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Finita la scuola, è tempo di pagelle e valutazioni: come reagire ai brutti voti?


Finita la scuola, arrivano puntuali come ogni anno pagelle, valutazioni, giudizi e voti che dovrebbero riflettere l’impegno, le conoscenze e le competenze acquisite da bambini e ragazzi nel corso dell’anno. Ma è davvero così? E cosa succede quando in pagella ci sono brutti voti?

È importante, anzitutto, pensare al fatto che gli stessi ragazzi possono essere frustrati e delusi da un insuccesso e dal confronto con compagni e coetanei. Alcuni potrebbero considerare i voti ricevuti come definitivi e faranno fatica a credere davvero nella possibilità di migliorare. Ecco perché il ruolo e l’atteggiamento dei genitori sono fondamentali.

Una “brutta” pagella certo non fa piacere a mamma e papà e si potrebbe tendere automaticamente verso i rimproveri o le punizioni; è importante, però, cercare di comprendere cosa ne pensano i ragazzi e quali sono le difficoltà che incontrano, le cose che li demotivano, come poterli sostenere e motivare.

 Cosa fare allora?

Non coltivate aspettative troppo elevate: i vostri figli devono poter sperimentare anche la possibilità di fallire senza che ciò significhi, per loro, non essere in grado di apprendere e, per voi, non essere stati in grado di motivarli ed educarli;

Non preoccupatevi eccessivamente del rendimento scolastico: i ragazzi non sono solo un voto e non devono riconoscersi solo nei risultati ottenuti;

Ascoltateli e cercate di comprenderli, soprattutto in un momento per loro delicato: attraverso una “brutta” pagella bambini e ragazzi possono anche comunicare le loro difficoltà, le loro ansie e le loro paure cercando di portarle alla vostra attenzione;

Cercate di dedicare loro del tempo esclusivo: potranno così avere il modo e il tempo di raccontarvi e confidarvi le loro difficoltà;

Non drammatizzate l’evento: una “brutta” pagella non è irrimediabile. Trasmette loro fiducia nel fatto che potranno migliorare impegnandosi, incoraggiateli, aiutateli a superare gli ostacoli che incontrano;

– Qualora le difficoltà persistono e divengono più serie, cercate un confronto e una collaborazione costruttiva con i docenti, per comprendere meglio e per adattare i ritmi personali a quelli dell’apprendimento scolastico.


In ogni caso è fondamentale che bambini e ragazzi non studino solo per prendere un bel voto e sentano che il loro valore non coincide con i voti che ricevono. I voti corrispondono ad una valutazione delle prestazioni, possono riflettere l’andamento degli apprendimenti, danno indicazioni su conoscenze e motivazioni ma non dovrebbero mai corrispondere ad una valutazione della persona.


Gli anni della scuola dovrebbero avere principalmente una caratteristica: desiderio e scoperta! Il vero apprendimento non è legato solo al voto; si impara anche dalle esperienze, dagli errori quotidiani e dall’esempio degli adulti e questo rappresenta uno stimolo importante per bambini e ragazzi!

Redazione AdoleScienza.it