genitori che giustificano

Genitori troppo preoccupati e apprensivi, il rischio è limitare i figli


È difficile per un genitore capire quando stare accanto ad un figlio e quando è il momento di lasciarlo andare, concedendogli quel giusto spazio di autonomia, fondamentale per mettersi in gioco e sviluppare sicurezza in se stesso.

Il tutto si complica se un genitore è particolarmente apprensivo, se si preoccupa troppo, se teme che il proprio figlio possa farsi male o trovarsi in difficoltà perché, in questi casi, si attiverà in tutti i modi per proteggerlo, rischiando anche di trasmettergli ansia e di ostacolare la sua indipendenza.

Non sono pochi i genitori che accompagnano i figli ovunque, che li limitano troppo nelle uscite e nel fare nuove esperienze, che non li lasciano in casa da soli e che si sostituiscono a loro in tutto.

Tendono a dire sempre di no con frasi del tipo “Non andare lì con i tuoi amici, può essere pericoloso”, “Non andare a dormire dal tuo amico perché non mi piace”, “Non fare questo che ti puoi fare male”.

Molte volte i genitori non si fidano dei figli e dei pericoli in cui possono incappare per cui si sentono più tranquilli se sono presenti loro: in realtà lo fanno per se stessi, così da tenere il figlio sotto controllo e vivere senza troppe preoccupazioni.


Si pensa erroneamente che in questo modo lo si tuteli dai rischi, quando poi in realtà non si fa altro che esporlo, perché gli si sta impedendo di sviluppare tutte quelle competenze necessarie per crescere, cavarsela da solo, acquisire sicurezza e vivere serenamente.


Molto spesso i genitori attraverso un atteggiamento troppo apprensivo non fanno altro che trasmettere ansia e paura quasi paranoiche ai figli e l’idea che il mondo sia un luogo violento, ostile e pericoloso, facendoli crescere timorosi nel rapportarsi con gli altri e con l’esterno. In questo modo il figlio si sentirà fragile e indifeso e quando poi si troverà di fronte alle frustrazioni e ai problemi, si sentirà incapace di gestire e superare le difficoltà.

Fare esperienze, invece, permette ai figli di sperimentare concretamente le proprie capacità senza il diretto intervento del genitore, di iniziare a vivere la separazione, anche fisica, dalle figure genitoriali, e di percepire di farcela da soli.

Come comportarsi?

1. GESTIRE L’ANSIA GENITORIALE. Prima di tutto, è importante riuscire a contenere le proprie preoccupazioni per cercare in tutti i modi di non trasmetterle al figlio. Non bisogna rispondere d’impulso, rifiutando a priori qualsiasi esperienza di autonomia: riflettete dunque sull’importanza di farli sperimentare in maniera graduale. Per crescere, i ragazzi hanno bisogno di fiducia, di esplorare l’ambiente, di credere nelle loro capacità e di mettersi alla prova.

2. ACCOMPAGNARLI VERSO UNA MAGGIORE AUTONOMIA. Accompagnare significa a poco a poco far vedere al figlio come ad esempio si prende un autobus, standogli accanto le prime volte per poi lasciarlo andare da solo, oppure fargli capire come comportarsi in casi di pericolo quando è solo in casa o quando si trova con sconosciuti in strada. È bene anche fargli delle domande su come potrebbe comportarsi in una certa situazione per stimolare il pensiero critico e la capacità di risolvere i problemi.

3. TRASMETTERE FIDUCIA E SERENITA’. Se voi siete tranquilli, i figli riusciranno a sentirsi più sereni e in grado di mettersi in gioco: è importante che gli facciate conoscere i pericoli, che li aiutate a valutare le situazioni ma senza sostituirvi a loro o assumere un atteggiamento di ostilità nei confronti del mondo esterno. È importante che stiano attenti ma che si vivano le esperienze senza allarmarsi su tutto.

Redazione AdoleScienza.it