delle prove: in questo modo, non farete altro che mettergli addosso anche il peso di poter deludere le vostre aspettative. Non dimenticate che siete lì per aiutare vostro figlio a scaricare la tensione, quindi evitate di sovraccaricarlo delle vostre paure e pressarlo eccessivamente per l’esito finale. Dovete fargli capire che ciò che conta davvero non è tanto il voto, inteso come un giudizio che condizionerà per tutta la vita, ma il modo in cui è stata affrontata questa sfida importante, che lui si senta soddisfatto del suo lavoro e che questi 5 anni siano stati anche un percorso di crescita carico di stimoli ed esperienze.

5. AIUTATELO A RECUPERARE LE ENERGIE.

Non angosciatelo sulla prova del giorno dopo, dategli il tempo di recuperare le forze: non bisogna concentrarsi unicamente su quello che ha fatto o che avrebbe potuto fare, ma su ciò che dovrà ancora svolgere. Se serve e ha bisogno, aiutatelo a ripetere e a ripassare gli argomenti della seconda prova, senza però criticarlo o andare in ansia se si dimentica qualcosa, dovete capire che è stanco e che è normale. Non c’è spazio per le litigate e le discussioni, ora bisogna solo premere il piede sull’acceleratore, quindi, aiutatelo nelle fasi organizzative, senza pressarlo troppo, prendendovi cura di lui, magari cucinando ciò che più gli piace. Rinforzatelo, dandogli la carica per affrontare le prove successive: anche se siete agitati, fatevi vedere tranquilli, altrimenti si irrigidisce e rischia di farsi invadere dai dubbi e dalle paure che possono impedirgli di affrontare le prove nel modo migliore.

Infine…

Ricordatevi di quando eravate ragazzi voi, dell’importanza che hanno questi momenti carichi di emozioni che, anche se sembrano difficili da gestire, rimarranno per sempre dentro di voi.

Redazione AdoleScienza.it