vandalismo

Aumenta la noia tra i giovani e aumentano il vandalismo e le risse


Gang, gruppi violenti, vandalismo, adolescenti che agiscono in branco, stiamo assistendo inermi al rapido dilagare della devianza giovanile in tutte le sue manifestazioni. Ci stiamo concentrano troppo sul bullismo e stiamo perdendo di vista il disagio individuale, sociale e relazionale da cui sono affetti i nostri giovani. Il terreno fertile su cui far attecchire le differenti forme di devianza e vandalismo, accompagnate a braccetto dalla noia, dal vuoto di valori e soprattutto dalla mancanza di punti di riferimento stabili, in primis la famiglia e la scuola.

Ho scritto una riflessione sul mio blog de L’Espresso, ho analizzato la relazione tra noia e vandalismo, partendo da alcuni dati su cui ci si dovrebbe soffermare a riflettere.

Dallo scorso anno a quest’anno i numeri degli atti vandalici messi in atto da adolescenti tra i 14 e i 19 anni sono aumentati dal 16 al 22%.
Salgono anche le risse (24%), il knockout (6%), i ragazzi che usano in maniera impropria un’arma (8%), che distruggono vetrine, cassonetti, o lanciato oggetti durante una manifestazione (5%) e che si dilettano a picchiare qualcuno (35%) (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).

La rissa è un reato, anche se molti adolescenti non lo sanno, e il fatto che 2,4 adolescenti su 10 partecipano a risse è un dato che fa riflettere.

Il bello è che davanti al rapido esondare del fiume della devianza giovanile, che ben conosciamo e che vediamo solo quando vogliamo vedere, rimaniamo ancora a bocca aperta.
L’allarme è scattato da tanto tempo, ma come sempre mettiamo cerotti perché sbagliamo la cura, ci limitiamo a fare la conta dei danni della devianza giovanile, che ha un costo enorme per lo stato, nonché un costo individuale notevole.
Siamo molto bravi a cercare i colpevoli e spargere parole come petali di rosa che volano nel vento. Nel mentre che noi facciamo i poeti della sociologia, della psicologia e della psichiatria, centinaia e centinaia di ragazzi deviano, vivono facendo danni a terzi e a se stessi, finché non esagerano e bussano alle porte della cronaca, scatenando un transitorio putiferio mediatico che terminerà dopo qualche giorno, dopo il quale, non si smuoverà nulla, fino al prossimo gruppo, gang o branco che busserà nuovamente alle porte dei media. Nel mentre il nulla, quel nulla contro cui si trovano a combattere quotidianamente troppi giovani, quel nulla che troppi di loro hanno dentro, che devasta tutto ciò che trova nella loro psiche, nella loro interiorità.

Basta con lo scaricare la colpa sulla tecnologia!

La violenza, il vandalismo, le sfide nei confronti di se stessi e dello stato, non sono veramente una novità di oggi e non è sicuramente colpa dei videogiochi. Sono ragazzi che sanno perfettamente quello che stanno facendo, anzi lo vanno a ricercare, sono solo incoscienti e mal-educati, senza limiti, regole, senso morale, senso logico e senso di sé.

SONO IMPOTENTI DAVANTI ALLA VITA E DISTRUGGERE TUTTO LI RENDE POTENTI.

Nel momento in cui superano il limite non hanno un freno, il tutto è prendere la decisione di partire, dopo è solo un’escalation di danni e distruzione che alimenta la loro adrenalina, come la benzina sul fuoco.
Mi confronto con tanti di questi ragazzi sbandati nel senso che non hanno punti di riferimento e vivono in balìa di quello che gli dice la testa, che vivono il nulla che li circonda, ammazzando la noia tra una birra, una canna, una rissa, una bravata, un selfie a rischio e un atto di bullismo.

LA VERITÀ È CHE NON SONO VISTI DAI GENITORI, NON SONO VISTI DALLE ISTITUZIONI E FANNO UN GRAN CASINO PER FARSI VEDERE.

Sono abbandonati a loro stessi, genitori impegnati a fare altro, ciechi davanti ai disagi dei figli e che cadono dalle nuvole quando si trovano davanti quella realtà che in buona parte hanno creato loro. Essere presenti con i figli non significa pensare solo alla scuola o che non fumino sigarette o canne, non significa essere fisicamente presenti, ma assolvere ad un ruolo genitoriale, essere riconosciuti come tali dai figli, perché se un figlio non riconosce un genitore nel suo ruolo, non riconoscerà neanche un insegnante, un’autorità e un limite.
Non sono riconosciuti e accettati neanche dalla scuola che non è in grado di integrare, deve correre, non può fermarsi ad aspettare chi ha problemi, deve andare avanti con i più bravi, non può dare retta a chi dà fastidio e non ha voglia di fare niente.

Mancano i punti di riferimento

 

La devianza è sempre esistita, la noia pure, il vandalismo anche, non è la tecnologia, i cambiamenti da un punto di vista comunicativo e relazionale hanno solo sfaldato altri punti di riferimento che questi ragazzi non hanno più.
L’amicizia non è più il sentimento di un tempo, la fratellanza pure. Le emozioni hanno sostituito i sentimenti, ma la famiglia ha perso il suo valore, il suo ruolo, tutto troppo labile, non c’è più niente di stabile intorno a questi ragazzi.
Come pretendiamo che crescano e soprattutto, come facciamo ancora a meravigliarci davanti a tutto quello che combinano i giovani? Genitori impegnati a litigare e farsi la guerra, che si scaricano le colpe e la responsabilità a vicenda, che lavorano e non hanno tempo per i figli se non per angosciarli con il rendimento scolastico e scaricare le colpe sulla scuola. Una scuola sempre in ritardo, che scarica le colpe sui genitori, che sospende, punisce, mette le note e butta fuori dalla porta, andando a rinforzare la rabbia in questi ragazzi e l’idea di essere sbagliati. Quando si punisce bisognerebbe capire il senso e come poter fare per il recupero e per l’integrazione di questi ragazzi.

SE TUTTI CONSIDERANO I RAGAZZI DISAGIATI COME UN PESO, VANNO SOLO A RINFORZARE IL PESO CHE SI PORTANO DENTRO.

Io passo ore seduta con loro sui muretti a parlare della loro noia, del loro niente, a cercare di dare un senso alle giornate e alla loro vita per evitare che vadano oltre, che si facciano male o lo facciamo agli altri, che devastino le strade e tutto ciò che incontrano solo per sentirsi vivi, per divertirsi, per passare un pomeriggio a ridere, completamente incoscienti dei reali esiti delle loro azioni e totalmente consapevoli che quello che stanno facendo non lo devono fare.

Carpi è solo l’ultimo degli esempi di un’escalation di noia

 

É da qui che nasce l’idea dei tre adolescenti di Carpi di rubare i bus, di giocare ad autoscontro, di distruggere le strade e la scuola, una sfida con se stessi e contro le istituzioni, è da qui che nascono il lancio dei sassi dal cavalcavia, agli autobus, è da qui che nascono i selfie pericolosi, i killer selfie e la ricerca di viralità nel web, è da qui che nascono le gare in motorino, in macchinetta, il vandalismo, le risse, i giochi come il knockout, le violenze e il bullismo.

Dal vuoto da colmare perché la noia è semplicemente un sinonimo di vuoto, il grido d’aiuto di adolescenti non visti e non contenuti da nessuno, se non dalle loro bravate.

 

di Maura Manca

 

Il link dell’articolo http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/04/25/aumenta-la-noia-tra-i-giovani-e-aumenta-il-vandalismo/