rischio

Giovani che rischiano la vita. Quando la vita ti uccide e il rischio di morire ti fa sentire vivo!


 

La tendenza alla sensation seeking è la ricerca di emozioni nuove che esprime il bisogno di cercare nuove sensazioni, nuove situazioni emotivamente forti e particolarmente intense, anche al prezzo di mettere a rischio la propria incolumità e quella delle persone che stanno intorno. Spesso si tratta di comportamenti impulsivi, ma la maggior parte delle volte sono condotte studiate in tutte le variabili, volute intenzionalmente e ricercate. Si ricerca l’eccitazione, l’adrenalina e tutte quelle sensazioni forti che fanno sentire un’attivazione interna. È importante sottolineare che i ragazzi conoscono perfettamente i rischi ed è proprio la consapevolezza di potersi fare male, di vincere sulla morte che fa vivere quel momento transitorio di onnipotenza. In quel tempo sei il più forte, sei invincibile ed imbattibile. Il cuore batte forte, un brivido scorre lungo la schiena, le gambe si irrigidiscono e la testa dà solo il segnale del via. In quegli istanti non c’è una parte interna, quella morale, che fa vedere la possibilità di morire perché quella è stata calcolata e sono state studiate le possibili strategie per evitare il peggio. A volte però i calcoli vengono fatti male, si sbaglia e si muore o ci si creano danni permanenti a se stessi e in alcuni casi anche agli altri.

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In genere queste attività vengono messe in atto in gruppo perché c’è bisogno di rinforzare anche il proprio ruolo sociale, di dimostrare a se stessi e agli altri il proprio valore. In adolescenza, i ragazzi raggiungono il picco massimo di sensation seeking e sono, non a caso, anche al picco massimo di testosterone, che è correlato anche con tutta una serie di condotte disinibitorie di ricerca di sensazioni come quelle associate con il bere, la droga, il sesso e altri tipi di comportamenti devianti e delinquenziali.

Tendenzialmente sono ragazzi che presentano disturbi o problematiche nella sfera del comportamento e dell’antisocialità. La spinta a rischiare non è sempre dettata da alcol e droghe perché tanti ragazzi ricercano l’adrenalina pura semplicemente perché riescono a vivere le stesse sensazioni delle droghe. Anzi, nei momenti di maggiore rischio bisogna essere più lucidi appunto per rischiare al massimo ma con il minimo rischio. Per questi ragazzi la ricerca del pericolo e del rischio è un comportamento normale, non è patologico, fa parte integrante della loro personalità, è come mettere in atto le azoni quotidiane funzionali alla sopravvivenza. Il farsi male o la morte di qualcuno non rappresenta un insegnamento su cui riflettere per cecare di evitare di rischiare ancora inutilmente, perché loro non ne vedono l’inutilità, quel comportamento è utile e funzionale alla sopravvivenza.

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Qual è allora il senso di un comportamento apparentemente insensato?

Per rispondere ho parafrasato le parole di un ragazzo che fa parte di un gruppo che spesso mette in atto comportamenti a rischio, gli ho chiesto di provare a farmi capire cosa sente dentro e di descrivermi la spinta interna: “la spinta è la ricerca del limite, ho bisogno di trovare me stesso, di capire dove posso arrivare; ho bisogno di sentire e di sentirmi, di dimostrarmi quanto sono forte e che ce la posso fare perché l’ambiente sociale in cui vivo non mi ha supportato in questo, mi ha solo denigrato e cresciuto o con violenza o con indifferenza. In questo modo, io mi sento vivo, così io ci sono. Non importa a nessuno di me, ma al mio gruppo, la mia crew che ora è la mia famiglia, sì e allora gli dimostro il mio valore, gli dimostro chi sono. E’ un modo per sentirti parte del mondo, di un mondo che si scorda di te, a cui non importa se ci ammazziamo. È una ricerca di confini, un bisogno di sentirsi onnipotenti. Appena ne hai superata una, appena ti senti il più forte, ti viene subito la voglia di una nuova sfida ancora più difficile perché quell’emozione purtroppo passa troppo in fretta e tu ne hai bisogno. Ti nascondi un po’ dietro qualche droga e qualche birra, prendi a botte qualcuno, fai sesso con qualcuno, ma non basta, è routine, tutto questo ti spegne, ti uccide e allora per vivere e sentirti vivo vai a ricercare ciò che ti può uccidere veramente. La vita ti uccide, il rischio di morire ti fa sentire vivo!”

Leggi i dati:

Nella rete della rete. Report annuale Osservatorio Nazionale Adolescenza 2017

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

 

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