L’uso eccessivo, se non alienante, degli smartphone e della rete internet può portare ad una vera e propria dipendenza, al punto di non riuscire più a farne a meno, condizionando la vita e facendo perdere il contatto con la realtà circostante.
Il cellulare sempre in tasca o in mano è quello strumento che permette di essere connessi tutto il giorno ad internet e soprattutto alle chat e ai Social Network, diviene quindi per gli adolescenti, e non solo, un vero e proprio prolungamento del sé.
Come riconoscere i segnali?
Uno dei sintomi principali della dipendenza da internet è la DISPERCEZIONE SPAZIO-TEMPORALE: se si è iperconnessi si può perdere completamente la percezione del tempo che scorre e dello spazio in cui si è. Questo aspetto, di conseguenza, non permette che ci si renda conto delle ore trascorse, arrivando anche ad intaccare quelle notturne, incidendo fortemente su numerosi aspetti anche fisiologici, come il ritmo sonno-veglia. Una deprivazione di sonno e un innalzamento del livello di allerta e di attivazione cerebrale va a intaccare le capacità attentive e di concentrazione e quindi in maniera indiretta grava sull’andamento scolastico con l’eventualità di non riuscire a raggiugere i risultati prefissati, a causa del tempo che si trascorre a navigare sul web che si sottrae ai compiti e allo studio.
È importante individuare i primi campanelli di allarme. Monitorare le attività che vengono svolte, come ad esempio osservare la qualità delle relazioni e se si preferisce restare a casa piuttosto che uscire con i propri amici o svolgere altre attività di svago; oppure se si ha l’abitudine di tenere il telefono sempre accanto e a causa della continua iperconnesione ritrovarsi in situazioni di ansia e panico qualora la batteria si scarichi, il telefono non prenda o l’accesso ad internet sia limitato o non possibile.
Come fare?
È fondamentale non utilizzare le punizioni 2.0 e ricorrere ad un atteggiamento basato sugli obblighi e pretese. Se si forza a non fare qualcosa si possono favorire due reazioni: la prima è che, anche solo per opporsi agli obblighi genitoriali, il figlio si sentirà invogliato a farlo, la seconda, quella più dannosa, è che non si aiuta il ragazzo a comprendere che ha un problema, a favorirgli la CONSAPEVOLEZZA della sua condizione e soprattutto l’autonomia da un punto di vista decisionale.
Bisogna instaurare un dialogo e riaprire un canale comunicativo differente che sia in qualche modo aperto al CONFRONTO. È fondamentale infatti non giungere alla conclusione che l’unica alternativa sia quella di dover togliere completamente la tecnologia agli adolescenti, questo creerebbe ancora più disagi e conflitti. Piuttosto invece è bene cercare di indirizzare i giovani ad un uso adeguato e appropriato, indicando i rischi che si possono correre nei meandri della rete e soprattutto cercare di valorizzare l’importanza del mondo reale, ed essere connessi non solo al web ma anche a ciò che ci circonda, per evitare di rimanere incastrati completamente nella rete.
LA QUALITÀ DEL TEMPO E DELLE ATTIVITÀ CHE SVOLGIAMO È UN BENE PREZIOSO PER LA QUALITÀ DELLA NOSTRA VITA.
Redazione Adolescienza.it


