comportamenti a rischio manschi e femmine

Fumo, alcol e droghe al maschile e al femminile


Le diverse fasi dell’adolescenza comportano rischi specifici: la prima adolescenza, dai 12 ai 14 anni, è la più ricca di cambiamenti e presenta maggiori difficoltà di adattamento alle trasformazioni del corpo e all’ampliamento dell’area delle esperienze personali. In questa fase può ricoprire particolare rilevanza la messa in atto di comportamenti a rischio, legati soprattutto all’utilizzo di sostanze psicoattive (alcol, tabacco, droghe), alla sperimentazione di comportamenti pericolosi (attività sessuale precoce e non protetta, alimentazione disturbata, dipendenza da internet) o a comportamenti devianti e antisociali.

Statistiche italiane ed europee (World Health Organization, 2014) hanno evidenziato come il consumo di alcool e droghe inizi in età sempre più precoci e come la diffusione di tali sostanze cresca con l’aumentare dell’età. I risultati presentati dall’Osservatorio Adolescenti di Telefono Azzurro e Doxa Kids (2014- www.azzurro.it) confermano che il 50,6% degli adolescenti intervistati beve alcolici (30,8% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e 66,3% tra 15 e 19 anni) indicando un trend crescente nel passaggio dalla preadolescenza all’adolescenza. Differenze nelle modalità di assunzione in relazione all’età si verificano anche rispetto all’uso di droghe: il 21,1% dei ragazzi tra 15 e 19 anni dichiara di averne fatto uso, rispetto al 2,8% dei ragazzi tra 11 e 14 anni.

Diversamente da indagini precedenti, che avevano ritratto le ragazze come più responsabili e caute nell’assunzione di alcol, la ricerca di Telefono Azzurro e DoxaKids mostra trend differenti in relazione alle differenze di genere. L’assunzione di alcolici risulta, infatti, più diffusa tra le ragazze (56,9% contro 44,7%), soprattutto in relazione ai superalcolici, assunti dal 37,1% delle ragazze intervistate rispetto al 17,4% dei ragazzi. Anche il fenomeno dell’assunzione di più sostanze nell’arco di una stessa occasione (definito poli-abuso) sembra essere maggiormente diffuso tra le ragazze (34,3% rispetto al 18,9% dei ragazzi). Mentre, in relazione al fumo di sigarette, non si rileva una sostanziale differenza tra i maschi e le femmine. È importante, però, considerare che le ragazze sono maggiormente coinvolte nei disturbi alimentari, in particolare in forme di alimentazione consolatoria e in condotte di tipo anoressiche e/o bulimiche.

Ma quale significato assumono questi comportamenti per i ragazzi?

La specificità di alcuni comportamenti sembra confermare che, mentre nei maschi il disagio personale e relazionale si manifesta maggiormente con comportamenti attivi, rivolti all’esterno, socialmente visibili e rilevanti e solitamente attuati in gruppo, le ragazze prediligono comportamenti solitari, autolesivi e punitivi nei confronti di sé e del proprio corpo. Queste due modalità sono state rispettivamente definite come “esternalizzanti” ed “internalizzanti” (Bonino e Cattelino, 2000).

Il fumo di sigarette e il consumo di alcolici tendono ad aumentare nel tempo, confermando il significato di anticipazione del comportamento adulto che assumono. Il fumo di marijuana, pur collocandosi già nella prima adolescenza, in alcuni adolescenti permane ed assolve funzioni differenti, non più di sperimentazione di sé, ma di fuga dalla realtà come tentativo per fare fronte a problemi personali e relazionali. L’abuso di alcolici può rappresentare un modo per gestire emozioni negative e stati di sofferenza, ottenere visibilità e riconoscimento sociale. Alcool, cannabis e altre sostanze psicoattive possono rappresentare, dunque, uno strumento attraverso il quale evitare l’ansia e la paura legate al presente e al futuro.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Bonino S., Cattelino E. (2000). L’adolescenza tra opportunità e rischio. L’uso di sostanze psicoattive. In G.V. Caprara, A. Fonzi (a cura di). “L’età sospesa” Itinerari nel viaggio adolescenziale. Giunti: Firenze: 121-154.

World Health Orgnization (2014). Global status report on alcohol and health. WHO Library Cataloguing-in-Publication Data.

 

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