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Cosa deve fare un genitore quando il figlio racconta che è vittima di bullismo ed è preso di mira dai coetanei?


Come prima cosa fondamentale bisogna tenere a mente e ricordarsi che per un ragazzo che viene prevaricato e preso di mira a scuola dai compagni è difficilissimo parlarne liberamente e apertamente con i propri genitori. Non è facile raccontare a mamma e papà quello che subiscono, si vergognano, hanno paura di quello che possa succedere se fanno la “spia”, non vogliono dare una pensiero o una sofferenza ai genitori, hanno paura di non essere compresi e vedono che loro soffrono e stanno male per questo. In quel momento non pensano che per i genitori aiutare il figlio non dovrebbe mai essere un problema perché il loro ruolo è anche e soprattutto quello di farli stare bene.

L’errore che fanno i ragazzi alcune volte è che pensano sia una condizione transitoria, del momento, un gioco di cattivo gusto che avrà una fine. Per questa ragione si trovano tante volte a confrontarsi con i genitori anche dopo  tanto tempo, mesi e, in tanti casi, anche anni, arrivando a parlare quando sono sull’orlo dell’esasperazione.
Nel momento in cui si conoscono questi aspetti più profondi del bullismo è fondamentale che gli adulti devono essere informati e ferratissimi sui potenziali segnali che il figlio manda, anche in maniera indiretta, sul riconoscere anche da alcuni atteggiamenti e comportamenti se c’è qualcosa che non va a scuola e se il figlio vive male il rapporto con i compagni.

Come riconoscere se il proprio figlio è vittima di bullismo o cyberbullismo? Quali sono i segnali?

È importantissimo anche intervenire in maniera efficace e dire le parole giuste al momento giusto per far sì che si apra in piena libertà.

8 consigli per essere efficaci e per comprendere come comportarsi quando il figlio racconta di essere vittima di bullismo:

1. ASCOLTARE IN MANIERA EMPATICA, METTENDOSI NEI SUOI PANNI. Se il figlio si confida e riesce a parlare è importante che il suo racconto venga ascoltato in tutti i dettagli e sfaccettature. Solo così siete in grado di capire nei dettagli tutte le dinamiche che si sono instaurate con i compagni e la gravità della situazione che subisce.

2. COMPRENDERE LA SITUAZIONE E FAR SFOGARE PRIMA DI PARLARE. Non intervenite subito, vostro figlio tiene tutto dentro e quindi ha tanto bisogno di parlare, di sfogarsi e di essere ascoltato. E’ abituato a trattenere, a non esprimere e quindi deve tirare fuori. Non ha bisogno di soluzioni nell’immediato, ha bisogno di comprensione e di contenimento e si essere riconosciuto nel suo problema.

3. ATTENZIONE ALLE VOSTRE REAZIONI POSSONO FARLO CHIUDERE MAGGIORMENTE. Non bisogna avere reazioni esagerate, né di rabbia, né allarmistiche, ma trasmettergli sicurezza e fiducia. Vive già la sua catastrofe personale, non aggiungete ulteriore preoccupazione, anzi alleggeritegliela dandogli una via d’uscita e una speranza che tutto questo avrà presto fine.

4. NON ATTACCARE MA DIFENDERSI. E’ importante dirgli nell’immediato di non reagire alle provocazioni dei prevaricatori perché ciò che il bullo vuole ottenere è una reazione da parte della vittima. Bisogna evitare situazioni in cui si può essere messi in mezzo, in cui si sta soli a contatto con lui, di rispondere con le sue stesse modalità o tono perché si andrebbe ad alimentare solo maggiormente il fenomeno. E’ importante far vedere che ciò che viene subito non lo tocca e che si va avanti lo stesso tranquillamente.

5. NON CANCELLARE LE TRACCE DEL CYBERBULLISMO, SONO UN DOCUMENTO IMPORTANTE. Dovete spiegare ai figli di non cancellare le tracce sui social o sulle chat e di mettervi al corrente su tutto ciò che accade in modo tale che possiate intervenire subito e prima che capiti qualcosa di più grave. E’ importante non cancellare i messaggi o i post o il materiale personale che si trova in rete per avere delle prove da poter mostrare e per avere sempre sotto controllo quello che sta succedendo.

6. NON FATE ERRORI DI VALUTAZIONE, NON SONO RAGAZZATE. Ricordatevi che questi comportamenti NON passano da soli e c’è bisogno di un aiuto perché tendono a radicalizzarsi. Tante volte, infatti, si fa un errore di valutazione di fondo per cui si pensa che possano essere ragazzate e azioni di ragazzi maleducati e cafoni. Dovete capire il punto di vista di vostro figlio, cosa prova quando viene deriso, isolato, emarginato o aggredito perché per lui non è un gioco o una ragazzata ma violenza. Anche se a volte non raccontano tutto nei dettagli e a volte vi dicono solo in parte ciò che accade, andate oltre, non fermatevi alle apparenze e scavate per vedere cosa nascondono quelle parole in superficie.

7. INSEGNATEGLI A NON PERDERE LA FIDUCIA IN SE STESSI E NELL’ALTRO. Dovete fare particolare attenzione perché i ragazzi quando sono presi di mira perdono fiducia in se stessi, non credono più nelle loro capacità, si svalutano e perdono la vitalità. Inoltre è fondamentale ricreare un sostegno e un rinforzo per non farli sentire completamente persi e soli. Anche se è difficile credere ancora nel prossimo dopo quello che si subisce, è importante far capire al proprio figlio che NON si deve rinchiudere completamente nel proprio mondo, altrimenti sarebbe come continuare a darla vinta a chi ti vuole vedere soffrire, solo per il gusto di far del male e di un proprio personalissimo divertimento. E’ importante riprendere le relazioni con gli altri, non chiudersi in casa e soprattutto riprendere a vivere la bellezza dello stare con l’altro, perché anche se si è ingiustamente presi di mira, non tutti sono cattivi e violenti, ci sono anche tanti ragazzi buoni e positivi, su cui poter contare.

8. COMBATTETE LA PAURA DI ANDARE A SCUOLA DI VOSTRO FIGLIO. Spesso non trovano più il piacere e la voglia di andare a scuola. Sono schiacciati dalle ansie e dalle paure. Dovete rinforzarli e rassicurarli che state facendo tutto il possibile per aiutarli e che la scuola è informata e sta cercando di risolvere il problema nel più breve tempo possibile. Nel mentre dovete fargli capire che non devono farsi schiacciare dalla negatività di questi pensieri perché altrimenti si rischia di stare male anche quando non accade niente. Bisogna combattere e riprendere le forze per vincere perché c’è una soluzione e si può uscire da tutto questo, non bisogna mai perdere le speranze, anche se a volte non è immediata.


Il figlio ha bisogno di sapere che può contare sui genitori e che sono pronti a combattere al suo fianco. Solo così parleranno con voi di tutto e sarete sicuri che qualsiasi cosa gli accada voi la saprete.


 

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza
Direttore AdoleScienza.it

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