pistola

Adolescenti armati


Ivrea, 16enne va a scuola armato con una calibro 38 per difendere l’onore dell’amica lasciata dal fidanzato. Ancona, 18 anni uccide a colpi di pistola i genitori della sua fidanzata 16enne in sua presenza, a cui si sommano innumerevoli ferimenti e omicidi con armi da taglio. Non parliamo di giovani criminali, di ragazzi cresciuti a pane e pistola che fanno parte di organizzazioni e gang devianti, parliamo di adolescenti che conducono apparentemente vite normali e che frequentano regolarmente la scuola. La domanda generale sorge spontanea, “perché questi adolescenti accedono con facilità ad una pistola o ad armi in genere?”. Tirapugni, manganelli, coltelli, troppi ragazzi girano armati e non solo negli stadi e nelle manifestazioni.  La facilità con cui si aggredisce l’altro in maniera sempre più efferata non è un problema da sottovalutare, soprattutto in termini preventivi, per evitare altre innocenti vittime. Come è possibile che non ci siano più regole e che la vita abbia completamente perso il suo valore? La vita sta perdendo il suo senso più profondo, purtroppo lo testimonia il numero in ascesa di omicidi di coetanei, di genitori e soprattutto di suicidi apparentemente per futili motivi. Purtroppo ci si sente legittimati, non si ha paura delle conseguenze, troppa violenza a cui assistono quotidianamente i ragazzi, non più nei videogiochi, ma nel reale, dalla famiglia ai bombardamenti mediatici che rischia di fare una sorta di effetto “normalizzante” di tali comportamenti.

Il problema vero è legato alla motivazione che spinge un ragazzo solo a ipotizzare di usare un’arma per far valere il suo pensiero, perché trova normale, lecito e giusto minacciare un altro ragazzo o un genitore con un’arma in mano o addirittura arrivare ad uccidere. Il problema non è legato alla facilità con cui si arriva ad acquistare una pistola, ma alle distorsioni mentali che ne legittimano il suo utilizzo. Se vogliamo veramente fare prevenzione bisogna lavorare sui confini psichici e sul contenimento di questi ragazzi e la scuola riveste un ruolo fondamentale perché troppo spesso questi adolescenti si trovano soli a gestire le fasi della crescita, figli di una società che non li contiene, di famiglie in crisi, troppo incastrate nelle problematiche del quotidiano. Bisogna fare tanta educazione alla legalità; per troppi giovani la violenza verso terzi è una modalità accettata e riproposta a più livelli, dal bullismo ai “giochi” come il Knockout o il Punch group. L’aspetto su cui riflettere non è tanto legato alla presenza o meno delle pistole perché se non è una pistola, sarà un coltello o qualsiasi altra arma, se per un adolescente è normale aggredire, intimorire senza aver paura delle conseguenze, lo potrà fare in qualsiasi altra circostanza.