baby gang

Aggressioni in branco. Ragazzi vittime di un sistema che non è in grado di fermarli


Un ennesimo caso di branco di adolescenti violenti all’azione, chiamato erroneamente baby gang perché a livello giornalistico funziona di più, ennesimo caso di ragazzi violenti che operano con l’unica modalità che hanno di relazionarsi con l’ambiente che li circonda e con chi li circonda, ossia le aggressioni e le violenze. Seguo da circa 17 anni bambini e adolescenti che vivono a pane e violenza e la violenza c’è sempre stata, oggi se parla di più, molto bene da un lato direi, ma attenzione a non strumentalizzare tutto come sempre perché ci continuano a rimettere sempre e solo loro. 1 adolescente su 10 dichiara di aver aggredito un coetaneo senza motivo su un campione nazionale, di 11.500 adolescenti non a rischio (dati Osservatorio Nazionale Adolescenza). Ci vogliamo porre delle domande?

Oggi poi leggo che è sceso in campo anche Saviano, ovviamente in difesa delle serie tv che non “causano” violenza,  sostenendo che solo la scuola può salvarli. Saviano facesse lo scrittore e lasciasse fare a noi il nostro lavoro.

Non è la scuola che può salvarli, non diamo all’istituzione scolastica un peso maggiore rispetto a quello che deve già sostenere, è la società che può e deve salvarli, è un problema che coinvolge tutto il sistema e tutte le istituzioni.

Da un lato c’è un effetto contagio ed emulazione, una sorta di sfida tra branchi, come è sempre stata la lotta tra quartieri, ma attenzione, c’è anche tanta attenzione mediatica: di aggressioni con catene, tirapugni, caschi, coltelli, basta frequentare tanti quartieri di tante città se n’è sempre parlato, ma non hanno mai avuto attenzione mediatica. Non stiamo diventando l’America Latina, ma per favore, non confondiamo i livelli e il problema, altrimenti non si riesce davvero a trovare una soluzione.

Oggi semplicemente raccogliamo i frutti di ciò che era prevedibile già tanti anni fa. L’andamento era chiaro, solo che tendiamo sempre a nascondere la polvere sotto il tappeto convinti di aver pulito.

Ha fallito il sistema famiglia, ha fallito il sistema scolastico, come quello giuridico. Troppo impuniti e consapevoli dei loro diritti e della loro impunibilità.

Farei molta attenzione anche a tutte queste “messa alla prova” perché c’è personalità e personalità. Sanzioni più dure? Sì, da un lato, ma senza rieducazione non servono veramente a niente. “Ah, ah, ah, risata di un dodicenne che mi dice che tanto non gli possono fare niente e che dopo i 14 anni gli basterà solo stare un po’ più attento!”. “Faccio quello che voglio tanto non ci fanno un cazzo!”. Questo è il vero problema, è cambiato tutto troppo in fretta, il sistema è vecchio e non si vuole adeguare e li perdiamo giorno dopo giorno, ragazzo dopo ragazzo.

In più, a tutti quelli che sostengono che il problema sono le serie in streaming di cui si abbuffano i ragazzi, direi di ragionare sul fatto che ogni epoca ha il suo mostro, prima c’è stata la fase tv, poi quella videogiochi ora tocca alle serie, ma il problema è sempre lo stesso, che si voglia capire o meno. Basta cercare capri espiatori, perché non è una serie che fa diventare un ragazzo violento. Su un ragazzo predisposto però può avere una influenza negativa.

La verità è che siamo arrivati ad un punto di non ritorno e non lo vogliamo vedere e accettare, facciamo finta di niente, cerchiamo di mettere cerotti e questi adolescenti continuano a sfidare le autorità e a vincere.

Era tutto scritto, peccato che in tanti non hanno voluto leggere. Ci rimettono solo i ragazzi,vittime di un sistema che li ha lasciati orfani da un punto di vista educativo, che non è in grado di arginarli e rieducarli.

Non hanno spazi, il territorio non gli offre niente, le famiglie hanno perso il ruolo e la scuola non riesce a stare più dietro a tutti i problemi.

Se non hanno spazi, se non hanno risorse, se il territorio non gli offre niente, gli rimane solo la strada e la strada è questa. Se vengono educati da mamma strada non andranno molto lontano perché agiscono nella totale (in)consapevolezza di essere violenti, che è anche il titolo del mio ultimo libro, attualmente in fase di elaborazione.

di Maura Manca