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Devianza tra i banchi di scuola: studenti indagati per interruzione di pubblico servizio. Dove arriveremo?


Nelle scuole italiane, ci sono davvero tante situazioni di ordinaria devianza estremamente complesse da gestire, molto più di quello che si possa pensare.

I ragazzi trascorrono tantissime ore dietro i banchi e per loro la scuola rappresenta l’autorità e le regole da sfidare continuamente: infatti, ci sono tante condizioni in cui il disagio e i disturbi del comportamento si evidenziano e si  manifestano soprattutto all’interno delle mura scolastiche, dove il gruppo classe rinforza questo tipo di dinamiche.

Non si tratta di casi isolati, ma sono veramente tante le classi multi-problematiche dove tante volte i docenti sono veramente impossibilitati a far lezione.


Il caso

In un istituto di Feltre, in provincia di Belluno, lo scorso anno una professoressa di chimica è stata presa di mira per diversi mesi dai propri alunni: lezioni interrotte da scherzi di cattivo gusto, prese in giro e insulti di ogni tipo. Per mettere fine a questo tipo di prevaricazioni costanti e continuative nel tempo è stata costretta a chiamare le forze dell’ordine. L’intervento tempestivo della polizia ha permesso di effettuare gli adeguati accertamenti e risalire ai presunti colpevoli. I ragazzi erano tutti quasi 16enni, circa una decina, e una volta interrogati dal magistrato, sono stati inseriti nel registro degli indagati per aver commesso il reato di interruzione di pubblico servizio, in quanto l’insegnante ricopre il ruolo di pubblico ufficiale.


Stop alla violenza sui prof

Si tratta certamente di un provvedimento forte che ricade nel penale, che ci auguriamo si possa rivelare efficace nel tempo, perché certi comportamenti è giusto che vengano sanzionati adeguatamente e non restino impuniti. Certamente, per questi ragazzi privi di senso morale e di educazione, sarebbe auspicabile affiancare anche attività rieducative, perché dietro gesti di questo tipo si cela un’eclatante richiesta di aiuto e di riconoscimento.

Negli ultimi anni, il contesto si è modificato sempre di più: bambini e ragazzi fanno sempre più fatica a riconoscere l’importanza di regole e limiti, manca un adeguato riconoscimento dell’autorità, manca un’alleanza educativa reale tra tutti gli adulti in gioco, ogni rapporto sembra debba risolversi con l’uso della forza, anziché con il confronto.


Mancano dei saldi punti di riferimento e assistiamo ad un’escalation di prepotenze e violenze, senza confini e senza filtri che permettano di fermarsi prima di compiere una determinata azione.


Ora staremo a vedere le reazioni dei genitori, perché tante volte criticano, giudicano e denunciano la scuola quando prende una posizione ferma contro i ragazzi, creando un’incongruenza tra scuola e famiglia che non permette di creare quell’alleanza, che porta poi all’espressione più manifesta e massima di questi comportamenti.

Questi ragazzi devono essere contenuti adeguatamente, perché se mai impareranno ad assumersi la responsabilità delle loro azioni e verranno continuamente giustificati dalle loro famiglie, sperimenteranno quel senso di onnipotenza che li porterà sempre a superare il limite del limite.

di Redazione AdoleScienza