litigate tra fratelli

Litigi tra fratelli: cosa fare?


Una mamma ci chiede: come bisognerebbe comportarsi quando due fratelli litigano tra di loro, arrivando magari a tirarsi i capelli, a darsi schiaffi e ad azzuffarsi, rischiando così di farsi anche molto male?

 

Spesso può capitare che fratelli e sorelle non vadano sempre d’accordo come un genitore spera e le discussioni tra loro diventano una regola stressante piuttosto che un’eccezione.

I fattori apparenti scatenanti, le banalità spesso e volentieri che possono portare a queste frequenti litigate tra fratelli possono essere molteplici: un programma televisivo, un cartone, un giocattolo, un videogioco, il posto a tavola, la precedenza al bagno o l’ultimo pezzetto di cioccolata rimasto. Ed ecco iniziare le urla, le spinte e a volte le botte. E magari il genitore esausto di questi comportamenti si unisce alle grida cercando di farli smettere senza ottenere poi alcun risultato duraturo. In quel caso spesso arriva la punizione o la privazione per tutti e due. E’ vero è la soluzione apparentemente più efficace, ma non li aiuta a comprendere perché non lo devono fare, quindi aiuta a contenere il problema e non a risolverlo. Anzi si rischia che alimenti maggiormente l’astio tra i due perché possono vivere sentimenti di ingiustizia del tipo “io non c’entro niente, è stato lui o lei”.

 

Allora cosa e meglio fare?

 

  • LITIGARE PER CRESCERE. Il genitore dovrebbe sfruttare queste situazioni EVITANDO DI INTERVENIRE SEMPRE ed insegnare quella che potrebbe essere una DISCUSSIONE COSTRUTTIVA: ad esempio rispettare le idee e i tempi dell’altro, saper ascoltare l’altro mentre parla, piuttosto che parlarsi sopra ed urlare, imparare a comunicare le proprie motivazioni e cercare insieme di mettersi d’accordo su un punto d’incontro. Una sorta di giudice super partes, che non si schiera dalla parte dell’uno o dell’altro, ma dalla parte del giusto e che spiega che quello che stanno facendo non ha senso e che potrebbero organizzarsi con dei turni, definire gli spazi ed imparare la condivisione e la cooperazione.

 

  • DARE DELLE REGOLE PER LA CONDIVISIONE E PER IL GIOCO. I bambini hanno bisogno di regole, sono necessarie per permettergli di apprendere i limiti, gli spazi e per muoversi in sicurezza e tranquillità. Gli si dice che non devono URLARE, NON DISTRUGGERE O ROVINARE OGGETTI, NON INSULTARSI e OFFENDERSI e soprattutto non devono farsi male perché voi non lo condividete affatto. È fondamentale essere chiari nel trasmetterle e fermi nel farle rispettare e soprattutto non date voi per primi l’esempio sbagliato, sia con l’interazione con loro che con la persona che vi sta accanto, loro imparano tantissimo dal comportamento dei genitori.

 

  • RINFORZARE QUANDO SI COMPORTANO BENE INSIEME. Fate sempre attenzione a quando si comportano bene e giocano insieme senza litigare. È importante rinforzarli quando riescono a trovare una soluzione tra di loro o quando condividono un gioco fategli notare che si sono aiutati e venuti incontro senza che ci siano state urla o grida esasperate. Fategli capire che approvate questo tipo di interazione tra loro.

 

Cosa NON fare?

cartellino rosso piccolo

  • NON SCHIERATEVI. NON CHIEDETE chi ha iniziato, NON STABILITE SEMPRE UN COLPEVOLE, NON DATE LA RESPONSABILITA’ sempre al più grande perché dovrebbe comprendere le differenti esigenze di quello piccolo, non può rimetterci sempre lui solo perché è il fratello maggiore o al FIGLIO PIÙ VIVACE perché i bambini nel raccontarvi l’episodio potrebbero non essere oggettivi e magari cercare di avere per forza ragione. NON fategli vivere una sensazione di ingiustizia perché lo loro la vivono come se in un certo senso volete più bene ad uno piuttosto che all’altro. È  importante essere sempre coerenti e non dare una soluzione: piuttosto che essere degli arbitri con tanto di cartellino è bene fare da mediatori promuovendo la COLLABORAZIONE.

 

  • NON BLOCCATE LE EMOZIONI, MA AIUTATELI AD ESPRIMERLE. Un litigio può essere l’occasione per aiutare i bambini a riconoscere le loro emozioni, come la RABBIA e LA GELOSIA. È fondamentale NON REMPRIMERE! Anzi bisogna insegnargli a tollerare la frustrazione. Acquisire la capacità di regolare le emozioni è fondamentale per la crescita e lo sviluppo, poiché vuol dire essere in grado di comprendere cosa ci sta accadendo, quali possono essere i propri bisogni, come prendersi cura di sé e di conseguenza come poter risolvere efficacemente i problemi.  

 

  • NON PICCHIARE… SE SI PICCHIANO! È fondamentale NON PICCHIARLI perché così si insegna che la VIOLENZA è una modalità per risolvere i problemi e i conflitti. È bene INTERVENIRE NELLE DISCUSSIONI PIU’ VIOLENTE sia quando i bambini sono già grandi ma anche quando sono molto piccoli, poiché in genere fino all’età prescolare non si rendono conto della misura dei loro gesti e a volte picchiare l’altro potrebbe sembrare la soluzione più efficace per farsi rispettare. Ovviamente non si devono fare male e quindi a volte sarete costretti ad intervenire anche fisicamente ma questo non significa picchiarli, ma fermarli per poi farli ragionare sul senso di ciò che stanno facendo.

 

Non dimenticate cari genitori che il VOSTRO ESEMPIO vale sempre più di mille parole!  

Redazione AdoleScienza.it

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