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Adolescenti piromani che si divertono ad appiccare fuochi. Bravata o delinquenza?


Siamo in pieno allarme incendi, mezza Italia brucia e apprendere dai giornali che, prima nel viterbese, poi nel messinese, gli autori di alcuni incendi sono proprio degli adolescenti, lascia ancora più sconcertati.

Non è un caso che nel momento in cui i media pressano sul dramma degli incendi, nelle loro teste scatti quella molla dell’andare contro le regole, del rischio, del “lo faccio anche io”. Ovviamente tendono ad agire in gruppo, che facilita questo tipo di comportamenti, perché non parliamo di piromani, di ragazzi che appiccano fuochi in modo seriale.

Sono adolescenti completamente deresponsabilizzati, estremamente condizionabili e influenzabili anche dall’informazione.

Sono ragazzi che agiscono senza un senso logico pur di far parte anche loro di qualcosa che, a volte, come in questo caso, diventa più grande di loro. Non c’è un freno e non c’è un limite, non c’è un capire le conseguenze, non si comprende la reale portata di ciò che si sta facendo.

Sanno che stanno facendo qualcosa di sbagliato, anzi lo fanno per quello, lo ricercano apposta, è quel “non si deve fare, ma lo faccio” che gli dà l’adrenalina. Ma si fermano lì, non riflettono, non hanno una mente abituata a pensare, a mettersi nei panni dell’altro o a ragionare sul senso del gioco e del divertimento. Nascosti dietro una bravata, riescono a provocare i danni anche agli altri e alle cose perché agiscono senza un briciolo di senso di responsabilità.

Si coprono e definiscono tutti questi comportamenti devianti come bravate, ma bisogna fare attenzione a non scambiare il disagio e la patologia con una bravata. “Abbiamo fatto una stupidaggine” hanno dichiarato i ragazzi, anche grossa aggiungerei io, ma cosa ci possiamo aspettare se crescono senza il senso della misura, senza una forma definita, in una società sempre più liquida, senza limiti e confini?

Il problema è da ricercare sempre alla radice, perché alcuni adolescenti si spingono fino ad appiccare il fuoco, in piena emergenza incendi, e altri no? Perché non sono educati e contenuti come dovrebbero, perché hanno bisogno di andare oltre per cercare di colmare un vuoto che li assale già in tenera età. Una crisi dei valori, delle famiglie che ricade a valanga sui nostri adolescenti sempre più alla deriva.

di Maura Manca