picchiare

La violenza fisica quanto è contagiosa tra gli adolescenti?


Nella fase adolescenziale, il gruppo dei pari acquisisce molta importanza, divenendo un luogo di sperimentazione e socializzazione, ma anche un potenziale fattore di rischio per i ragazzi. Il contesto in cui si cresce e le amicizie quanto influiscono nel mettere in atto azioni violente?

Un recentissimo studio americano (Bond e Bushman, 2016), ha voluto approfondire proprio questo aspetto, analizzando i comportamenti violenti tra i ragazzi e cercando di individuare i meccanismi sottostanti. Nella ricerca sono stati intervistati circa 6000 adolescenti appartenenti a diverse scuole, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, a cui è stato chiesto di indicare, pensando ai 12 mesi precedenti, il numero di volte in cui erano stati coinvolti in uno scontro fisico grave, in cui avevano ferito qualcuno e in cui avevano impugnato un’arma. Infine, i partecipanti dovevano specificare i nominativi di cinque amici maschi e di cinque amiche femmine della loro scuola, perché in questo modo era possibile valutare il comportamento degli amici di ogni studente e vedere se avevano commesso gli stessi atti di violenza.


Dalla ricerca è emerso che i giovani sono più propensi a mettere in atto gesti violenti se anche i loro amici lo fanno: infatti, la probabilità di picchiarsi aumentava del 48%, di ferire un’altra persona del 183% e di aver puntato un’arma del 140%.


Se gran parte di tale associazione è legata a ciò che viene chiamato effetto clustering, ovvero che persone con interessi simili tendono a raggrupparsi insieme come amici, dall’altra, la diffusione dei comportamenti violenti e aggressivi non si limita solo agli amici più stretti ma rimbalza tra le varie reti di amicizie, diffondendosi a macchia d’olio, attraverso l’effetto contagio e i processi di imitazione che condizionano profondamente il modo di agire.

Questi risultati evidenziano i possibili meccanismi alla base dell’influenza tra pari, un fattore che condiziona le scelte soprattutto durante il periodo adolescenziale, anche quando i coetanei non sono amici diretti, ma amici di amici. Bisogna prestare molta attenzione, perché in questa fase delicata, ci si può sentire confusi e disorientati, alla continua ricerca di conferme sociali, di punti di riferimento, di nuovi modelli con cui confrontarsi, rischiando di mettere in atto azioni devianti e condotte aggressive senza pensare alle gravi conseguenze per sé e per gli altri.

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Bond R.M., Bushman B. J. (2016). The Contagious Spread of Violence Among US Adolescents Through Social Networks. American Journal of Public Health, e1-e7. DOI: 10.2105/AJPH.2016.303550.