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Halloween tra fascino e terrore: come lo vivono i bambini e gli adolescenti?


Scheletri, ragnatele, zucche, teschi e maschere mostruose popolano le vetrine delle nostre città. Siamo oramai alle porte della famosa festa di Halloween, dove tutti si preparano per i festeggiamenti della notte del 31 ottobre in cui, secondo la tradizione, i morti tornano dall’aldilà a far visita al mondo dei vivi.

Tutto ad un tratto, mettersi nei panni di orribili creature, che normalmente incutono terrore, si trasforma in un’esperienza divertente e piacevole.

Perché grandi e piccini sono così attratti da questa spaventosa festività?

Nonostante il clima macabro della ricorrenza, infatti, il gioco dei travestimenti e il rito del “dolcetto o scherzetto” aiuta ad entrare in contatto con le proprie paure e angosce più profonde. Ironizzare sulla morte e scherzarci sopra permette in qualche modo di esorcizzarne i lati più oscuri e sentire di avere il controllo su un qualcosa che solitamente è per definizione incontrollabile e imprevedibile. Questa atmosfera terrificante, legittimata e condivisa da tutti, permette di trasformare qualcosa di spaventoso in un’esperienza ludica, all’interno di uno spazio sicuro dove non si è realmente in pericolo.

Halloween e adolescenza: quale legame?

In adolescenza, i ragazzi tendono a sperimentare emozioni forti e a mettere in atto una serie di comportamenti dati dal bisogno di superare i propri limiti, sfidarsi e confrontarsi con se stessi e sentirsi più grandi. Proprio per tale ragione, gli adolescenti sono fortemente attratti da ciò che li spaventa di più e sono alla continua ricerca di stimoli paurosi che aumentano in loro i livelli di adrenalina e attivazione interna.
Mascherarsi da zombie, streghe e qualsiasi personaggio mostruoso ricopre, inoltre, una funzione liberatoria, che permette di canalizzare aspetti di sé come l’aggressività, la spinta alla trasgressione e tutte quelle emozioni difficili da gestire che normalmente si tende a nascondere o a reprimere.

I bambini e le loro paure: cosa suscita in loro la festa di Halloween?

Durante la prima infanzia, il gioco del “far finta” ricopre un ruolo davvero importante per la crescita: dai 3 anni d’età, il bambino inizia a comprendere la distinzione tra realtà e fantasia e a cimentarsi nei vari travestimenti, divertendosi ad assumere identità diverse.
Tuttavia, non è raro trovare bambini, soprattutto i più piccoli, che di fronte ai costumi di Halloween reagiscano comunque con sospetto e paura. Le maschere, oltre a celare la vera identità delle persone, appaiono ai loro occhi terrificanti, per cui possono generare vissuti di paura, ansia e angoscia, che se non ben gestiti dagli adulti, rischiano di trasformarsi in vere e proprie fobie e di condizionare il loro stato emotivo.
In questi casi, è importante quindi comprendere cosa si nasconda dietro l’ansia del bambino, dando ascolto alle sue paure, senza sminuirle e senza assumere atteggiamenti di rimprovero o mortificazione.
È fondamentale, dunque, avvicinare i bambini a questo tipo di esperienze, accompagnandoli nella scoperta di tali tradizioni, senza dimenticare però di rispettare i loro tempi, evitando di fare pressioni, di farli mascherare a tutti i costi o di farli partecipare alle feste contro la loro volontà.

Redazione AdoleScienza.it

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