genitori e figli disordine

Figli adolescenti che non aiutano in casa: come comportarsi?


Il disordine e la pigrizia adolescenziale sono una delle cause principali di litigate e discussioni con i figli adolescenti. Spesso sono buttati sul divano, con lo smartphone in mano, con quella faccia annoiata e insoddisfatta e, ogni volta che gli si chiede qualcosa, sembra che stiano facendo uno sforzo sovraumano.

“E’ grande solo quando gli pare”, “Per le cose sue vedi come è ordinato”, “Tutto gli è dovuto, assomiglia a un principino”,“E’ così pigra che in casa non alza neanche un dito”,“E’ talmente egoista che pensa solo a se stesso”, queste sono le frasi tipiche che la maggior parte dei genitori si ritrovano a ripetere, non sapendo più cosa dire e fare per farsi aiutare in casa da loro.

I genitori, tendenzialmente, vorrebbe infondere il proprio concetto di ordine e responsabilità ai propri figli e, le aspettative il più delle volte non corrispondono quasi mai ai comportamenti del figlio, generando un vissuto di rabbia, frustrazione e impotenza e sfociando spesso in un conflitto senza fine.

Il genitore non deve prendere sul personale questi comportamenti, nonostante a volte siano piuttosto fastidiosi e irritanti. Il dire di no, l’essere annoiati, il sentirsi apatici verso qualsiasi tipo di attività, sono comportamenti tipici della fase adolescenziale, dove i ragazzi sono incentrati soprattutto su loro stessi e sul loro mondo, perdendo un po’ di vista il contesto e ciò che gli accade attorno. Inoltre, la discussione su queste tematiche, diventa per loro una sfida per mettere in discussione i modelli genitoriali e trovare una propria identità e una propria dimensione.


Il disordine, dunque, è l’espressione della personalità del ragazzo in piena fase di crescita, il quale gradualmente sta imparando a organizzare il proprio tempo, i propri spazi e a trovare una sorta di equilibrio interno nel marasma dei vari cambiamenti in cui è immerso. Per quanto riguarda il dare una mano in casa, invece è arrivato il momento di iniziare ad assumersi qualche piccola responsabilità e svolgerla in piena autonomia.


 La quotidianità familiare a volte impone dei ritmi incalzanti per tutti e per tale ragione è importante che ognuno possa dare il proprio contributo. Non si tratta di grandi cose, ma di piccole mansioni quotidiane come ad esempio sparecchiare, rifarsi il letto, buttare l’immondizia, spolverare, lavare la propria tazza della colazione, portare fuori il cane ecc.

Ecco i 7 consigli su come sopravvivere al loro disordine e alle loro provocazioni:

  • Il figlio ideale non è quello reale. In risposta a una vostra richiesta, immaginare vostro figlio con un sorriso smagliante unito a “Certo mamma, lo faccio subito” è utopico a dire poco. Quindi lo sbuffare, il rimandare, il rispondere “che palle” oppure “dopo, ora non ne ho voglia” rientrano nella normalità di questa fase della crescita. Per tale ragione, è importante trovare un compromesso, concordare con loro degli spazi di pulizia e di ordine che vadano bene anche per lui. Siate diretti e chiari ma non eccessivamente perfezionisti e ripetitivi nelle richieste perché genereranno in loro solo oppositività e rifiuto.
  • Stop alle offese, punizioni e minacce. Urla, sgridate continue, critiche e commenti svalutanti “Sei sempre il solito, non sei in grado di fare niente”, rischiano di innescare un braccio di ferro continuo con i vostri figli che non porta da nessuna parte. Non devono riordinare o fare le cose solo perché li punite o li minacciate di togliergli lo smartphone o la libertà, perché altrimenti non interiorizzeranno mai il senso del dover riordinare. Attaccarli in maniera aggressiva vi porterà a innervosirvi e a stancarvi ancora di più, e loro la vivranno come l’ennesima pesantezza e quelle parole non saranno efficaci ma gli rimbalzeranno addosso.
  • Non bisogna sostituirsi a loro. Inizialmente insegnare ai ragazzi ad eseguire questi compiti può essere molto più faticoso che portarli a termine direttamente da soli, ma non per questo dovete lasciarvi scoraggiare. Anche se a fine giornata si è molto stanchi e a volte nervosi, è importante fargli capire con pazienza ciò che devono fare, dandogli suggerimenti e dritte. Solo in questo modo, gradualmente li accompagnerete ad avere alcune responsabilità concrete e a sapersela sbrigare da soli.
  • Nel loro spazio devono sentirsi liberi di esprimersi. Se in casa sono presenti regole ben precise, per esempio non possono lasciare in giro le scarpe oppure il borsone dell’attività sportiva, è importante che almeno nella loro camera ci sia una maggiore flessibilità che li faccia sentire liberi di muoversi. Cercate quindi di non assillarli continuamente sulla caos presente nella stanza e lasciateli esprimere anche con foto, poster, oggetti e accessori che voi ritenete inutili e superflui ma per loro sono l’espressione della propria personalità. La camera rappresenta la loro tana ed è la fotografia del loro mondo interno, e proprio per questo, è importante essere il più possibile rispettosi e non intrusivi.
  • Eliminate il “Sembra brutto il disordine quando vengono gli ospiti”. Non insegnategli a riordinare solo quando viene qualcuno, ad esempio quando viene qualche amico a cena o quando ci sono ospiti. Il concetto di ordine che dovete trasmettergli man mano con un lungo e talvolta estenuante braccio di ferro è mentale, tale da essere riproposto in ogni situazione, perchè è fondamentale che imparino a fare delle cose per loro stessi e non per ricevere approvazione dall’esterno.
  • Il vostro esempio è fondamentale! L’apprendimento indiretto e la coerenza dei vostri comportamenti influenzeranno molto il loro comportamento. Se siete poco ordinati anche voi o poco organizzati sulle cose, non potete pretenderlo da loro, e al contrario se siete ossessionati dall’ordine, rischierete che vivano la casa come una prigione e che si sentano oppressi dai continui rimproveri.
  • Prima fermatevi e chiedete “Come stai?”. A volte potrebbe sembrare scontato ma troppo spesso ci si concentra maggiormente su aspetti più concreti come può essere l’ordine e la pulizia, senza prestare attenzione a come si sente vostro figlio in quel momento. Dovete sempre tenere a mente che si trovano in una fase delicata di crescita, in cui sono pieni di dubbi e preoccupazioni relativi alla scuola, alle amicizie, ai primi amori e alle nuove responsabilità. Appena rientrano da scuola, quindi, non assillateli sui loro doveri ma sintonizzatevi emotivamente con loro e lasciategli un tempo adeguato in cui possano ricaricare le batterie.

Redazione AdoleScienza.it