figlio preoccupazione ansia

L’ansia di un genitore può influenzare l’autostima e le scelte di un figlio


Avere delle paure e delle preoccupazioni per un genitore è più che normale, l’importante però, è riuscire a gestirle e non trasferirle ai figli per evitare di condizionarli, di tramettergli un modello educativo che può influenzarli negativamente sull’autostima, sicurezza personale, nelle scelte e nella interazione con gli altri.

Non ci dobbiamo dimenticare che i bambini apprendono non solo da ciò che gli viene detto, ma soprattutto dagli esempi che vedono e dai modelli comportamentali che ruotano intorno a loro, che diventano, i loro modelli educativi.

Le reazioni dei figli sono spesso condizionate da quelle del genitore, soprattutto quando sono piccoli: se la mamma o il papà vanno in allarme, anche loro si allarmano.

Se i figli crescono in un ambiente basato sulla paura e preoccupazioni, sul stai attento, non dire, non fare, sembra brutto, sulla paura degli altri, del giudizio, delle critiche, i figli non riusciranno ad esprimersi come dovrebbero e potrebbero, andando a reprimere parti di sé e vivendo nel timore di dire e di fare, porsi dei dubbi di non essere all’altezza. In poche parole avranno bisogno di conferme dall’esterno e di certezze.

Il genitore, quindi, deve assumere la funzione di contenitore, senza generare allarmismi inutili, e trasmettendo sicurezza al figlio, soprattutto quando sono piccoli.

Una funzione di sostegno e di rinforzo, senza esagerazioni ed esaltazioni, per evitare di ottenere l’effetto opposto, ma senza dimenticarsi di dargli la carica per affrontare a testa alta una società sempre più basata sulla competizione malsana che richiede performance ad alto livello.


L’ansia di un genitore rischia di andare ad influenzare la sicurezza personale, di renderlo insicuro, condizionandolo nell’espressione di ciò che ha dentro.


Bisogna fare particolare attenzione anche alle reazioni tipicamente ansiose. Tante volte i figli hanno paura di dire e di fare determinate cose per non far venire l’ansia ai genitore, mentre, loro devono sapere che dall’altra parte hanno una persona sui cui possono sempre contare nel bene e nel male. Se sanno che un genitore si allarma per tutto e reagisce “male” ai racconti del figlio, non gli verrà detto più niente.

Non si deve portare un figlio a tenersi dentro dei segreti che lo logorano, rischiando che anche nei momenti del bisogno non si fidi e confidi con lui.

Inoltre, i figli apprendono anche in maniera indiretta dal genitore, ossia osservandoli e guardandoli, anche le modalità di relazione con gli altri e l’approccio alla vita, alle persone e alle cose. Se un genitore è ansioso rischia di trasmettergli appunto l’ansia e di farlo crescere con troppe paure e preoccupazioni. Per essere credibili in termini di modello educativo si deve essere il più possibile coerenti e dosare, senza fargli arrivare tutte le preoccupazioni e ansie che un genitore si porta dentro.

di Maura Manca