omofobia

Insegnare la diversità per sconfiggere l’omofobia


Nonostante gli anni che avanzano, la tecnologia che continua a fare passi da gigante, le innovazioni sotto ogni punto di vista che si moltiplicano di giorno in giorno, ci sono dei “campi” in cui il numero aumenta in maniera direttamente proporzionale al progredire degli anni e in cui la stessa mente che da un lato fa cose sorprendenti dall’altra fa cose sempre più orribili e assurde. Uno di questi “campi” è l’omofobia.

Omofobia” significa letteralmente “avversione ossessiva nei confronti di individui che rivolgono la loro attenzione a livello sessuale verso persone dello stesso sesso”. Essa è caratterizzata da pregiudizio, discriminazione, violenza omofobica fino ad arrivare all’omicidio (Currò e Rizzo, 2014).

Una serie di ricerche pubblicate dallo Journal of Homosexuality (Johnson et al., 1997) hanno provato ad individuare la personalità omofobica. Per esempio è stato visto come l’età risulta essere inversamente proporzionale all’omofobia negli adolescenti: maggiore è l’età, minore è l’omofobia. Per quanto riguarda invece le donne, queste presentano meno comportamenti e pensieri omofobici rispetto agli uomini. Un altro fattore molto importante, infine, è la religione, che risulta essere direttamente correlata con l’omofobia.

Questi sono tutti aspetti, insieme ad altri, come la mancanza di empatia (ossia la capacità di mettersi nei panni dell’altro), le bande delinquenziali che si creano tra adolescenti e che prendono di mira quelli che per loro sono i “diversi” o i più “deboli”, l’influenza a livello sociale e culturale, che non solo spingono adulti già formati a mettere in atto comportamenti di tipo omofobico ma che rappresentano per un bambino o un adolescente un esempio da seguire; è per tale motivo che risulta essere fondamentale prevenire ciò attraverso la scuola, le istituzioni, i luoghi pubblici, lo sport e soprattutto attraverso l’integrazione di diverse figure professionali, per insegnare fin da piccoli che la diversità è solo che ricchezza e che la diversità di scelte deve essere rispettata e non affrontata con la violenza.


Spesso questi stessi bambini, sentono tra le mura di casa commenti espliciti o risate di denigrazione di fronte ad immagini, foto, video o scene di vita reale in cui da protagonisti ci sono due persone dello stesso sesso. Per loro quindi diventerà parte integrante della normalità fare lo stesso, aggregandosi magari con altri ragazzi in età adolescenziale che come loro hanno questo tipo di atteggiamenti. Il gruppo li farà sentire più forti e soprattutto accettati. È per tale motivo che l’integrazione è fondamentale.


Inoltre, nell’epoca dei social network, ormai, la violenza non è più solo fisica o verbale, ma anche virtuale; quest’ultima si nasconde dietro uno schermo e colpisce quasi più delle aggressioni fisiche. Sì perché il numero di persone coinvolte, che si supportano, aggregano e coalizzano per deridere “l’omosessuale di turno” sono centinaia, con la differenza però che dall’altra parte il numero non aumenta, c’è sempre e solo una persona, che si trova ad affrontare un muro sempre più alto e difficile da abbattere. È per questo che aprendo il giornale spesso in prima pagina troviamo ragazzi adolescenti omosessuali o “presunti tali” che si sono tolti la vita perché vittime di risate e ingiurie gratuite. “Presunti tali” perché ormai è dal colore di un pantalone, da un taglio di capelli, da una matita agli occhi o da un hobby che si etichetta la persona e si ha la presunzione di sapere il suo orientamento sessuale ed in base a tale allusioni agire.

Fermare questo è possibile solo insegnando fin da piccoli (in ogni ambito sociale) a mettersi nei panni degli altri, a rispettare chi ci circonda, a guardare oltre un orientamento sessuale e infine a crescere giocando con le “differenze”, perché del resto essere differenti è normale.

Riferimenti Bibliografici

Currò S., Rizzo A. (2014). Omofobia e omicidio in Italia: un’analisi psicologica. Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza, 8: 120-137.

Johnson M.E., Brems C., Alford-Keating P. (1997). Personality correlates of homophobia. Journal of Homosexuality, 34: 1.

 

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