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Guerriglia urbana e scontri con le forze dell’ordine: una logica di devastazione fine a se stessa. I numeri in Italia


Ogni volta che ci sono eventi e manifestazioni importanti, in cui un cittadino libero dovrebbe pacificamente manifestare esprimendo il suo pensiero o combattendo per i suoi diritti, si insinuano all’interno diversi teppisti che approfittano della situazione e attuano tutta una serie di devastazioni, mettendo in pericolo la città e le persone stesse. In genere, questo tipo di fenomeni sociali, sono riferiti ai grandi centri urbani e si tratta di bande o gruppi di persone che sono dediti alla violenza, alla devianza e al vandalismo. I ragazzi sferrano i loro attacchi contro lampioni, cartelli stradali, panchine dei parchi, cabine telefoniche, ma anche contro beni appartenenti a privati, auto parcheggiate e tutto ciò che trovano per la strada. 

SONO SPINTI DA UNA LOGICA DI DEVASTAZIONE FINE A SE STESSA, nascosti dietro una finta ideologia e dietro i principi per cui tanti altri manifestanti cercano di esprimere il proprio pensiero e il proprio dissenso.

A queste persone, che si nascondono all’interno delle varie manifestazioni, importa solo creare caos, andare contro le forze dell’ordine, esprimendo rabbia, non principi. Non è con la forza e con la violenza che in un Paese civile e libero si esprimono i pensieri.  

Si tratta di una forma di imposizione, un gioco di potere per il quale si perde il vero senso per cui si sta manifestando, trasformandosi piuttosto in una lotta contro le forze dell’ordine, come un fiume in piena che esonda e distrugge tutto quello che incontra, sia beni che persone. Ogni occasione è buona per comportarsi in linea con la propria personalità, con la loro visione del mondo, con i loro disagi e con i loro vuoti. Le loro azioni non hanno un senso logico ed è per questo che è così difficile arginarli: si nascondono, si sparpagliano e si camuffano in mezzo agli altri, volendo unicamente dimostrare la loro superiorità rispetto alle Istituzioni.

LA LORO È UNA SCUSA PER FAR EMERGERE SOLO LA VIOLENZA, SI NASCONDONO DIETRO UN’IDEOLOGIA, DICONO CHE LO FANNO PER MOTIVI POLITICI E SOCIALI, MA NON È COSI’.

Cosa accade durante la guerriglia?

Durante la guerriglia contro le forze dell’ordine, vanno avanti tutti insieme a muso duro, spaccano e rompono tutto quello che trovano senza un briciolo di empatia, senza capire che stanno distruggendo anche auto, negozi e case di chi non c’entra assolutamente niente, di chi in maniera onesta paga le tasse e dovrebbe essere un cittadino libero. In quel momento esistono solo loro, la loro rabbia, la loro violenza e la voglia di far male a chi hanno davanti con una divisa addosso, senza capire che loro non c’entrano niente, che sono lì per svolgere il proprio mestiere, che rischiano di essere feriti e di farsi del male e che non è annientando il poliziotto che si ha davanti che si risolve il problema.

Sale l’adrenalina, si esaltano, il gruppo rinforza e crea una divisione delle colpe. Ci si esalta, ci si sente spalleggiati dagli altri e si può andare tranquillamente oltre.

È importante sottolineare che, comunque, il loro è un pretesto per fare casino. Durante gli scontri, scatta la sfida a chi osa di più e può diventare anche una gara tra di loro, a chi compie l’atto di vandalismo più eclatante, a chi si spinge più oltre o più vicino alla polizia, a chi la fa più grossa e, ovviamente. a chi riesce poi a farla franca.

Chi sono questi ragazzi?

Si tratta di gruppi che si preparano precedentemente, si organizzano nel dettaglio, si danno l’appuntamento e decidono dove attaccare e poi da lì inizia l’inferno. Quei ragazzi “normali” che prima erano omologati alla folla, si staccano e si trasformano in ragazzi con una ferocia animale, nascondendosi dietro caschi, bandane, passamontagna, occhiali scuri e tirando fuori manganelli, mazze, tirapugni, coltelli, bombe carta, e oggetti vari che possono trovare man mano sulla loro strada, trasformandoli poi in arma.

A volte, invece, scatta l’effetto branco, l’effetto di essere trascinato dalla situazione dove ci si unisce agli altri solo per scaricare ciò che si ha dentro.

Quanti sono gli adolescenti violenti e distruttivi anche nelle manifestazioni?

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza raccolti sul territorio nazionale su circa 8.000 adolescenti di età tra i 14 e i 19 anni, 1 RAGAZZO SU 20 HA ROVINATO E DISTRUTTO VETRINE, CASSONETTI, O LANCIATO OGGETTI DURANTE UNA MANIFESTAZIONE. Circa 1 su 10 ha usato un’arma, coltellino, tirapugni o manganello e il 22% ha commesso atti vandalici, dato in sensibile aumento rispetto allo scorso anno (pari al 16%). Invece, nel campione degli adolescenti più piccoli, dagli 11 ai 13 anni, il 13% ha commesso atti vandalici e il 35% ha dichiarato di aver già picchiato qualcuno.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza