amori estivi

Teenager, come affrontare le prime delusioni d’amore


L’estate il momento delle prime cotte per molti ragazzi. A volte qualche cosa non va nel verso desiderato e subentra il dispiacere

L’ESTATE spesso coincide con le prime volte dei teenager che, complici le vacanze che li lasciano liberi da orari e regole, sperimentano l’amore e la sessualità. Momenti che resteranno impressi nei ricordi per tutta la vita e che rappresentano una tappa importante per i ragazzi coinvolti.

Come vengono vissute queste love story sapendo che poi, nella maggior parte dei casi, tutto finirà al termine delle vacanze? Ne parliamo con Maura Manca, psicoterapeuta, presidente Osservatorio nazionale adolescenza.

LE PRIME DELUSIONI SENTIMENTALI

Anche se spesso iniziano come storielle superficiali e destinate a durare il tempo della vacanza, in realtà i teenager le vivono intensamente. “Sono amori il più delle volte accompagnati da giuramenti di eterna fedeltà e vissuti con la convinzione che quel rapporto durerà per sempre. Per questa ragione spesso i giovani non stanno attenti e non prendono le dovute precauzioni anche con partner occasionali – spiega la psicoterapeuta – perché, nella loro testa, non sono rapporti a breve termine ma amore vero e ci si può fidare”. La delusione può essere dietro l’angolo quando, finita l’estate, ci si lascia per tornare in città: “Amori estivi significa anche ‘scottature’ sentimentali per le quali non esiste una crema protettiva. Sono comunque esperienze di crescita che è sempre bene che facciano”.

LA SESSUALITÀ AI TEMPI DEI SOCIAL

Come vivono il primo bacio e la prima esperienza sessuale gli adolescenti di oggi? “Certo, le relazioni sono molto più in vetrina, molto più esposte e veicolate dagli smartphone – prosegue Manca – ma quando si tratta di primo bacio e di prime esperienze sessuali, vedo ancora gli occhi che si abbassano, il tono della voce che cala, il sorriso di imbarazzo, anche nei ragazzi che sembrano più disinibiti – prosegue l’esperta – . Anzi forse c’è tanta insicurezza per via anche di questa continua pressione social”.

Insomma, c’è troppo “ora e subito” anche nelle relazioni: è stato annullato il concetto di attesa e sta subentrando quello di controllo e possesso, legato soprattutto all’insicurezza.

L’AMORE AI TEMPI DEL CELLULARE

Le insicurezze, l’ansia di sbagliare e il senso di inadeguatezza rischiano di intaccare la vicinanza con l’altro e di far perdere gli aspetti del contatto umano, quelli che li aiutano a rinforzarsi e a crescere veramente. “A volte sembrano tanto intraprendenti da dietro uno schermo quanto insicuri di persona. Quando sono a contatto con gli esperti, con coloro in grado di rispondergli senza giudizio – racconta l’esperta – pongono tantissime domande, a volte anche molto ingenue, che fanno riflettere sulla dissonanza tra il loro apparire grandi e il loro essere immaturi da un punto di vista affettivo ed emotivo. La diffusione delle nuove tecnologie, infatti, ha cambiato il modo di vivere le relazioni, sempre più tecno-mediate: i social rappresentano per i ragazzi il luogo ideale per flirtare, entrare in intimità con l’altro, scoprire il proprio corpo e la sessualità”.

Insomma, si sentono più liberi in un rapporto mediato da una chat, meno esposti alle preoccupazioni di una relazione diretta, come se avessero vergogna di vivere il contatto fisico, per paura del giudizio o della prestazione.

“Tendono a condividere online anche foto intime o a sfondo sessuale, rischiando però di perdere il contatto visivo, il piacere della condivisione e dell’intimità, senza rendersi conto dei rischi che corrono” dice Manca.

SI INIZIA SEMPRE PRIMA

L’aspetto più preoccupante, però, è legato all’età, alla precocizzazione e quindi il coinvolgimento di ragazzini sempre più piccoli in attività un po’ più da grandi. Nei ragazzi stanno venendo un po’ meno gli aspetti legati ai sentimenti e alla costruzione dei legami. “Oggi attraverso il web si interfacciano con i problemi legati alla sfera affettiva e sessuale fin da bambini, anche troppo presto rispetto ad un normale sviluppo emotivo e cognitivo, che sta portando ad una precocizzazione degli aspetti legati all’approccio con l’altro” spiega Manca che aggiunge: “Il confronto con la rete che fa sembrare tutto particolarmente semplice, con questi ragazzi sempre perfetti, tutto troppo fashion, tutto troppo precoce sta alimentando in tanti ragazzi una sorta di ansia da prestazione, di paura di sbagliare e di non essere all’altezza”.

IL RUOLO DEI GENITORI

La prima volta dei ragazzi è un momento importante anche per i genitori che avvertono qualche cambiamento e vorrebbero magari essere d’aiuto ma spesso sono tenuti da parte se non addirittura considerati dei rompiscatole. “I ragazzi, per prepararsi al primo bacio e ai primi approcci sessuali con maggiore sicurezza utilizzano spesso il web per reperire informazioni di ogni tipo – conferma la psicoterapeuta -, parlano con gli amici e si nutrono di serie in streaming che approfondiscono le problematiche adolescenziali. Non amano parlare con i genitori dei loro aspetti più intimi e riservati, salvo che non siano stati educati fin da bambini a parlare e a confrontarsi su tutto con i genitori. In genere si rivolgono all’adulto quando sono in condizioni di necessità”.

POCA EDUCAZIONE SESSUALE

Anche quando fanno vedere che sono esperti e che non hanno paura di nulla, in realtà gli adolescenti spesso non sono preparati. “Non ci dobbiamo dimenticare – avverte la psicoterapeuta – che sono carenti di contatto con l’altro e che quindi la relazione diretta tante volte spaventa. Spesso i primi approcci alla sessualità sono online attraverso l’invio di immagini e anche video in alcuni casi, una sorta di abitudine da un lato e di rompighiaccio dall’altro. Ci si scrive i messaggi, si chiede di andare oltre via chat in modo tale che si eviti un rifiuto diretto. Attraverso lo schermo è tutto più gestibile”.

 IL RISCHIO DI MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

E poiché manca un’adeguata educazione sessuale e affettiva, si tendono ad adottare abitudini sbagliate o pericolose, esponendosi ad esempio al rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili e di gravidanze indesiderate. “Ancora oggi – conclude l’esperta – molti di loro credono per esempio che l’Aids nono esista, questo perché non hanno contatti diretti con amici e conoscenti malati. Inoltre anche perché tendenzialmente le visite mediche le fanno dopo i 18 anni, anche se a volte contraggono il virus dell’Hiv in adolescenza. Sono molto ignoranti da questo punto di vista e qui i colpevoli sono la scuola e la famiglia”.


Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il 36% dei ragazzi ha ricevuto indicazioni sul sesso parlando con gli amici, il 25% non ne ha parlato con nessuno, il 18% le ha trovate in Rete e solo in minima parte da genitori e scuola. Inoltre, i filmati pornografici online sono visti dal 24% degli adolescenti, a partire da età molto precoci, e spesso apprendono le informazioni sul sesso direttamente da questi siti.


L’articolo di Irma D’Aria è stato pubblicato il 31 luglio 2018 su Repubblica.it:

http://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2018/07/31/news/primi_amori_in_vacanza_attenzione_alle_scottature_sentimentali_-202997136/