paura esame di maturità

Perché spaventa così tanto l’esame di maturità?


Adolescenti sotto esame uguale adolescenti in crisi.

Anche i ragazzi più tranquilli i giorni prima delle fatidiche prove si agitano e iniziano a preoccuparsi e fare, a volte, anche cose prive di senso. FIGLI SOTTO ESAME SIGNIFICA ANCHE GENITORI SOTTO ESAME, in poche parole in questi giorni abbiamo famiglie intere che devono sostenere la prova di maturità.

Perché spaventa così tanto l’esame di maturità ed è visto come un nemico da sconfiggere o uno scoglio gigante da superare?

LA PAURA NON È TANTO NELL’ESAME DI PER SÉ ma di ciò che rappresenta nella loro mente. Viene investito di un significato simbolico che genera quella condizione spiacevole di stress. È l’ultima prova, quella che sancisce un passaggio importante, la chiusura di una fase adolescenziale e l’apertura di un altro ciclo che non si conosce, che spaventa perché non si è più imboccati come prima quando si andava a scuola. Si deve fare una scelta di vita e spesso non ci si sente pronti, si ha paura di sbagliare, non si riesce a capire cosa realmente si vuole fare nella vita. Grava il peso della decisione, dell’ignoto e soprattutto di DELUDERE LE ASPETTATIVE DEI GENITORI che direttamente o indirettamente spesso pressano il figlio senza a volte neanche rendersene conto.

Bombardati dalla crisi, dal non c’è lavoro, dall’incertezza del futuro, dalla fuga di cervelli all’estero, tanti ragazzi preferiscono saltare un anno, non assumersi subito la responsabilità di una decisione immediata, di andare ad imparare una lingua, a fare un’esperienza all’estero, il famoso GAP YEAR che secondo i dati Istat è in netto aumento (+3,4% dal 2013 al 2014).

Paura di affrontare una commissione, di una valutazione e del giudizio che ancora preoccupa come se fosse un’etichetta che peserà per tutta la vita.

Questo membro esterno che viene visto come il nemico cattivo da affrontare, terrorizzati da vuoti di memoria, da domande impreviste a cui non sono in grado di rispondere, pensieri di essere presi di mira e di non essere compresi. Problemi neurologici galoppanti, vuoti di memoria, blocchi, momenti di un’intensità pazzesca come se si fosse davanti ad una commissione che decide: vita o morte, pollice su o pollice giù.

Poi subentrano le paure personali dal fare una figuraccia davanti a tutti, che gli altri possano ridere di loro, al deludere professori, amici e compagni, fino ad arrivare alla preoccupazione di non riuscire a raggiungere il voto prefissato e di deludere se stessi e le proprie aspettative.

La paura è un’emozione che si autoalimenta se non si gestisce e rischia di offuscare la mente e di non far ottenere il risultato a cui si poteva ambire lasciando un amaro in bocca ed una spiacevole sensazione di insoddisfazione.

Bisogna guardare le cose con obiettività, compiti scritti ed interrogazioni sono sempre stati svolti durante gli anni precedenti, non è una prova così insuperabile, si deve solo dargli il giusto peso e passerà più in fretta del previsto.

L’articolo è tratto ed è stato pubblicato sul blog AdoleScienza gestito da Maura Manca sul sito de L’Espresso online