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Allarme bomba per non essere interrogato. Esiste un limite per i giovani di oggi?


Ecco l’ennesimo caso di cronaca che vede come protagonisti adolescenti che, pur di non assumersi le proprie responsabilità, superano i limiti, fino a commettere dei veri e propri reati.

Un piano geniale quello di uno studente di una scuola romana, un genio del male che ha ideato una messa in scena per saltare l’interrogazione e non prendere un brutto voto.

Ha fatto evacuare un intero liceo di Roma, in seguito a un allarme bomba che si è rivelato poi del tutto fasullo. Dopo la segnalazione alle forze dell’ordine da parte di un professore, sono scattati immediatamente i controlli e l’intero edificio è stato scandagliato dagli artificieri e dalle unità cinofile della Polizia di Stato, senza però ritrovare nessuna bomba.

In seguito, gli agenti sono riusciti a risalire al responsabile della chiamata, ovvero uno studente della stessa scuola, il quale per giustificare il suo grave gesto avrebbe utilizzato queste parole “Avevo paura di prendere un brutto voto”.

Vittime della tecnologia 

I giovani, che vivono immersi nella tecnologia, a volte sono vittime della tecnologia stessa. Un ragazzo chiama con il suo cellulare, appare il suo numero sul display e cosa ottiene? Ottiene da un lato ciò che voleva, ha saltato l’interrogazione, ma in compenso si è portato a casa una bella denuncia per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio; calcolando che oltretutto è anche maggiorenne, ora sono decisamente affari suoi.

Ingenuità, inconsapevolezza, dove possono arrivare? 

Ironia a parte, il caso fa riflettere anche sull’ingenuità, su come, in maniera troppe volte inconsapevole, ossia senza consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, i ragazzi facciano del male a se stessi o agli altri. Dall’altra parte, però, non ragionano in maniera critica, si fanno prendere dall’impulso del momento, non valutano le conseguenze delle proprie azioni a breve e a lungo termine, non si pongono delle domande, agiscono, per non affrontare cosa? Una interrogazione? Per non assumersi la responsabilità delle proprie azioni. E’ indubbio che intelligenza significhi anche cercare di uscire dai guai o comunque tirare l’acqua al proprio mulino e che la legge della sopravvivenza premia maggiormente chi si adatta meglio, ma in questo caso un tentativo di eludere un problema ha generato una serie di altri problemi ben più gravi, che gli costeranno caro da un punto di vista legale e scolastico; credo, infatti, possa costargli una sospensione e andare a gravare sull’anno in corso, calcolando che potrebbe non essere la prima volta, visto che il ragazzo in questione ha 20 anni e frequenta ancora la scuola secondaria di secondo grado. Non si è poi inventato niente di nuovo, l’allarme bomba è una vecchia scusa; forse, però, nella fase storica del terroismo, non mi sembra poi così geniale.

Il vero problema è che i ragazzi sono completamente disinformati anche su ciò che è reato e su ciò che non lo è. Non capiscono più dove sia il limite della trasgressività e del reato e che determinati comportamenti hanno anche delle conseguenze gravi. Forse anche la troppa consapevolezza della impunibilità, non per questo caso, visto che è maggiorenne, va un pochino rivista.
Se vogliamo fare prevenzione dobbiamo spiegare anche ai ragazzi che alcune cose rientrano nelle bravate, altre nel codice penale.

I precedenti

Lo scorso mese altre due chiamate per un’allerta bomba; a tal proposito, gli inquirenti hanno deciso di fare ulteriori indagini e approfondimenti, per capire se c’è una correlazione o se è diventata una nuova moda.

di Maura Manca

Credits foto Pixabay.com