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Aggressioni, atti vandalici e baby gang: ecco cosa fanno i tanti adolescenti violenti


Aggressioni anche per futili motivi, violenza gratuita verso terzi, oggetti, persone e animali, manifestazioni e cortei come scusa per esternare la propria rabbia, gang e atti vandalici per colmare un vuoto interiore, una mancanza di valori e di rispetto verso tutto e tutti. Il problema è che sono sempre più giovani coinvolti in queste forme di devianza, un po’ troppo allo sbaraglio, possessori di tutto e nello stesso tempo di niente.

3 ADOLESCENTI SU 10 HANNO PARTECIPATO A RISSE, cioè sono stati coinvolti in una lite o colluttazione violenta in cui sono implicate più persone contemporaneamente. In questi episodi viene intaccata l’incolumità individuale e c’è sempre l’intendo di ledere l’altro. Più deviante è il gruppo, meno casuale è la situazione e più gravi ed efferati saranno i comportamenti messi in atto. A volte scoppiano veramente per motivi banalissimi come: alcol, droghe, partner, orgoglio e territorialità sono i motivi alla base di queste aggressioni e fondamentalmente la scusa per litigare. Oggi capita anche che gli adolescenti si diano gli appuntamenti tramite le chat di messaggistica istantanea o i social network per incontrarsi e aggredirsi e picchiarsi con la finalità di fare male al gruppo “avversario”.

IL 10% DEGLI ADOLESCENTI HA AGGREDITO UNA PERSONA ANCHE SENZA NESSUNA MOTIVAZIONE. Questo è un dato molto allarmante e pericoloso perché spesso i ragazzi si sfidano a chi riesce a stendere qualcuno con un solo pugno, chiunque, una vittima scelta a caso, senza neanche una motivazione. L’unico scopo è fare male, spaventare l’altro, vedere la paura negli occhi di chi subisce l’aggressione. La parola deriva da una termine utilizzato soprattutto nel pugilato che significa “stendere al tappeto per ko”. Il knockout infatti è quel comportamento per cui una persona stende con un pugno secco un’altra persona

Esistono anche i school fighter e gli street fighter ossia i picchiatori di strada e di scuola, che sono semplicemente ragazzi che aggrediscono altre persone o compagni di scuola o conoscenti appunto con i pugni.

 Perché lo fanno?

Si vuole dimostrare agli amici che non si ha paura di niente, che si ha il coraggio di stendere un perfetto sconosciuto e lasciarlo li, per terra ferito, svenuto e talvolta esanime. È un “gioco” che in genere si fa in gruppo, con la propria gang perché chi sferra il pugno vuole dimostrare che è il più forte, quello che non ha paura di niente. I compagni rinforzano questo comportamento, ridono si divertono, diventa quasi un modo per passare il tempo (Manca, 2014).

 piromania

IL 16% HA COMMESSO ATTI VANDALICI. Il vandalismo è quasi sempre compiuto da una banda, spesso dopo aver ingerito sostanze alcoliche o assunto droghe. I ragazzi sferrano il loro attacco contro lampioni, cartelli stradali, panchine dei parchi, cabine telefoniche, ma anche contro beni appartenenti a privati, auto parcheggiate, ciò che trovano per la strada (Manca e Mascia, 2006).

La delinquenza giovanile si origina, generalmente, all’interno di un gruppo ed è rafforzata dalla presenza di coetanei devianti. IL 6,5% DEGLI ADOLESCENTI INFATTI FA PARTE DI UNA GANG che intenzionalmente sferra attacchi nei confronti di loro coetanei o danneggia strutture pubbliche o private, come la scuola, compiendo furti o veri e propri atti di vandalismo. Spesso, le gang agiscono violenza contro le persone che viene agita prendendo come bersaglio gli stessi coetanei, come per esempio accade di frequente nelle dispute tra bande che si contendono una zona o un quartiere di una città, o nelle liti che si scatenano in discoteca, ai rave o alle feste (Manca, 2016).

Queste forme di devianza e violenza rappresentano un problema prettamente maschile, nonostante il numero delle femmine violente sia in aumento anche per quello che concerne l’aggressività fisica (Cerutti e Manca, 2008).

Il quadro diventa più allarmante quando si traccia una sorta di PROFILO DELL’ADOLESCENTE CHE METTE IN ATTO COMPORTAMENTI AGGRESSIVI E DEVIANTI perché sono anche coloro che utilizzano in maniera distorta la tecnologia per ferire e far del male agli altri, per esempio inviando nelle chat o inserendo pubblicamente nei social network intenzionalmente foto private o intime senza il consenso dell’altra persona. Sono anche coloro che giocano d’azzardo e che scommettono online, anche se sono minori.

Questo tipo di condotte sono spesso associate anche all’abuso di sostanze stupefacenti e di bevande alcoliche. I dati confermano che i ragazzi che partecipano a risse, che sono aggressivi con le persone, che fanno parte di gang e commettono atti vandalici fumano anche di cannabis e marijuana e abusano di alcol e bevono spesso fino a stare male.

Infine, mettono in atto in parallelo anche altri comportamenti a rischio come il guidare in maniera imprudente senza rispettare la segnaletica stradale o in stato di ebbrezza. Gli stessi sono anche quelli che partecipano a gare motociclistiche ed automobilistiche.

Questo tipo di comportamenti aggressivi sono anche associati con il fare giochi pericolosi in cui i ragazzi mettono a rischio la propria vita e ai selfie pericolosi in cui si rischia anche di farsi seriamente male pur di apparire e di dimostrare il proprio coraggio e acquisire una maggiore popolarità anche sul web.

 

 di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore di AdoleScienza

Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza, presidente dott.ssa Maura Manca, raccolti su tutto il territorio italiano su oltre 7000 adolescenti.

Riferimenti Bibliografici

Cerutti R., Manca M. (2008). I comportamenti aggressivi. Percorsi evolutivi e rischio psicopatologico. Nuova edizione. Kappa

Manca M. (2016 9 febbraio). Come funziona una baby gang. http://www.adolescienza.it/aggressivita-devianza/come-funziona-una-baby-gang/#.V0iw7o9OLIU

Manca M. (2014 10 marzo). Il Knockout. http://www.adolescienza.it/aggressivita-devianza/knockout/#.V0iwr49OLIU

Manca. M., Mascia I. (2006). Devianza e criminalità in adolescenza. Experta