adolescenti assassini

La finta forza dei giovani con il coltello


Gli adolescenti sono sempre più violenti. I casi di cronaca dipingono un quadro preoccupante per due ragioni: l’uso frequente di armi e l’età dei ragazzi coinvolti, ormai sempre più bassa. Un adolescente che esce armato è un ragazzo che è pronto ad usare l’arma che possiede, non per difesa, per attaccare.

Anche nel nostro Paese i ragazzi ricorrono sempre più di frequente ad armi come coltelli, tirapugni, spranghe e manganelli. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza raccolti su 10.300 adolescenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni sono il 7% che fanno uso di queste armi.
Il problema non sono le armi di per sé, un ragazzo che acquista un’arma sta cercando un oggetto per essere ancora più letale, per fare ancora più male senza un briciolo di empatia, paura di ferire e anche di uccidere. Per questi ragazzi è “normale” usare un’arma, anche semplicemente per far valere il proprio pensiero.
Agiscono in branco perché amplifica la violenza deresponsabilizzando i singoli membri. Diventa un gioco, un divertimento, una sfida, un ricerca di quella adrenalina che fa sentire apparentemente forti questi ragazzi impotenti nei confronti della vita che ricercano un ruolo ed uno spazio nel mondo attraverso la violenza.

Un breve articolo della dott.ssa Maura Manca sulla prima pagina di Leggo uscito il 7 maggio 2018, in cui parla della FINTA FORZA DEI GIOVANI CON IL COLTELLO in seguito alle terribili aggressioni di Londra e Roma.


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