ferragosto

Ferragosto in arrivo, riaffiora l’incubo delle feste per i genitori. Ecco come comportarsi


È quasi ferragosto e per molti genitori si prospettano giornate di fuoco, di discussione con i figli che vorrebbero la massima libertà per poter organizzare qualche festa con gli amici, magari in spiaggia, possibilmente senza rientrare a dormire a casa oppure qualche serata caratteristica da qualche parte o in discoteca.

È indubbio che ferragosto sia una giornata particolare anche per i figli, per loro è una evasione, si vogliono sentire liberi e grandi, fare tardi e trascorrere la nottata fuori casa per loro significa essere “grandi” e poter raccontare tutto ciò che hanno fatto in quella fatidica notte. Quando sono nella prima adolescenza, 12-13 anni non sarebbe il caso farli stare fuori tutta la notte e soprattutto “dormire” fuori, salvo che non siano a casa di qualche compagno. Sono ancora troppo piccoli per comprende anche i potenziali pericoli e, avere troppa libertà, li potrebbe far esagerare, non hanno ancora i limiti ed i paletti ben definiti e potrebbero andare oltre, rischiando di fare qualche fesseria. Già dai 14 anni in su, hanno un gruppo ben definito, un ruolo sociale, un’identità più adolescente e sicuramente qualche esperienza in più.

 

In adolescenza piena arrivano quindi le richieste del “posso dormire in spiaggia o fuori casa, o posso andare a ballare e rientrare la mattina dopo?“. Il genitore si trova dibattuto, deve affrontare tutta una serie di paure e di preoccupazioni che il figlio generalmente non può comprendere e deve capire cosa sia meglio per lui.

 

Quali sono allora le principali paure dei genitori legate al ferragosto?

1) La prima in assoluto è che si possano ubriacare o fare uso di qualche droga. È molto marcata anche la preoccupazione degli altri che possano trascinare il figlio in qualche bravata o drogarlo senza il suo consenso e potenzialmente fargli qualcosa che gli possa fare del male.

 

2) Le persone con le quali trascorrono il ferragosto, scatta infatti l’inquisizione pre festa per cercare di capire con chi hanno a che fare e se sono persone sicure. Il problema più rilevante rimangono comunque i ragazzi che si aggiungono man mano alla nottata, che possono essere più grandi e avere altre intenzioni.

 

3) Se stanno in spiaggia a fare il falò per esempio, o la nottata al mare, c’è il timore che possano fare il bagno presi dall’euforia della serata, dall’alcol, senza responsabilità, ubriachi o dopo aver mangiato, che passino tutta la notte bagnati, che si ammalino e prendano freddo.

 

4) La paura che si possano allontanare dal luogo in cui avevano detto di essere senza avvisare, che possano prendere anche dei mezzi per muoversi e che guidino in condizioni in cui non debbano guidare.

 

5) Se vanno in qualche locale la preoccupazione maggiore è legata alla macchina o ai mezzi a due ruote, non solo al fatto che possano guidare in modo imprudente e pericoloso, ma anche e soprattutto la paura degli altri alla guida.

 alcol estate

 

Ecco allora cosa dovrebbe fare un genitore:

 

1) Alla richiesta posso dormire in spiaggia o comunque tornare la mattina dopo, il genitore NON deve rispondere immediatamente guardando solo il suo punto di vista, magari con un NO secco. BISOGNA VALUTARE, come in tutte le decisioni importanti, le cose. NON abbiate regole predefinite e impostazioni educative talmente rigide per cui non possono fare mai qualche esperienza “trasgressiva”. Le imposizioni senza tenere conto delle loro esigenze, sono vissute come ingiustizie e, il giorno che trovano un varco, rischierete che non sappiano mettersi un limite perché lo avete fatto sempre voi al posto loro e che vogliano in un certo qual senso recuperare ciò che non hanno mai fatto. Tante volte se siete troppo rigidi, si alleano con qualche amico, vi dicono che vanno a dormire da lui e poi escono a vostra insaputa.

 

2) Non serve impedire, SERVE  responsabilizzarli, fargli capire tutti i potenziali pericoli perché loro non li vedono, hanno davanti agli occhi solo gli aspetti positivi. Sta al genitore fargli presente anche quelli negativi che devono sempre tenere presenti in mente.

 

3) Se c’è la possibilità di controllare senza essere invadenti o essere visti, ci si può avvicinare, magari per avere un’idea dell’insieme. Non serve andare dove sono loro e fargli fare brutte figure davanti agli amici perché si rischia di rovinargli la festa. Non è mancanza di fiducia nei loro confronti, a volte è preoccupazione per gli altri e di tutto quello che può succedere che loro non sono ancora in grado di valutare in maniera appropriata. Se i figli sanno di essere potenzialmente controllati rimarranno anche un pochino più contenuti per paura di essere “scoperti”.

 

4) Inoltre, ricordatevi sempre di valutare con oggettività la situazione, non solo con l’occhio ed il cuore del genitore perché anche se non condividete pienamente o non ne vedete il senso e l’utilità di quello che vogliono fare, state comunque rispettando i loro desideri. Sono pur sempre adolescenti e hanno anche il diritto di fare questo tipo di esperienze in modo tale che evitino gli eccessi in altre occasioni.

 

5) Rendetevi sempre disponibili ad andare a prenderli o a raggiungerli a qualsiasi ora del giorno e della notte. È meglio che siate svegliati voi, piuttosto che facciano qualche fesseria, la loro salute viene prima di tutto e devono avere la certezza di poter contare su di voi. Attenzione che molti ragazzi quando hanno l’orario di rientro, se sono in ritardo, pur di arrivare puntuali corrono in macchina, si fanno accompagnare da chiunque e questo può essere pericoloso per la loro salute e vita.

 

Detto questo non posso che augurare BUON FERRAGOSTO a tutti, genitori e figli!

 

 

 

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore di AdoleScienza.it