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Capricci e comportamenti oppositivi dei bambini: come gestirli al meglio?


Comprendere i bisogni dei bambini, i loro pensieri e le loro emozioni può essere, in alcuni momenti, molto difficile e può provocare rabbia, frustrazione o impotenza. Anche se capricci, comportamenti oppositivi e richieste continue possono mettere a dura prova la pazienza di mamma e papà, è fondamentale ricordare che sono anche un’importante forma di comunicazione.


Quali possono essere le motivazioni nascoste in un capriccio?

Non è sempre possibile o facile per i bambini parlare direttamente di pensieri ed emozioni, hanno bisogno di una modalità differente per esprimersi e lo fanno proprio attraverso il comportamento.

Le motivazioni possono essere differenti: hanno bisogno di sapere e sentire che la mamma e il papà gli vogliono bene sempre, anche quando non fanno tutto ciò che vorrebbero o quando ci sono dei cambiamenti, si sentono trascurati, devono gestire preoccupazioni e paure.

Richieste continue e bisogno di attenzione sono un modo per cercare conferma della presenza dell’adulto e della possibilità di fidarsi di lui, per mettere alla prova mamma e papà, sperimentare la forza del legame e rinforzarlo. 

Smartphone e tablet non sono un ciuccio digitale per calmare i capricci

I genitori spesso, per tener buoni i bambini o non farli piangere, danno loro cellulare, tablet o computer per giocare o guardare cartoni e video. Ricorrere a uno schermo per calmare un capriccio rischia, però, di incentivare comportamenti simili in futuro.

Tenerli buoni o bloccare un pianto non può giustificare il ricorso costante a smartphone e tablet, come una sorta di ciuccio digitale che riporta la tranquillità, isolando il bambino dalla realtà circostante. Inoltre, anche quando si permette ai bambini di utilizzare la tecnologia deve esserci sempre la supervisione e l’interazione con genitori e/o altri bambini.

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Attenzione alle parole che usiamo quando sgridiamo un bambino!

Soprattutto nei momenti in cui si va di fretta, si è in ritardo, si ha poco tempo per fermarsi a discutere insieme, può capitare di urlare, imporsi con la forza, dare schiaffi o sculaccioni, ignorare il bambino che sta piangendo e lasciarlo da solo, minacciarlo con frasi del tipo “ti lascio qui”, “non ti porto più”, “sei un bambino cattivo”, “mi fai soffrire”.

Magari i bambini obbediscono, ma non lo fanno perché hanno compreso le motivazioni, lo fanno perché hanno paura del genitore o delle sue reazioni, delle minacce. In quel momento si ottiene ciò che serve, ma nel tempo si possono creare delle rotture nel legame, si generano delle paure e degli apprendimenti sbagliati.

Come gestire i comportamenti oppositivi dei bambini?

E’ fondamentale catturare l’attenzione dei bambini attraverso uno sguardo diretto, parlando con un tono lento e chiaro ed evitando di urlare, chiedendo loro come mai hanno fatto o non fatto una cosa o cosa sta succedendo; questo ci aiuterà a capire anche il loro punto di vista, per poterne parlare insieme.

Inutile rimproverarli per un qualcosa, anche simile, successo nel passato, concentriamoci sul presente, senza umiliarli, sanzionando il comportamento e non svalutandoli mai come persona, ad esempio non dicendo “sei un bambino cattivo”, ma “hai fatto una cosa che non dovevi fare”.

È importante non attaccare il loro valore facendogli comprendere cosa è successo, che non sono loro che non vanno bene, ma determinati comportamenti e che insieme si possono trovare strategie diverse per esprimere e affrontare quanto sperimentano.

Assicuriamoci che comprendano quanto stiamo dicendo, chiedendo conferma o un piccolo riepilogo, senza farli sentire in colpa perché ci hanno deluso e senza messaggi che possano farli soffrire (“sei sempre il solito”, “non sappiamo più come fare”, “come fai a non renderti conto?”). Devono sentire e comprendere che anche quando i genitori si arrabbiano e li riprendono, oppure non riescono subito a capire di cosa hanno bisogno in quel momento, continuano comunque a volergli bene.

Se ci rendiamo conto di aver reagito in modo impulsivo, di non essere stati coerenti o di aver gestito male una situazione, infine, non dobbiamo vergognarci di chiedere scusa in modo autentico. I bambini hanno bisogno di sapere che mamma e papà ci sono sempre.

 

L’importanza di chiedere scusa ai figli quando si sbaglia

 

Redazione AdoleScienza.it